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29 Novembre 2025 - 15:07
Un volto sospeso tra presente ed eternità: il Torino Film Festival annuncia per il 2026 una retrospettiva dedicata a Marilyn Monroe, nel centesimo anniversario della sua nascita. A sigillare l’attesa, l’immagine scelta per il 44 Torino Film Festival, proveniente dal suo ultimo servizio fotografico realizzato pochi giorni prima della scomparsa: uno scatto che restituisce bellezza e fragilità, con un sottile brivido di “nostalgia del futuro”.
Dopo due tributi considerati “doverosi” — Brando nel 2024 e Newman nel 2025 — il festival orienta il suo sguardo su una figura femminile che ha attraversato il mito e il tempo. La scelta di Marilyn Monroe per il 2026 non è soltanto una ricorrenza anagrafica: è un gesto curatoriale che costruisce una traiettoria ideale attraverso tre icone, interrogando il modo in cui il cinema crea e custodisce la memoria collettiva.
L’immagine del 44 Torino Film Festival, tratta dall’ultimo servizio fotografico di Monroe, porta con sé un’aura di crepuscolo e promessa. È il volto di una diva che sembra sapere di appartenere all’eternità più che al presente, una figura che vive oltre l’istante, catturata pochi giorni prima della fine. È una scelta visiva che promette di diventare chiave di lettura dell’intera retrospettiva: non l’ennesimo omaggio alla star, ma un invito a misurare l’icona con la sua vulnerabilità.
“L’immagine scelta per il 44 Torino Film Festival proviene dal suo ultimo servizio fotografico, realizzato pochi giorni prima della scomparsa: uno scatto che custodisce bellezza e fragilità, con quel lieve senso di nostalgia del futuro, come se sapesse di essere destinata a vivere nell’eternità più che nel presente”. Con queste parole Giulio Base, direttore del Torino Film Festival riconfermato, ha presentato l’orizzonte della retrospettiva in programma per l’anno prossimo, delineando un percorso che si annuncia tanto rigoroso quanto emotivamente risonante.
Nell’epoca delle immagini che si consumano in un istante, l’idea di “nostalgia del futuro” restituisce a Monroe una profondità rara: la sua figura diventa non solo simbolo di glamour, ma anche specchio del rapporto tra celebrità, tempo e memoria. La retrospettiva del centenario, collocata tra i recenti omaggi a Brando e Newman, suggerisce un discorso più ampio sul pantheon del cinema e sulla responsabilità dei festival nel raccontare, con equilibrio e sensibilità, ciò che resiste oltre il mito.
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