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27 Febbraio 2025 - 01:39
Alessandro Scopel
Eccolo qui, anche Alessandro Scopel, consigliere comunale del PD, ha deciso di rendere omaggio a se stesso nel nuovo opuscolo autocelebrativo diffuso dal partito per raccontare i primi sei mesi del Piastra Bis. Un documento che sembra più una televendita che un bilancio amministrativo, con Scopel che si erge a salvatore di Settimo Torinese, peccato che nessuno se ne sia accorto.
Il suo resoconto è un capolavoro del genere “tanto fumo, niente arrosto”. Un concentrato di retorica istituzionale che mescola politichese avanzato, concetti nebulosi e un’abilità straordinaria nel dire tutto e niente allo stesso tempo.
Stringendo, Scopel dice di essersi occupato di sanità e trasporti. Sul primo tema si vanta di un’esperienza ventennale nel settore. Bene, bravo, bis. Ma la domanda vera è: cosa ha fatto concretamente per Settimo? Ed è qui che inizia l’arrampicata sui vetri.
Sostiene di aver analizzato la Missione 13 del DUP. Ha studiato, riflettuto, discusso, relazionato... ma nulla che un cittadino possa tradurre in un medico in più, una visita più veloce, un servizio migliore. Il suo testo – che riportiamo integralmente, perché la comicità involontaria va preservata – è un mix perfetto tra un tema di maturità e un manuale di burocratese avanzato. Parla dell’ospedale di Settimo, che però non è un ospedale ma una RSA. Parla delle Case della Comunità, che ancora non esistono e che, comunque, con la RSA non c’entrano nulla. Parla di norme, decreti e regolamenti, infilati uno dietro l’altro come se bastasse sciorinare numeri e acronimi per migliorare il servizio sanitario locale.
Leggere il suo testo tutto d’un fiato è un’esperienza mistica. Tra una sigla e l’altra, si rischia l’asfissia. Dopo un paragrafo di numeri, leggi e missioni strategiche, uno si ferma e si chiede: cosa sta dicendo? Che la sanità a Settimo migliorerà? Che la RSA non è una RSA? Che arriveranno più medici? Niente di tutto questo. Solo un grande spot su una serie di normative che, forse, un giorno, daranno qualche effetto. Nel frattempo, chi ha bisogno di un Pronto Soccorso deve prendere la macchina e sperare di arrivare vivo a Chivasso.
Ma Scopel non si è fermato qui. Ha addirittura presentato un ordine del giorno sulla sanità nazionale. Roba da parlamentare, peccato che lui sia solo consigliere comunale. Un dettaglio trascurabile, ovviamente. Ha relazionato sulla situazione sanitaria degli ultimi 15 anni, ha evidenziato sviste a livello governativo, ha fatto una serie di spunti per migliorare le cose. Un esercizio di stile, ma con una piccola pecca: non ha alcun potere per incidere sulla sanità nazionale.
In pratica, ha scritto una letterina a Babbo Natale, l’ha letta in consiglio e poi l’ha riposta nel cassetto, dove probabilmente resterà per sempre.
E veniamo ai trasporti, altro tema su cui Scopel ha dato il suo fondamentale contributo. E quale sarebbe? Ha detto che sono importanti. Fine. Ha dichiarato, con la solennità di un leader mondiale, che una rete di mobilità efficiente è fondamentale per lo sviluppo urbano. Grazie per la rivelazione! Immaginiamo la platea in consiglio comunale esplodere in applausi fragorosi alla scoperta del secolo. Poi, per non farsi mancare nulla, ha infilato dentro un altro po’ di parole a effetto e, intanto i pendolari continuano a rimanere a piedi perché i trasporti fanno schifo.
Forse sarebbe il caso che, invece di perdersi nei meandri delle "missioni" del DUP, dei decreti ministeriali e delle strategie nazionali, si occupasse delle cose che competono davvero a un consigliere comunale: marciapiedi decenti, erba tagliata, strade senza voragini, illuminazione pubblica. Perché alla fine, tra la teoria e la pratica, c’è una bella differenza. E Settimo ha bisogno della seconda, non della prima.
E poi ci viene un dubbio. Questo Scopel sarà mica lo stesso personaggio a caccia di poltrone che cinque anni fa si dimise da consigliere comunale per entrare nel CdA dell’ospedale di Settimo (quello che non è un ospedale)? Sì, proprio lui. Lo stesso che è passato con disinvoltura dalla corrente PD di Mauro Laus a quella di Salvatore Gallo.
Tutto scritto nero su bianco nelle intercettazioni eseguite nel maggio 2021, dalla Procura della Repubblica di Torino, nell'ambito dell'inchiesta Echidna, sull’utenza in uso a Salvatore Gallo, impegnato, attraverso i circoli della sua associazione IdeaTO, nella raccolta di firme a sostegno del candidato sindaco di Torino Stefano Lo Russo alle primarie del centrosinistra.
Al telefono con Alessandro Scopel, Gallo chiede informazioni sulle tensioni sorte con Pasquale Santomauro (“Eh, eh, cos’è ‘sta storia che?... Come si permette Santomauro a chiamarti e a farti...”).
Scopel spiega di aver iniziato il suo percorso politico in un altro gruppo ma di essere passato da circa due anni nella corrente IdeaTO e di essere infastidito dal fatto che Laus lo avesse fatto convocare attraverso Santomauro, definito un galoppino (“Io sono molto fedele quindi a me queste cose danno fastidio... No, ma poi a parte, mi deve mandare il suo galoppino... Non può venire lui, cioè non capisco...”).
Gallo, dal canto suo, lo incita a rivendicare la propria appartenenza al gruppo di IdeaTO (“Ma tu gli devi dire... Gli devi dire con molta chiarezza... dici... ‘Intanto come ti permetti? Io sono 2 anni che non sto più con voi... sto con IDEA.TO... con... Caterina Greco... Gallo... Raffaele... punto... dopo di che cosa volete?’”).
Scopel aggiunge di essere stato giudicato irriconoscente da Mauro Laus, che rivendicava di aver appoggiato la sua nomina ad Amministratore Unico della S.A.T., ma che lui attribuisce alla sua vicinanza a Raffaele Gallo e Caterina Greco.
Nel prosieguo, Scopel mette in guardia Gallo sulla fedeltà di Antonio Briglio, che a suo dire, pur essendo iscritto ad IdeaTO, presso l’ospedale Molinette faceva campagna elettorale per il candidato del gruppo di Laus.
Insomma, tra ospedali che non sono ospedali, interventi epocali su trasporti inesistenti e lettere a Babbo Natale, Scopel continua a dimostrare che in politica l’arte dell’autocelebrazione è tutto. Peccato che i cittadini di Settimo abbiano bisogno di qualcosa di più concreto.

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