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Ciriè, elezioni rinviate: si voterà nel 2027. Ecco perché

Intanto tutti si domandano chi sarà il prossimo sindaco. Le prime indiscrezioni vedrebbero in pole position due volti noti. A Devietti il ruolo di "kingmaker", regina madre

Loredana Devietti

Loredana Devietti cederà lo scettro a "Gigio"?

Dovevano essere le elezioni del 2026, il passaggio di testimone dopo due mandati pieni. E invece no. Per effetto di una proroga ministeriale — una di quelle che passano quasi inosservate nei meandri della burocrazia ma che cambiano le agende locali — Ciriè voterà per il nuovo sindaco solo nel giugno 2027. Una decisione figlia della pandemia: il Ministero dell’Interno ha concesso un prolungamento automatico dei mandati per i Comuni che erano andati alle urne nel secondo semestre del 2020 e nel 2021, applicando la cosiddetta “proroga Covid” prevista dal combinato disposto delle norme speciali e delle interpretazioni giuridiche successive.

E così, anche Ciriè — che votò nell’ottobre 2021 — si ritrova con un anno in più di amministrazione Devietti. Un tempo supplementare che non cambia però la regola aurea della politica: ogni giorno che passa è un giorno in meno alla resa dei conti. E la partita, nei fatti, è già cominciata.

Loredana Devietti, sindaca per due mandati consecutivi, non potrà ricandidarsi. Il suo nome, però, non è affatto uscito dai radar: ambizioni di livello superiore (Regione?) aleggiano attorno alla sua figura, e chissà che non sia proprio lei a giocare un ruolo da kingmaker — o regina madre — nella definizione della futura squadra.

Ma chi raccoglierà lo scettro? Le bocche sono cucite, i silenzi strategici. Ma la voce che circola con più insistenza indica un volto noto tra i commercianti e non solo: Fabrizio Fossati, assessore al Commercio, anima verace della città, uomo di piazza, di bancarella, di relazioni costruite stretto per stretto.

Fossati con la sindaca Devietti e Pierferdinando

Gigio”, come lo chiamano tutti, la sua storia ce l'ha raccontata in un'intervista di qualche tempo fa scritta dalla penna di Sara Gasparotto. Ha iniziato a dodici anni a lavorare con il padre, vendendo scarpe al mercato. Per lui il commercio è stato — parole sue — “una scuola di vita”. Prima sui mercati torinesi, poi con la “Diviso Due”, società a conduzione familiare fondata nel 1993 con la moglie Cristina, nel cuore di Borgo Loreto. Galeotto fu il profumo del pane del forno Allocco, un richiamo che ha trattenuto i Fossati in quella zona della città fino al recente trasloco del negozio in Piazza Castello, segno di modernità ma anche di continuità col territorio.

Negli anni Fossati si è costruito un profilo di tutto rispetto: Premio Fedeltà al Lavoro della Camera di Commercio nel 2007, vicepresidente Ascom Ciriè fino al 2009, presidente con incarico nel direttivo torinese dal 2011. Ha fatto dell’Ascom una struttura capace di coadiuvare i commercianti a 360°, vive in simbiosi con la città, conosce ogni attività e ogni serranda. L’essere tra i colleghi “tutti i giorni” è per lui un vantaggio inestimabile. Se sarà lui il prescelto, la campagna elettorale avrà il sapore dei portici e delle botteghe, più che dei salotti.

Ma attenzione: non sarà una corsa solitaria. A scaldare i motori c’è anche un nome ben diverso, più istituzionale, più “di pensiero”, già comparso sulla scena nel 2021: Matteo Maino, allora il primo a presentarsi con i colori di Azione, il partito di Calenda, poi passato a Italia Viva e oggi in direzione nazionale di +Europa.

Un profilo fluido, europeista, giovane e ambizioso. Maino rappresenta un’altra Ciriè, quella che guarda ai think tank oltre che ai mercati rionali e che potrebbe intercettare l’elettorato stanco degli equilibri consolidati. +Europa, il partito fondato da Emma Bonino, promuove diritti civili, integrazione europea, innovazione e cultura politica liberale. Una formazione minoritaria ma spesso ago della bilancia. E Maino potrebbe giocare aggregando voti di opinione, scontenti e forse qualche appoggio trasversale.

Matteo Maino è ora nella direzione nazionale di + Europa

E poi ci sarà il Partito Democratico che non resterà certo in finestra a guardare e che la sua voce ha già iniziato a farla sentire nei mesi scorsi con l'attacco alla giunta Devietti per l'aumento dell'Irpef.

Il quadro è solo all’inizio. Nessuno scopre ancora le carte. Ma le manovre sono iniziate, gli equilibri si stanno definendo, le diplomazie locali lavorano nell’ombra. L’orizzonte si è spostato di un anno, ma l’attenzione è già tutta lì. Nel 2027 Ciriè andrà al voto per scegliere il nuovo sindaco. E quella partita, inutile negarlo, è già cominciata.

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