Cerca

Attualità

Fratelli d'Italia a congresso tra veleni e faide interne. Lotito batte Vinciguerra, ma era scontato

Fabrizio Lotito vince, Marzia Vinciguerra agita le acque, Gabriele Garino strappa la tessera. Tra veti, alleanze e strategie mancate, il partito esce diviso

In foto: Andrea Cantoni, Marzia Vinciguerra, Gabriele Garino e Fabrizio Lotito

In foto: Andrea Cantoni, Marzia Vinciguerra, Gabriele Garino e Fabrizio Lotito

Non poteva mancare il brivido del colpo di scena nel congresso cittadino di Fratelli d’Italia svoltosi sabato scorso. Tra musi lunghi, veleni e regolamenti di conti, si è consumata l’ennesima battaglia interna.

Alla fine, ha vinto Fabrizio Lotito, con 37 preferenze, mentre la "sorpresa" Marzia Vinciguerra si è fermata a 17 voti.

Una candidatura, quest’ultima, spuntata fuori come un fungo, giusto in tempo per scompaginare i piani di chi sperava in un congresso senza sorprese.

Peccato che l’effetto sorpresa non abbia sortito il risultato sperato, lasciando qualche deluso con un pugno di voti e un discreto mal di stomaco.

foto di gruppo

Tra questi ultimi probabilmente anche il consigliere comunale Gabriele Garino, membro del passato direttivo, che alcuni giorni fa ha deciso di strappare la tessera e dire addio ai suoi (ex) compagni, pardon, "camerati" con il dito indice puntato dritto contro il coordinatore provinciale Fabrizio Bertot e il capogruppo in consiglio Andrea Cantoni, accusati – neanche troppo velatamente – di gestire il partito con un'impronta poco gradita ai puristi dell’ortodossia meloniana. 

Insomma, una storia già vista: il partito non è una caserma, ma si fanno comunque gli appelli e si contano i fedeli.

Stando ai bene informati, la guerra intestina avrebbe opposto due visioni: da un lato gli irriducibili, dall’altro chi – come Cantoni – avrebbe abbracciato un’impostazione più democristiana, di quelle che fanno rabbrividire i duri e puri. 

Tant’è! Ma c’è un “buco”. Si diceva, infatti, che su Lotito,  proprio Cantoni avesse inizialmente messo un veto.

Poi, come nei migliori gialli politici, il colpo di scena: Cantoni avrebbe invece lavorato per un congresso "unitario" attorno a Lotito. Unitario per modo di dire, visto che, all’ultimo minuto, è spuntata Vinciguerra, una candidatura con il sapore di una manovra tattica. 

“Una specie di cavallo di Troia - dice qualcuno - per far fuori dal direttivo Cantoni ed Emanuela Casotti, ritenuti senza tessere e senza voti …”.

E anche qui qualcosa è probabilmente andato storto considerando che ironia della sorte, sono stati i più votati, con 17 e 18 preferenze. 

Ennesima dimostrazione che quasi sempre la politica non è “scienza” da studiare all’Università ma “fantascienza”? Ci sa tanto di sì!

"Mannò - puntualizza Vinciguerra - Niente di tutto questo. Ho deciso io di candidarmi per dare continuità ad un gruppo che ha lavorato bene per cinque anni. Ho seguito l'istinto. Sapevo già di non avere speranze. Che Garino abbia scelto di andarsene per me è stato un colpo. L'ho saputo a cose fatte. Probabilmente pensava di dare un segnale che non è stato colto. Forse ha agito con troppa impulsività. Per inciso molti degli iscritti li ha portati lui. Detto questo, Garino, io e altri avevamo posto dei paletti alla candidatura di Lotito che non sono stati recepiti. Io non me ne vado dal partito ma ero d'accordo con lui. Da qui è nata la mia candidatura...".

Nel nuovo direttivo siederanno, oltre a Lotito e Vinciguerra, anche Cantoni, Casotti, Andrea Peruzzi, Paolo Perrone Mosca e Silvia Bringhen. Insomma, tanto rumore per nulla, il risiko delle poltrone si è chiuso senza troppe rivoluzioni, se non qualche ferito sparso e qualche rancore ben sedimentato.

 

A congresso finito, Andrea Cantoni prova a rivendicare una vittoria collettiva.

“Sono molto contento del risultato raggiunto, frutto di un importante lavoro di squadra - commenta - La seconda candidatura ha reso il congresso più partecipato ed elettrizzante. Mentre qualcuno parlava di “veti grandi come il duomo di Milano” messi da parte mia, noi abbiamo lavorato come una grande squadra e il risultato è stato raggiunto. Fabrizio è una persona capace e volenterosa.  Sono molto contento di poter lavorare insieme a lui e a tutto il nuovo Direttivo, in cui sono stato eletto come secondo più votato.Lasciamo l’acredine e il rancore agli altri.. 

Tradotto: senza Vinciguerra, sarebbe stato tutto un po’ troppo monotono, e rischiava di passare inosservato come un convegno sulla semantica.

“Adesso ci concentreremo sulle elezioni amministrative di Ivrea del 2028”, conclude.

Un orizzonte lontano, probabilmente il tempo necessario per ricucire strappi, rafforzare alleanze e, chissà, magari procurarsi qualche tessera in più per evitare nuovi colpi di scena.

Dal canto suo, il vincitore Fabrizio Lotito non perde l’occasione per rendere omaggio ai suoi sponsor:

“Ci tengo a ringraziare particolarmente l'onorevole Augusta Montaruli e il presidente provinciale Fabrizio Bertot per aver voluto e sostenuto la mia candidatura”.

Ma chi è Fabrizio Lotito?

Ex applicato presso la Procura della Repubblica di Torino, ha lavorato su indagini legate a mafie, immigrazione clandestina, tratta di esseri umani e stupefacenti. Insomma, abituato a muoversi tra trame oscure e strategie investigative, doti che gli torneranno decisamente utili nella gestione del partito.

Il congresso cittadino di Fratelli d'Italia chiude ufficialmente i giochi, ma lascia sul campo rancori, feriti e qualche conto in sospeso. Una tregua armata, in attesa del prossimo regolamento di conti. E c’è da scommettere che non tarderà ad arrivare.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori