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07 Gennaio 2026 - 17:07
La minoranza chiede al Comune lo sconto di 12.000 euro sull'Irpef, ma la proposta viene bocciata
La minoranza di “Lauriano e Piazzo Domani” torna all’attacco dell’amministrazione guidata dal sindaco Mara Baccolla. Lo fa con un post su Facebook e con un lungo comunicato che mette nero su bianco una proposta semplice e politicamente leggibile: ridurre l’addizionale Irpef comunale dallo 0,75 allo 0,70 per cento per lavoratori e pensionati. Un segnale minimo, sostengono dai banchi dell’opposizione, ma concreto. Segnale che però la maggioranza ha deciso di non dare.
La richiesta è stata formalizzata durante l’ultimo Consiglio comunale del 2025, quello di martedì 23 dicembre, dedicato al bilancio di previsione 2026. In quell’occasione il gruppo consiliare di Lauriano e Piazzo Domani ha presentato un emendamento che puntava ad alleggerire una voce che lavoratori e pensionati conoscono fin troppo bene, perché “se la ritrovano ogni mese incolonnata sul cedolino della busta paga o della pensione”.
L’emendamento, firmato dal capogruppo Renato Dutto insieme ai consiglieri Graziano Bronzin e Sabino Fusco, stimava in 12 mila euro la minore entrata per il Comune, indicando come copertura una riduzione della spesa corrente per mantenere l’equilibrio di bilancio. Nella relazione allegata, la minoranza scrive che “in un momento in cui le famiglie, lavoratori e pensionati affrontano costi crescenti per il carrello della spesa, le bollette e i beni di consumo, il Comune di Lauriano dovrebbe dimostrare maggiore attenzione e responsabilità”, ricordando che “la fiscalità locale non può essere gestita in modo automatico, ma calibrata sulle reali condizioni sociali della comunità”.

Renato Dutto, consigliere comunale di opposizione a Lauriano
Illustrando l’emendamento in aula, Dutto ha insistito sul carattere politico della proposta. “La fiscalità locale deve essere equa, proporzionata e sostenibile per chi vive del proprio lavoro e della propria pensione. Lauriano è composto in larga parte da lavoratori dipendenti, famiglie monoreddito e pensionati, persone che ogni giorno fanno i conti con un costo della vita crescente. In questo contesto anche pochi euro al mese possono fare la differenza”.
Il capogruppo ha poi sottolineato come la riduzione non fosse né avventata né insostenibile. “Dodicimila euro possono essere recuperati attraverso una revisione delle spese non prioritarie e un’ottimizzazione della spesa corrente. Non si tratta di rivoluzionare il bilancio, ma di un gesto di responsabilità che avrebbe permesso di riallinearci ai Comuni vicini, come Casalborgone e Moransengo-Tonengo, che applicano lo 0,70 per cento”.
Nel commentare l’iniziativa, i tre consiglieri ribadiscono che “questa scelta non è un atto simbolico, ma un segnale tangibile di vicinanza a lavoratori, pensionati e famiglie che ogni giorno fanno i conti con bollette e spese quotidiane”. E aggiungono un passaggio politico che va oltre l’emendamento: “Chiediamo che la Giunta predisponga uno studio per valutare esenzioni o aliquote differenziate per scaglioni di reddito, con l’obiettivo di tutelare stabilmente i redditi più bassi e rendere la fiscalità comunale più equa e progressiva”.
Da qui l’appello, rimasto senza esito, ai consiglieri di maggioranza affinché “approvassero l’emendamento per l’anno in corso e sostenessero un percorso serio e trasparente verso un sistema di esenzioni che metta al centro la tutela dei più fragili”.
La risposta della maggioranza è arrivata per voce dei tecnici, chiamati in causa dal sindaco Mara Baccolla, che hanno contestato la mancata indicazione puntuale delle spese correnti da tagliare. Un’obiezione che la minoranza respinge al mittente. “L’osservazione è legittima, ma l’emendamento aveva un carattere politico e non burocratico. La Giunta avrebbe potuto accoglierlo e limare 12 mila euro su oltre un milione e 350 mila euro di spese correnti, a partire dalle spese legali o da altre voci riducibili”, replicano Dutto, Bronzin e Fusco.
E il punto, secondo l’opposizione, è sempre lo stesso. “Noi siamo propositivi per il bene dei cittadini. Il sindaco boccia le proposte, dice che le condivide e che se ne parlerà più avanti, ma poi non fa mai nulla. È già successo con le agevolazioni sulla Tari per gli alluvionati. Anche questa volta si poteva dare un piccolo segnale a famiglie, lavoratori e pensionati. Si poteva fare, ma il sindaco e la maggioranza hanno scelto di non farlo”.
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