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04 Gennaio 2026 - 17:26
Barriera di Milano, parco pubblico occupato. La denuncia: "Ora basta!"
Il parco Peccei torna a fare notizia per il degrado, e non è una novità. A segnalarlo, anche all’inizio del nuovo anno, è ancora Verangela Vera Marino, consigliera di circoscrizione e capogruppo di Fratelli d’Italia, che punta il dito su una situazione già denunciata più volte e mai risolta in modo strutturale. Siamo a Barriera di Milano, nel tratto compreso tra via Fossata, via Cigna, via Valprato e piazza Ghirlandaio, all’interno di un’area verde che dovrebbe essere uno spazio pubblico e che invece mostra i segni di un abbandono ormai cronico.
Le fotografie diffuse dalla consigliera raccontano una realtà difficile da smentire: bivacchi stabili sotto le strutture in cemento del parco, materassi e coperte appoggiati a terra, tende montate all’interno dell’area recintata, abiti stesi sulle ringhiere, sacchi e masserizie ammassati. In uno degli scatti si vede chiaramente una tenda canadese, montata in modo permanente, mentre in altri compaiono giacigli improvvisati e un mezzo elettrico coperto da un telo, segno di una presenza non occasionale.

Le foto postate dalla consigliera di circoscrizione
«Il problema del bivacco, per il quale siamo già intervenuti diverse volte, si è ripresentato», scrive Marino, sottolineando come la situazione non riguardi solo il decoro urbano. L’assenza di servizi igienici, evidenzia la consigliera, porta chi occupa l’area a urinare e sporcare nei pressi del parco, con conseguenze evidenti sul piano dell’igiene e della vivibilità. Un disagio che, come mostrano le immagini, si concentra proprio nei punti di passaggio e nelle zone frequentate anche da famiglie e residenti.
La segnalazione è stata inviata al presidente di Circoscrizione Valerio Lomanto, con la richiesta di attivare nuovamente gli organi competenti per lo sgombero e la rimozione delle masserizie. Un passaggio già visto in passato, che però non ha impedito il ritorno del problema. Le fotografie, in questo senso, diventano la prova visiva di un intervento tampone che non ha mai prodotto effetti duraturi.
«Un parco così bello non deve diventare oggetto di degrado e bivacco», ribadisce Marino, auspicando una soluzione rapida «a tutela di ogni singolo cittadino». Ma il nodo resta sempre lo stesso: quanto sia efficace un sistema che interviene solo a emergenza già esplosa, lasciando che le stesse situazioni si ripetano ciclicamente negli stessi luoghi.
Il parco Peccei, ancora una volta, finisce sotto i riflettori non per ciò che dovrebbe essere, ma per ciò che è diventato. E le immagini, più delle parole, raccontano una storia che a Barriera di Milano è ormai fin troppo conosciuta.



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