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Un'assessora a scoppio ritardato

Saldi iniziati il 3 gennaio, comunicati dal Comune il 5. A Ivrea la promozione del commercio arriva sempre dopo, tra parole, deleghe infinite e tempismo smarrito

Un'assessora a scoppio ritardato

Gabriella Colosso

A Ivrea l’assessora non è in ritardo. È a scoppio ritardato. Una categoria a parte, che meriterebbe una voce autonoma nei manuali di amministrazione pubblica: quando l’iniziativa parte, l’assessore arriva. Dopo. Con calma. Magari con un post.

Succede così che i saldi invernali, evento che nel resto del mondo viene comunicato prima, durante e pure dopo, a Ivrea inizino il 3 gennaio e vengano scoperti dall’amministrazione il 5. Due giorni dopo. Come una notizia d’archivio. Come se qualcuno avesse acceso il motore, ma il botto fosse arrivato in ritardo. Appunto: scoppio ritardato.

L’assessora al Commercio Gabriella Colosso – che poi è anche assessora a Pari opportunità, Lavoro, Processi partecipativi, Recupero e sviluppo delle periferie, Politiche per l’integrazione, Tutela degli animali e probabilmente pure alle maree, se Ivrea avesse il mare – decide che sì, forse è il caso di dire ai cittadini che i saldi sono iniziati. E lo fa con tutti gli strumenti a disposizione: il sito del Comune, i social. Quando i commercianti hanno già fatto partire tutto da soli, come sempre.

Perché a Ivrea funziona così: chi lavora corre, chi amministra rincorre. E spesso inciampa.

Il consigliere comunale Massimiliano De Stefano, che ha ancora il coraggio di usare parole serie in un contesto che serio non lo è più, prova a spiegare l’ovvio. «Il commercio è una cosa seria», dice. Già questo dovrebbe essere inciso sopra la porta del Municipio. Poi aggiunge, con una diplomazia quasi commovente, che non attribuisce direttamente la colpa all’assessora.

«La comunicazione è fondamentale, deve essere capillare e pianificata. Non può essere gestita in modo improvvisato».

E invece a Ivrea è sempre improvvisata. Sempre tardiva. Sempre postuma. Ogni iniziativa che riguarda i commercianti segue lo stesso copione: si parte, si fatica, si lavora, e poi – ta-da – arriva il Comune a dire che c’era qualcosa in corso. Come l’ambulanza che arriva quando il paziente si è già rialzato da solo.

Era già successo, ve lo ricordate, con i negozi aperti in orario continuato il giovedì, con la pubblicità dell’iniziativa rimasta ferma in qualche cassetto. Anche in quel caso l’assessora si era spesa a parole – molte – ma era sembrata ai più poco operativa. Alla fine non si è mai capito di chi fosse la responsabilità, anche se in città lo sanno tutti: il commercio, più che una delega, è spesso un affare privato nelle mani di Ascom.

Insomma, a Ivrea non manca il commercio. Non mancano i negozianti. Non mancano nemmeno i saldi. Manca il tempismo. E un assessore al commercio che non funzioni a scoppio ritardato. Perché i saldi durano fino al 28 febbraio, è vero. Ma la credibilità, quella, quando parte in ritardo, spesso non recupera più.

Il commercio, ricorda ancora De Stefano, «è importante per la vitalità della città e per il tessuto economico e sociale». Vero. Ma allora bisognerebbe trattarlo come tale. Non come una pratica secondaria da sbrigare tra una delega e l’altra, quando qualcuno, all’improvviso, si ricorda che esiste.

Che poi la Colosso, su alcune cose è velocissima. Per esempio nel duplicare iniziative. La collega Patrizia Dal Santo organizza "dono sospeso" e lei "trac" arriva con la befana del vigile...

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