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“Puliamo il tuo quartiere” è scomparso: il progetto sparisce e le strade si riempiono di foglie

La minoranza denuncia costi extra, poca trasparenza e un servizio che non c’è

“Puliamo il tuo quartiere” è scomparso: il progetto sparisce e le strade si riempiono di foglie

“Puliamo il tuo quartiere” è scomparso: il progetto sparisce e le strade si riempiono di foglie

La notizia è semplice e imbarazzante: a Borgaro il progetto “Puliamo il tuo quartiere” è sparito da sei mesi, lo spazzamento manuale non si vede da tempo e il Comune non sa nemmeno dove siano finiti i registri dei passaggi previsti dal contratto con SETA.

È il quadro che emerge dall’interrogazione firmata dal gruppo di minoranza Uniti per Cambiare, accompagnata da un comunicato stampa che non usa giri di parole: «I cittadini pagano, ma il servizio non c’è».

L’operazione di pulizia dei marciapiedi, degli angoli e dei vicoletti della città lanciata in grande stile dalla maggioranza il 4 febbraio e chiusa già il 28 maggio scorsi non ha lasciato tracce né spiegazioni. Nessuna nota ufficiale, nessuna prospettiva di ripresa: solo mesi di silenzio.

Nel frattempo le foglie si accumulano, i marciapiedi diventano pattumiere, e l’Amministrazione affida interventi tampone alla cooperativa Stranaidea, che fa quello che può in un quadro già compromesso. Anche qui parlano i numeri: finanziamento regionale di 82.542,52 euro contro un costo totale di 92.860,34 euro. La differenza? Di nuovo sulle spalle dei contribuenti.

Il nodo più grave, però, è un altro. La minoranza di Uniti per Cambiare ricorda che lo stesso assessore Lorenzi, il 7 febbraio 2025, ha ammesso: «L’Amministrazione non dispone di questo registro», riferendosi ai passaggi di spazzamento dal 2020 al 2024. Nessuna tracciabilità, nessuna prova del servizio. E allora la frase successiva arriva come un colpo secco: «Tradotto: non esiste alcuna documentazione che certifichi l’effettiva esecuzione del servizio».

In altre parole, SETA continua a incassare, i cittadini continuano a pagare, ma il servizio resta un fantasma.

E mentre il Comune prova a cavarsela con interventi straordinari, il decoro urbano scivola ogni giorno un po’ più in basso.

La giustificazione dell’autunno, delle foglie, del meteo ballerino non regge più. «Non accettiamo che si dia la colpa all’autunno», chiosa il comunicato, e qui la politica locale mostra tutta la distanza tra narrativa ufficiale e realtà quotidiana.

Da qui l’interrogazione, che chiede sette cose molto semplici: sapere perché il progetto è stato interrotto, perché lo spazzamento manuale non è operativo, se l’assessore abbia chiesto conto a SETA, se manca personale o se manca tutto, quali misure concrete si intendano adottare, se “Puliamo il tuo quartiere” tornerà mai o se esista almeno un piano alternativo, e infine quale sia il dettaglio dei costi sostenuti per questa pulizia straordinaria che straordinaria non è più.

Il comunicato chiude con una frase che vale come un atto d’accusa politico: «Temiamo che il progetto “Puliamo il tuo quartiere” sia stato il paravento dietro cui si nascondere l’assenza cronica dello spazzamento manuale». E a Borgaro resta la domanda più semplice e più pesante: chi deve garantire un servizio essenziale, perché non lo sta garantendo?

In attesa della risposta, le foglie continuano a cadere. Ma non sono loro il problema. Il problema è chi doveva raccoglierle.

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