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Torino ricorda il finanziare Francesco Salerno, vent’anni dopo la morte in servizio

Cerimonia ai giardini di via Isonzo e messa in suffragio per l'appuntato travolto da un treno durante un’operazione antidroga

Torino ricorda il finanziare Francesco Salerno, vent’anni dopo la morte in servizio

Torino ricorda il finanziare Francesco Salerno, vent’anni dopo la morte in servizio

Venti anni dopo, il nome dell’appuntato Francesco Salerno continua a vivere nella memoria della Guardia di Finanza di Torino. Questa mattina, nei giardini di via Isonzo che portano il suo nome, si è tenuta la cerimonia di commemorazione del militare, morto nel novembre del 2005 durante un’operazione antidroga. Un ricordo sobrio ma intenso, nel segno di una dedizione al dovere che ancora oggi rappresenta un esempio per tutto il Corpo.

Alla cerimonia hanno partecipato il Comandante Regionale Piemonte-Valle d’Aosta, generale di divisione Giovanni Avitabile, i familiari dell’appuntato, il Comandante Provinciale di Torino, generale di brigata Alberto Nastasia, e il Comandante del Gruppo Pronto Impiego, maggiore Paolo Sini, reparto al quale Salerno apparteneva. Tanti anche i colleghi presenti, visibilmente commossi, nel momento in cui è stata deposta una corona d’alloro ai piedi della targa marmorea dedicata al finanziere.

A seguire, nella Chiesa di San Matteo, all’interno della Caserma che ospita il Comando Regionale della Guardia di Finanza di Torino, è stata celebrata una messa di suffragio da don Antonio Zimbone, cappellano militare. Un momento di raccoglimento e di preghiera per ricordare la vita di un giovane servitore dello Stato che perse la vita inseguendo dei trafficanti di droga.

Era il novembre del 2005 quando, durante un intervento delle Fiamme Gialle torinesi, l’appuntato Francesco Salerno si lanciò all’inseguimento di alcuni pusher in fuga lungo una massicciata ferroviaria. In pochi istanti, la tragedia: un treno in transito lo travolse, uccidendolo sul colpo. Aveva solo trent’anni e lasciava la moglie e due figli piccoli.

Alla sua memoria, il Corpo della Guardia di Finanza ha conferito la Medaglia d’Oro al Valore, riconoscimento riservato ai militari che hanno dimostrato eccezionale coraggio e spirito di servizio. Una delle motivazioni recita che Salerno “affrontò con determinazione e altruismo il proprio dovere fino all’estremo sacrificio”, sintetizzando in poche parole il senso più profondo della sua missione.

Nel 2006, per onorarlo, la Caserma di Ivrea, sede della Compagnia della Guardia di Finanza, fu intitolata proprio a lui. Da allora, il nome di Francesco Salerno accompagna la quotidianità dei colleghi che ne condividono lo stesso impegno, tra operazioni sul territorio e attività di contrasto alla criminalità economica e al traffico di stupefacenti.

A vent’anni dalla scomparsa, la cerimonia di oggi ha voluto rinnovare il legame tra la memoria e la comunità. Ogni anno, l’appuntato Salerno viene ricordato come un simbolo del sacrificio silenzioso di tanti uomini e donne delle forze dell’ordine che operano in prima linea, spesso lontano dai riflettori, per garantire sicurezza e legalità.

Nel silenzio dei giardini di via Isonzo, tra le divise e le mani sul berretto, la figura di quel giovane finanziere è tornata ad attraversare il tempo. Non per una celebrazione formale, ma come testimonianza viva di coraggio, di servizio e di fedeltà allo Stato.

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