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Fratelli d'Italia e "coltelli". Ecco che cosa farà il consigliere comunale Gabriele Garino

Dopo aver "stracciato" la tessera resta in consiglio comunale oppure no?

Gabriele Garino

Gabriele Garino

Ha stracciato la tessera di Fratelli d’Italia pochi giorni prima del congresso cittadino che ha sancito la vittoria di Fabrizio Lotito su Marzia Vinciguerra. Un addio rumoroso, ma che non lo ha allontanato del tutto dai riflettori.

Gabriele Garino, da qualche anno figura di riferimento del centrodestra in città, oggi si ritrova in una posizione paradossale: in consiglio comunale resta capogruppo dei Fratelli d’Italia ma in realtà non è più iscritto.

Cosa farà ora? Se lo chiedono in tanti, ma lui sembra non avere fretta di rispondere.

“Cosa volete che vi dica? Lotito l’ho fatto iscrivere io, ma non lo conosco tantissimo. Di primo impatto mi sembra una persona seria e credo possa fare bene, ma lo dirà solo il tempo”.

Un giudizio, quello di Garino, che sa di presa di distanza più che di vero endorsement. Eppure, per quanto si sia ufficialmente sfilato dai giochi, il suo nome ha continuato a pesare. Non è un mistero che la candidatura di Marzia Vinciguerra sia stata, in qualche modo, influenzata anche da lui.

Garino minimizza. “Influenzata? È una parola grossa”, dice. Ma poi aggiunge: “Sono comunque contento che sia entrata nel direttivo. Lei, Silvia Bringhen e Paolo Perrone Mosca rappresentano quella che possiamo chiamare la ‘vecchia guardia’. Siamo noi ad aver fondato il circolo e abbiamo lavorato molto bene almeno fino al 2023, quando si sono fatte largo alcune divisioni…”.

Un modo elegante per dire che il partito si è spaccato già da tempo e che il congresso ha solo certificato questa frattura.

Ora resta da capire quale sarà la sua prossima mossa. Andrà avanti come indipendente nel gruppo di Fratelli d’Italia o prenderà una strada diversa? Le ipotesi sul tavolo sono due, e lo conferma lui stesso: “Sto valutando che cosa fare: o passo al Gruppo Misto o mi dimetto…”.

Se scegliesse la seconda opzione, il suo posto andrebbe a Marzia Vinciguerra, permettendo a Fratelli d’Italia di mantenere la rappresentanza in consiglio comunale con un consigliere ufficialmente tesserato.

Un’ipotesi che qualcuno nel partito auspica, ma che Garino, almeno per il momento, non sembra voler concedere.

Sul futuro resta vago: “Riprendere la tessera? Forse un giorno. Oggi no, anche se ammetto di aver agito più con la pancia che con la testa…”

Per la cronaca sabato scorso, Fabrizio Lotito ha vinto con 37 preferenze, mentre la "sorpresa" Marzia Vinciguerra si è fermata a 17 voti. Un risultato che ha confermato gli equilibri, senza ribaltamenti clamorosi.

Nel nuovo direttivo, oltre a Lotito e Vinciguerra, siederanno Andrea Cantoni, Emanuele Casotti, Andrea Peruzzi, Paolo Perrone Mosca e Silvia Bringhen.

Alla fine, tanto rumore per nulla: il risiko delle poltrone si è chiuso senza scossoni, se non qualche ferito sparso e qualche rancore ben sedimentato.

E Garino? Resta alla finestra, per ora. Ma la partita non è ancora chiusa.

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