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Elezioni 2027: per la proroga Covid, quello Devietti sarà il mandato più lungo di sempre

La chiamata alle urne sarebbe dovuta essere nel 2026. Questo, invece, sarà il mandato più lungo di sempre

Il sindaco di Ciriè, Loredana Devietti

Il sindaco di Ciriè, Loredana Devietti

Qualche giorno fa abbiamo scritto — per un banale refuso — che Ciriè sarebbe andata al voto nel 2025.

L’articolo sul “voto disgiunto” aveva posto l’attenzione sulla nuova norma allo studio del Parlamento, quella che prevede di abolire la possibilità per gli elettori di scegliere un sindaco e, contemporaneamente, una lista non collegata. Un tema importante, destinato a pesare sugli equilibri delle prossime elezioni. Ma tra le righe, quell’articolo conteneva un’imprecisione sostanziale: il calendario elettorale di Ciriè non è affatto fissato al 2025. Non lo sarà neppure nel 2026.

La città tornerà alle urne soltanto nel giugno 2027. A stabilirlo è stato il Ministero dell’Interno con la cosiddetta “proroga Covid”, un meccanismo poco visibile all’opinione pubblica ma che ha inciso profondamente sulla durata di molti mandati comunali. La norma, frutto del combinato disposto di provvedimenti emergenziali e interpretazioni giuridiche successive, ha stabilito che i Comuni andati al voto nel secondo semestre del 2020 e nel 2021 avrebbero avuto automaticamente un prolungamento di mandato.

Ciriè rientra a pieno titolo in questo quadro, avendo votato nell’ottobre 2021. Così, il mandato dell’amministrazione guidata da Loredana Devietti — al suo secondo incarico consecutivo — durerà fino al 2027. Un anno in più rispetto a quanto inizialmente previsto, che congela formalmente la partita ma non la ferma sul piano politico.

Quella che potrebbe sembrare una nota burocratica è in realtà un fattore determinante. La politica cittadina, che si stava già muovendo in vista del 2026, deve ora ricalibrare tempi e strategie. La stessa Devietti, impossibilitata a ricandidarsi dopo due mandati pieni, resterà in carica ancora per quasi due anni. Questo prolungamento non è solo una gestione ordinaria, ma un periodo che può pesare sulla definizione dei rapporti di forza e sulla costruzione delle candidature future.

Il dibattito sul voto disgiunto, ad esempio, non perde affatto di significato. In Commissione Affari Costituzionali del Senato è stato approvato un emendamento al cosiddetto “ddl ballottaggi” che, se diventerà legge, vieterebbe agli elettori dei comuni sopra i 15mila abitanti di votare per un sindaco e per una lista non collegata. Per ora si tratta soltanto di una proposta normativa, che dovrà completare l’iter parlamentare, ma se confermata avrebbe effetti anche a Ciriè.

La novità non scatterà quindi in automatico: sarà il Parlamento a decidere se renderla effettiva. Se il divieto entrerà davvero in vigore, significherà che gli elettori di Ciriè nel 2027 non potranno più incrociare i voti tra sindaci e liste diverse, ma dovranno attenersi a pacchetti “blindati”. Una possibilità che già oggi agita i partiti e le coalizioni, costretti a immaginare scenari futuri molto più rigidi.

Per la sindaca uscente, la proroga rappresenta un tempo supplementare. Devietti, che non potrà candidarsi per un terzo mandato, resta però una figura centrale nello scenario politico locale. Il suo nome circola già come possibile candidata in altre partite — magari a livello regionale — ma il suo ruolo di “regina madre” nella composizione delle future liste a Ciriè è dato quasi per scontato. Un anno in più alla guida della città le consente di consolidare progetti, chiudere partite amministrative rimaste aperte e, soprattutto, preparare il terreno alla sua successione.

I nomi in campo per il dopo-Devietti

La scena resta dominata da un paio di figure che, nei corridoi cittadini, vengono considerate potenziali candidati sindaco. Fabrizio Fossati, assessore al Commercio, è uno di questi: volto noto tra i commercianti, radicato nel tessuto cittadino, uomo dei mercati e delle botteghe. La sua eventuale candidatura porterebbe in dote un forte legame con la città reale, quella che vive tra portici e piazze.

Fossati con la sindaca Devietti e Pierferdinando

Su altri fronti, invece, fa il nome di Matteo Maino, oggi in direzione nazionale di +Europa, che già nel 2021 aveva tentato la corsa con Azione e che oggi rappresenta un’opzione di rinnovamento culturale e politico. Giovane, europeista, liberal-democratico, Maino potrebbe intercettare un elettorato diverso, più fluido, meno legato agli schieramenti tradizionali.

Il Partito Democratico, dal canto suo, non resta certo a guardare. Già nei mesi scorsi ha attaccato la giunta Devietti sul tema dell’aumento dell’Irpef, segnale che la macchina si sta muovendo. La proroga al 2027 non ferma le manovre sotterranee: semplicemente, concede più tempo per affinare alleanze e candidature. Ma di nomi ancora non se ne parla.

La combinazione di due fattori — la possibile fine del voto disgiunto e la proroga del mandato — ridisegna profondamente lo scenario. Se nel 2026 la città si aspettava di andare alle urne con la possibilità di incrociare voti tra sindaci e liste, oggi sappiamo che non sarà così: si voterà un anno dopo, e con regole che potrebbero diventare molto più rigide.

La conseguenza più immediata è che le coalizioni dovranno presentarsi più compatte che mai. Non ci sarà spazio per giochi trasversali, né per scelte individuali degli elettori in grado di scompaginare i piani dei partiti. Questo rafforza i blocchi tradizionali ma penalizza le liste civiche, che spesso a Ciriè hanno raccolto consensi proprio grazie al voto disgiunto.

Se il voto arriverà nel 2027, la campagna elettorale, in realtà, è già cominciata. Ogni scelta amministrativa, ogni presa di posizione in consiglio comunale, ogni iniziativa sul territorio è già letta in chiave di successione. Perché a Ciriè non si gioca soltanto il destino di una città di 18mila abitanti, ma anche un pezzo di equilibrio politico nel Canavese.

Il 2026 sarà dunque un anno di attesa e preparazione. E quando nel giugno 2027 i cittadini saranno chiamati alle urne, lo faranno forse con nuove regole, senza la possibilità di premiare un sindaco e una lista diversa. Un voto più vincolato, che segnerà un passaggio di fase nella politica locale.

L’errore relativo al voto nel 2025 diventa oggi l’occasione per fare chiarezza: Ciriè voterà nel 2027, un anno dopo rispetto alla scadenza naturale, con regole ancora da definire ma con un contesto politico già in fermento.

Matteo Maino è ora nella direzione nazionale di + Europa

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