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Gassino Torinese, Comune in stallo: il DUP salta e l'opposizione va all'attacco

Per la lista Progettiamo Gassino, la mancata approvazione del documento sarebbe segno di una frattura evidente. Molinari: “La sintesi centrodestra–M5S non è accettabile”

Gassino Torinese, Comune in stallo: il DUP salta e l'opposizione va all'attacco

Gassino Torinese, Comune in stallo: il DUP salta e l'opposizione va all'attacco (foto: Corrado e Molinari)

A Gassino Torinese la macchina amministrativa si è fermata. Non per un problema tecnico, ma per una crisi politica che attraversa la maggioranza del sindaco Cristian Corrado, oggi formata da Movimento 5 Stelle e Forza Italia con la lista civica Cucurin. Questa è l'accusa dell'opposizione cittadina di centrosinistra.

Al centro del caso c’è la mancata presentazione del Documento Unico di Programmazione, il piano che ogni Comune deve approvare per poter poi votare il bilancio di previsione, ossia lo strumento con cui si decide dove e come spendere i soldi pubblici. Senza questo atto, l’attività del Comune si blocca in larga parte. E a Gassino, al momento, il documento non c'è.

A denunciarlo è il consigliere di minoranza Giuseppe Molinari, della lista civica Progettiamo Gassino, che parla senza mezzi termini di crisi amministrativa e politica: «L’amministrazione comunale si trova in un vicolo cieco dopo la clamorosa assenza del Documento Unico di Programmazione dalle sedute del Consiglio comunale. Il DUP, la bussola strategica e operativa dell’Ente, è il presupposto indispensabile per l’approvazione del Bilancio di Previsione. La sua mancata presentazione ha fatto saltare tutte le scadenze cruciali per la programmazione finanziaria, segnalando una crisi che va ben oltre la mera inefficienza burocratica».

Parole che arrivano in un momento già delicato per la giunta Corrado, dove le tensioni tra le componenti di centrodestra e Movimento 5 Stelle si sono fatte sempre più visibili. Per Molinari, «la responsabilità della paralisi amministrativa ricade direttamente sulla maggioranza, composta da esponenti di Centrodestra e Movimento 5 Stelle, che non è riuscita a produrre e votare lo strumento chiave della programmazione».

Giuseppe Molinari

Dietro i ritardi e i rinvii, secondo il consigliere, ci sarebbe soprattutto una crisi di leadership politica: «Dietro il vuoto d’aula e i rinvii emerge la figura del sindaco Corrado, criticato per un approccio onnicomprensivo che ora si scontra con la realtà degli atti amministrativi. Il Sindaco si troverebbe in una situazione insostenibile: dopo aver “promesso tutto a tutti” in seno alla sua eterogenea maggioranza, al momento di mettere agli atti le scelte cruciali del DUP si è ritrovato “illuminato dalla realtà” e costretto a ripiegare su soluzioni deboli e rinunciatarie, che scontentano tutti».

Per Molinari, questa paralisi non è un incidente isolato, ma il risultato di una crisi che dura da mesi. Il consigliere ricorda che anche lo scorso anno il documento era arrivato in Consiglio tra mille polemiche: «Il DUP dello scorso anno era stato oggetto di aspre critiche, definito un “documento confusionario e pieno di refusi” dalla stessa maggioranza. In quell’occasione, fu la consigliera Morando a prendersi l’onere politico di ammettere le pecche e di lavorare per sistemare l’atto in extremis».

Ma quest’anno la situazione sarebbe peggiorata: «La maggioranza – aggiunge Molinari non ha nemmeno raggiunto quella soglia minima di operatività: dopo i pasticci del passato, il risultato è il nulla, e anime di centrodestra e M5S non riescono a trovare una sintesi accettabile sulle priorità, paralizzando di fatto l’attività dell’ente e dimostrando che, dietro le promesse, manca una linea politica comune e realizzabile».

Parole pesanti, che per Molinari segnano un punto di non ritorno. L’opposizione, da tempo, denuncia la mancanza di coordinamento all’interno della giunta Corrado, ma questa volta la frattura si sarebbe trasformata in un vero stallo amministrativo. «La sfida per la coalizione è ora quella di trovare una base comune. Senza un DUP approvato, il rischio è che la crisi si trasformi in una sfiducia palese, lasciando l’amministrazione in uno stato di stallo operativo con gravi ripercussioni sulla vita della comunità».

Dietro lo scontro istituzionale, si intravedono le divisioni già emerse nei mesi scorsi. Dalla mozione “soft” sulla Palestina, che aveva mostrato le prime divergenze tra i pentastellati e gli alleati di centrodestra, fino alle polemiche legate alla gestione degli impianti sportivi e al caso ATP, che aveva fatto emergere il malumore del consigliere Ivo Audino. Tutti episodi che, uno dopo l’altro, hanno eroso la compattezza della maggioranza.

Oggi, la mancata presentazione del documento di programmazione rappresenta per Molinari «la prova definitiva che la giunta non ha più una direzione politica». E mentre le settimane passano senza un testo da votare, il rischio è che la crisi politica diventi presto anche una crisi istituzionale.

«Non si tratta di un problema tecnico», conclude Molinari, «ma di una incapacità politica profonda. Quando una maggioranza non riesce nemmeno a scrivere ciò che intende fare, significa che ha perso la propria identità. E in questo momento, Gassino non può permettersi un’amministrazione che non sa dove andare».

Il Palazzo Civico

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