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01 Gennaio 2026 - 10:49
Michele Uras (nel riquadro)
Una folla commossa ha salutato la salma di Michele Uras, durante i funerali celebrati dal diacono don Ottaviano Matei nella parrocchia di San Giuseppe Artigiano, di corso Agnelli, nell’ultimo giorno di questo 2025.
Se n’è andato all’improvviso, a causa di un malore, all’età di 56 anni.
Uras era un uomo che preferiva l’azione al clamore, lasciando un segno profondo attraverso un impegno costante e discreto che viene ricordato con commozione da quanti hanno incrociato il suo cammino. E questo aspetto del suo carattere, concreto ma senza vanità, è stato evidenziato anche quando il 10 marzo 2023 aveva organizzato a Settimo, in sala consiliare, la presentazione del libro di Oney Tapia, campione paraolimpico di lancio del disco e vincitore dell’edizione 2016 di “Ballando con le Stelle”. Aveva chiesto la mia disponibilità come giornalista e avevo accettato di condurre quel momento speciale, dedicato a tutta la città. Perché a Michele era impossibile negarsi: la sua cifra caratteriale era la schiettezza e la sua passione era contagiosa. Aveva cercato anche di invitare anche la medaglia d’oro olimpica Marcel Jacobs, ma non è mai semplice conciliare i tempi di questi grandi protagonisti dello sport mondiale.

Michele Uras con il campione paralimpico Oney Tapia
Il suo impegno politico dietro le quinte, senza voler mai apparire in primo piano, era tipico: non amava le polemiche rumorose. Le sue critiche erano essenziali, a volte taglienti, ma prive di elementi di rancore. Non disdegnava i contrasti, amava i confronti su tanti argomenti, ma in materia di generosità e impegno era un vero campione. Era sempre pronto a collaborare per il bene della città, nonostante avesse condotto una sobria campagna elettorale nelle fila di Forza Italia. E infatti, tutta l’amministrazione comunale, con la sindaca Elena Piastra, ha presenziato per quest’ultimo saluto. “Dobbiamo portare a termine ciò che ha cominciato - ha detto Giorgio Chiarle, segretario cittadino di Forza Italia dopo aver accompagnato al microfono anche la moglie di Michele, Annalisa, e la figlia Carola per il discorso di commiato - . Oggi siamo qui perché esiste un senso di comunità e quello che ci chiede oggi Michele, a tutti noi, è quello di proseguire il suo impegno sociale”.
In qualità di giudice nazionale FIDAL, nell’atletica leggera, Michele Uras aveva trasformato i campi di gara in un luogo di educazione e crescita: per lui il rispetto delle regole non era mai fine a se stesso, ma uno strumento per trasmettere valori di lealtà e correttezza ai più giovani. Chi ha lavorato al suo fianco ne ricorda la straordinaria capacità di guidare i nuovi ufficiali di gara con pazienza, correggendo senza mai umiliare e incarnando un autentico spirito di servizio.
Il suo spirito civico non si esauriva però sulle piste di atletica. Aveva dedicato gran parte delle sue energie anche al mondo dell’istruzione, ricoprendo il ruolo di presidente del consiglio d’istituto presso il "Galileo Ferraris" e collaborando attivamente con altre realtà scolastiche del territorio. Durante gli anni difficili della pandemia, nonostante l’incertezza generale, continuava a spronare studenti e docenti del Comprensivo Settimo II a non abbandonare i progetti internazionali, convinto che il futuro dei ragazzi dovesse restare la priorità assoluta.
Con la sua scomparsa, Settimo Torinese perde un cittadino appassionato e un uomo che ha saputo costruire ponti tra generazioni diverse. Il dolore della moglie Annalisa, della figlia Carola e di tutta la comunità sportiva e scolastica testimonia quanto la sua presenza, pur schiva e mai sopra le righe, fosse essenziale per il tessuto sociale della città. Resta oggi un’eredità fatta di coerenza, rigore e un amore profondo per il bene comune.
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