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21 Febbraio 2025 - 19:25
Paolo Noascone, via Oropa su corso Vercelli
"Gentili Signori, torno a segnalare, a seguito della mia precedente comunicazione ancora priva di riscontro, la persistente criticità legata al blocco dell’accesso carraio su Corso Vercelli, che continua a compromettere la sicurezza e la viabilità dell’area…"
Così scrive, in una recente email, Carlo Brunetti, cittadino di Ivrea esasperato. Da anni denuncia il caso di via Pertini. Perché? Perché un cittadino ha pensato bene di chiudere il passaggio con un muretto in calcestruzzo e una rete metallica alta più di un metro, rendendo impossibile il transito.
Morale della favola? Per chi abita qui, l’unico modo per entrare e uscire su Corso Vercelli è via Oropa. Un tragitto che si trasforma quotidianamente in un calvario, tra ingorghi e accessi ostruiti.
L’altro giorno, Brunetti si è trovato nuovamente davanti a un camion che bloccava tutto. Preso dallo sconforto, ha impugnato mouse e tastiera e ha scritto – di nuovo – al sindaco e a tutti i consiglieri comunali.
"È una situazione surreale", sbotta Brunetti, portavoce di una trentina di famiglie. Tutti in attesa di una risposta, di un segnale, di un intervento concreto.
L’ordinanza di abbattimento del muretto, emanata il 4 ottobre 2023, parlava chiaro: 60 giorni di tempo.
Il privato? Se n’è "allegramente infischiato".
Il Comune? Ha scelto la via del silenzio. Il problema è rimasto lì: intonso, immobile, monumentale.
Ma attenzione: il sindaco Matteo Chiantore a un certo punto ha parlato. Il 3 febbraio scorso, infatti, ha risposto a Brunetti, annunciando il ripristino dell’illuminazione, la sistemazione di un cancello per i pedoni e – udite udite – un progetto per sistemare definitivamente la viabilità... Nel 2025.

Via Sandro Pertini
Se ne è discusso anche in Consiglio comunale giovedì scorso, grazie a un’interpellanza presentata dal consigliere Paolo Noascone. E cosa è emerso? Fiato alle trombe, rullo di tamburi… Via Pertini, nel nuovo Piano Regolatore, non c’è più. Anche lei cancellata. Sparita. Dissolta nel nulla, un po' come l'ordinanza di abbattimento...
L’assessore Francesco Comotto ha provato a ricostruire la vicenda, spiegando che tutto parte dal 1973, quando fu concessa l’edificazione di un primo condominio, in un’area in cui via Pertini non esisteva. Stessa situazione nel 1992, con la costruzione di un secondo complesso. Tra le disposizioni urbanistiche, anche la cessione di un’area al Comune per il pubblico passaggio. Peccato che quell’area non sia mai stata acquisita ufficialmente.
Le Amministrazioni che si sono susseguite nel tempo hanno provato a trovare una soluzione. Nel 2001, nel 2002 e nel 2004 si tentano accordi bonari. Prima ci prova l’assessora Giovanna Codato, poi l’assessore Alberto Redolfi. Risultato? Nulla di fatto. Nel 2006, una comunicazione del dipartimento delegato all’esproprio sconsiglia la demolizione del muretto, perché – sorpresa – "era già lì prima della realizzazione di via Pertini". Seguono studi di fattibilità, il più recente nel 2010, poi il nulla cosmico. Nessuna risorsa, nessun intervento.
"Abbiamo fatto alcuni sopralluoghi. Abbiamo parlato con i cittadini. A lamentarsi sono i residenti dei due condomini. Dall’altra parte c’è chi non vuole la strada pubblica", osserva Comotto.
Il Comune - dice -ha fatto quello che poteva: riaprire un cancello pedonale e installare qualche lampione.
Peccato che il problema sia un altro: oltre alla mancanza di fondi, oggi servirebbe anche una variante urbanistica per riportare via Pertini tra le strade ufficialmente esistenti.
Leggermente allibito da tutta questa tiritera, il consigliere Paolo Noascone voleva capire se la questione fosse tecnica o politica.
"Al di là di quanto dice il PRG, la strada è sempre stata utilizzata. Sarà anche privata, ma è ad uso pubblico. Se non è riportata negli strumenti urbanistici, è un problema…"
"La strada esiste, e gli avete pure fatto un impianto di illuminazione! Non può essere un muretto a bloccare la decisione. Via Pertini è più adatta di via Oropa…" ribadisce Noascone, evidenziando che i lavori necessari sono minimi.
Chiantore assicura che tutto è già nei piani: "Vogliamo rimuovere il muretto ma anche mettere archetti al centro e consentire l’attraversamento ciclabile e pedonale. Aggiungere un cordolo di congiunzione tra i due piani sfalsati dell’asfalto. Poi un progetto per il marciapiede davanti alle villette. Nei prossimi mesi lo faremo. Avevamo promesso di farlo nel 2024, ma non ce l’abbiamo fatta…"
Nel frattempo? I residenti continueranno a ingolfarsi su via Oropa, sperando che, tra qualche anno, un assessore qualsiasi non si ritrovi a raccontare la storia daccapo, magari partendo da Comotto ...
E quindi che si fa?
"C’è già un progetto nei cassetti?" – incalza Noascone – "Se c’è, aggiorniamolo! Buttare giù un muretto costa nulla. La sicurezza è proprio ciò che determina l’urgenza. Noi riteniamo questo problema urgente… Aprite la strada e dopo fate i marciapiedi!".
Alla prossima puntata di questa telenovela...
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