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30 Aprile 2025 - 11:05
Alberto Alma e Andrea Cantoni
Una piccola modifica allo statuto della Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea, presentata come una formalità. “Quisquiglie”, l’ha liquidata il sindaco, ma dietro le virgole, come spesso accade, si cela la sostanza.
Due gli interventi approvati dal consiglio: la fusione tra Circolo Ufficiali e Stato Maggiore – ora unificati nella nuova entità “Circolo Ufficiali Stato Maggiore” – e la più controversa revisione dell’articolo 11, quello che disciplina i mandati del presidente della Fondazione.
Già nell’agosto 2023, in occasione della nomina di Alberto Alma – al suo secondo incarico –, il nodo era emerso con una certa evidenza. Il testo in vigore recitava: “Il Presidente dura in carica 5 anni, salvo decadenza per effetto della cessazione del mandato del Sindaco pro tempore del Comune di Ivrea, ed è rinominabile una sola volta consecutivamente alla precedente, a prescindere dalla durata di ogni singolo mandato…”.
Una formulazione che, letta senza gli occhiali della politica, suonava inequivocabile: Alma, già presidente una volta, non avrebbe potuto essere rinominato. A sollevare la questione era stato il consigliere Andrea Cantoni, al punto da valutare un ricorso contro la delibera di nomina. Poi, a pochi mesi dall’edizione 2024 del Carnevale, si era preferito lasciar correre.

“È un falso problema” aveva tagliato corto Matteo Chiantore, assicurando di aver consultato notai e avvocati.
“È evidente che quell’articolo è scritto male. La ratio è quella applicata alla politica: massimo due mandati consecutivi. Pensare a un’incandidabilità a vita sarebbe illogico e incoerente…”.
Così, ieri sera, la maggioranza ha approvato la modifica dello statuto: da oggi il presidente potrà essere rieletto “anche più volte, per non più di due volte consecutive”. Una correzione? Per qualcuno, una scappatoia.
“Senza gli occhiali del Partito Democratico è evidente lo stravolgimento - attacca duramente Andrea Cantoni - Prima: un solo mandato, rinnovabile una volta. Adesso: un mandato, rinnovato una volta, una pausa e poi altri due mandati, e così via. Il risultato? Dieci anni, un mese di pausa, altri dieci anni, fino alla fine dei suoi giorni. È questa l’idea di partecipazione democratica tanto osannata dalla Sinistra? A me pare solo privilegio, faziosità e promesse clientelari”.
E Cantoni rincara la dose sulla fusione tra le componenti storiche: “Unire Stato Maggiore e Circolo Ufficiali è l’ennesimo segnale: la Sinistra si è presa definitivamente il Carnevale. E ha ancora il coraggio di parlare di condivisione? Ma per piacere…”.
Sulla stessa linea la consigliera Elisabetta Piccoli.
“L’italiano lo capiamo tutti - ha sentenziato - La modifica serve solo a mettere una pezza alla nomina di Alma. Nel 2023 si era forzata la mano. Non era passato inosservato, ma allora scegliemmo di non sollevare polemiche sterili…”.
Insomma, dietro le quisquiglie, si nasconde una battaglia politica per la gestione del Carnevale più celebre del Piemonte. E la guerra delle carte, delle poltrone e delle parole è tutt’altro che finita.
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