Cerca

Attualità

Caso mucche abbattute in Canavese, la sindaca contro tutti: social, giornali e pure ex colleghi

In Consiglio comunale, dopo aver ringraziato i consiglieri, è passata all’attacco...

La sindaca ha duramente attaccato anche Beppe Pezzetto, ex sindaco di Cuorgnè

La sindaca ha duramente attaccato anche Beppe Pezzetto, ex sindaco di Cuorgnè

E’ stato il caso delle due mucche abbattute in paese all’inizio del mese a tener banco nella seduta di consiglio svoltasi a Sparone giovedì 23 gennaio sebbene all’ordine del giorno vi fosse il Bilancio Previsionale.

La questione è stata affrontata dal sindaco Anna Bonino nell’ambito delle sue “Comunicazioni”, che aveva chiesto di spostare dal primo all’ultimo punto all’ordine del giorno.

Dopo aver ringraziato i consiglieri per aver accettato la proposta, è passata all’attacco, pur dichiarando di voler “aprire il discorso in modo asettico”. Ha espresso “grande dispiacere, e purtroppo anche un senso di colpa, per l’inferno che si è scatenato su social e giornali, danneggiando l’immagine   di Sparone. Qualcuno ha parlato di Far West: non lo siamo! Speculare su ciò che è successo è biasimevole… e mi sto trattenendo dal dire altro! Mi scuso con i miei concittadini per non essere intervenuta subito. Ne avevo parlato con i colleghi pensando ad un comunicato-stampa, poi avevamo lasciato perdere per il rischio di gonfiare il caso trattandosi di un’arma a doppio taglio. Visto come sono andate le cose, domani usciremo con il comunicato. E’ giusto che gli  sparonesi sentano l’esigenza di sapere cos’è accaduto: fa loro onore”. 

Anche con le opposizioni è stata abbastanza conciliante e la loro richiesta di Accesso  agli Atti prontamente soddisfatta ma con una precisazione:  Si tratta di un unico foglio. Tutto il resto non chiedetemelo perché è oggetto di indagine penale”. 

Estrema intransigenza, invece, nei confronti dei giornali e dei social, facendo di ogni erba un fascio e puntando il dito contro “Coloro che hanno la pretesa di sapere tutto, individuano il paese come un Far West ed il suo sindaco come assassino. La tanto sbandierata trasparenza in certi casi diventa speculazione, idiozia, manipolazione. Sui social sono uscite numerose ed incomprensibili invettive e ci sono professionisti della carta stampata che non hanno reso giustizia al nostro paese”. 

La versione del sindaco e le richieste delle minoranze

Il sindaco ha fornito ai consiglieri la sua versione dei fatti. “Volete la mia, la nostra verità? II 7 gennaio all’ora di pranzo, quando le mucche sono state abbattute , ero in viaggio verso Torino per una seduta di Negoziazione assistita riguardante un  contenzioso con la RVO nato prima che arrivassi io. NON ERO QUI! Alla sera ricevo i messaggi di alcuni residenti che mi chiedevano cosa fosse successo. NON  LO SAPEVO! Ho ricostruito i pezzi e capito cosa fosse accaduto. La mattina dopo telefono al Responsabile del Servizio Veterinario dell’ASL TO 4 e mi dice che aveva inviato al Comune una  mail per conoscenza. Quell’evento era dunque accaduto a nostra insaputa, ci è stato comunicato a fatti avvenuti”. 

Alle due capogruppo di minoranza, Laura Nugai  e Silvia Leto, che ponevano il problema della tardiva comunicazione, ha risposto: “Non me la sento di dire che si sarebbe dovuto fare diversamente. Se viene inviata una pattuglia di carabinieri perché sono stati segnalati dei ladri non si avvisa preventivamente il sindaco e nemmeno se arrivano i pompieri perché una casa ha preso fuoco. Dobbiamo superare il concetto che il sindaco sia al centro di tutto ciò accade”. 

Preso atto di quanto dichiarato dalla prima cittadina, la consigliera della Lista Civica “Futura” Silvia Leto, che nei giorni precedenti aveva espresso profonda indignazione e chiesto di fare chiarezza, ha precisato: “Non additiamo responsabili però quanto accaduto è sicuramente grave. Come dice l’ASL, probabilmente dopo quattro mesi le mucche si erano inselvatichite ma questo non giustifica l’abbattimento, avvenuto oltretutto ad opera di cacciatori”. Il sindaco ha replicato: “Erano stati autorizzati dall’ASL. Io abolirei la caccia ma ho rispetto di chi la pratica perché lo fa legalmente,  protetto dalla normativa italiana”. 

Anche Laura Nugai, capogruppo di “Continuità per Sparone”, ha chiesto se non sarebbe stato possibile agire diversamente, ad esempio ricorrendo al filo elettrico per recintare l’area in cui erano state avvistate le mucche, mentre l’altro componente del suo gruppo, Valentino Boetto, ha posto un  problema che meriterebbe maggiori approfondimenti: “Questi animali avevano un proprietario e secondo me chi ha due o tre bestie che scappano dalla mandria non aspetta mesi per preoccuparsene. Se si fosse intervenuti prima, magari le cose non sarebbero andate così. Ha senso portare tante mucche in montagna e poi lasciarle lì? Dopo è facile dare la colpa agli altri”. 

Il vicesindaco Fabrizio Bertoldo si è detto d’accordo: “C’è un protagonista della vicenda che non viene mai citato ed è il proprietario dei due animali”.

Anna Bonino sindaca di Sparone

Il sindaco respinge l’accusa di non amare gli animali

Dopo aver chiarito che la decisione sui bovini abbattuti spettava all’ASL e non a lei, il sindaco Bonino ha replicando a quanti l’avevano accusata di scarsa sensibilità per la loro sorte: “Quella sera, quando ho saputo dell’accaduto, sono stata la prima ad indignarmi! Tutti abbiamo la concezione della mucca come animale mansueto. Qualcuno ha scritto che si sarebbe potuto narcotizzarle e portarle in un Santuario Animale. Di questi santuari non avevo mai sentito parlare ma anch’io mi ero chiesta se non sarebbe stato possibile sedarle: lo si fa con gli elefanti..! Ho posto la domanda al Responsabile del Servizio Veterinario e mi ha fornito delle spiegazioni scientifiche: la sedazione dev’essere effettuata a distanza ravvicinata, non sempre ha effetto immediato ed in questo caso non avrebbe potuto essere eseguita in sicurezza. Devo prendere per buono quel che dicono gli esperti. Il recupero dei bovini non sempre è facile: il veterinario mi ha raccontato di un caso in cui erano state mobilitate 15 persone per un solo animale e non erano riuscite nell’impresa! Queste mucche erano pericolose (una in particolare) perché rimaste per un po’ di tempo allo stato brado. Gli ho chiesto se si potesse almeno dire che erano malate ma mi ha risposto di no: <Erano sane e forse proprio per questo più pericolose>. Nei giorni successivi mi è stato riferito da un concittadino che, mentre percorreva una pista, una  di esse aveva incornato il suo trattore. Vi immaginate cosa sarebbe potuto succedere se  fossero scese in paese mentre i bambini uscivano da scuola?”.

Ha quindi ribadito: “Che io non ami gli animali è una favola che non accetto e chi mi dà dell’assassina deve ingoiare ciò che ha detto!”.

L’attacco di Bonino ai giornali e ai social

L’attacco del sindaco alla stampa locale è stato asprissimo. “Mi chiama un cronista – ha spiegato - ed io, ancora scossa, gli riferisco la comunicazione dell’ASL  nella quale vengono indicati gli intervenuti a vario titolo, fra cui i Carabinieri, che nell’articolo diventano <Carabinieri Forestali>. Cosa ne posso io se viene riportata tra virgolette una parola che non ho pronunciato? Chi scrive su un giornale  dovrebbe conoscere la differenza!”.

Un titolo in particolare l’ha fatta infuriare: <Il sindaco si difende>. Citandolo è sbottata: “Da cosa mi sarei dovuta difendere? 

Ha quindi proseguito: “A ruota parla della vicenda un secondo giornale, poi altri due, attribuendomi delle dichiarazioni senza aver sentito il dovere di chiamarmi. Questa è la loro etica!”. Ad uno dei  direttori ha telefonato: “Gli dico tutto quello che penso e mi risponde che, negli ultimi dieci anni, questo è l’articolo che gli ha procurato maggior sofferenza. Dalla <Voce> invece nessuna scusa:  che nessuno dei suoi collaboratori provi più a chiedermi qualcosa perché non otterrebbe risposta”. La sottoscritta – unica giornalista presente al consiglio – viene indicata con nome e cognome come uno dei soggetti con i quali il sindaco non accetterà più di parlare.

Ai giornali la Bonino imputa anche di aver continuato ad occuparsi della questione, pubblicando foto di mucche che non c’entrano nulla con quelle abbattute, riportando i post comparsi sui social e comunicando l’avvio di una raccolta firme su Internet. 

A proposito di social ha riferito insulti  e minacce come < Sparone: un nome, una garanzia> e  <Bisognerebbe uccidere quelle vacche e quei maiali dei politici>. La sua indignazione è massima: “Se continueremo ad essere indicati come il Far West, anche quel poco di turismo che abbiamo potremmo perderlo”. 

Una lavata di capo è riservata all’ex-sindaco  di Cuorgnè Beppe Pezzetto per aver postato un paio di foto commentando: “Due metodi a confronto: una poiana recuperata  e salvata dal Servizio Veterinario e  due mucche abbattute”.  La prima cittadina tuona: “Spesso una frase può essere una bomba: bisognerebbe avere più giudizio quando si è ricoperto una carica pubblica. Forse si è dimenticato di quand’era sindaco e nella sua città venne abbattuto un cinghiale che aveva fatto irruzione in mezzo al mercato. Caro Pezzetto, per favore rimettiti in riga. Sei stato un amministratore!”.

 Poi c’è “un documento di <cittadini indignati> che non si firmano. Non ci si scaglia contro un Comune  senza nemmeno mettere la firma: volessi spiegare loro cos’è accaduto non saprei nemmeno come cercarli. Se ci fossero animalisti così rispettosi con gli esseri umani come lo sono con gli animali, il mondo sarebbe migliore” .

Contro giornali e social network la Bonino ha invitato i suoi concittadini a prendere posizione: “Vorrei vedere Sparone reagire. Il paese è di tutti e, se qualcuno si permette di denigrarlo, dobbiamo rispondere. Non siamo il Far West e credo di poter dire, interpretando la voce di tutti: Basta!”.

C’è qualcosa che non torna nel discorso della sindaca

C’è qualcosa di poco coerente negli atteggiamenti del sindaco di Sparone: dopo essersi scagliata contro i giornalisti per aver riportato le sue dichiarazioni senza averla consultata, fa la stessa cosa attribuendo loro articoli che non hanno scritto e concetti che non hanno espresso. 

E’ evidente che ama così tanto il suo paese da non riuscire ad accettare nessun tipo di critica, né pesante né moderata, ma un amministratore pubblico dovrebbe saper contenere le proprie emozioni ed affrontare con freddezza le situazioni sgradevoli, che non mancano mai quando si governa un comune.  

A rileggere gli articoli pubblicati dai vari giornali, l’impressione è che la dottoressa Bonino – trascinata da questo amore viscerale per Sparone – non si sia accorta che, nella maggior parte dei casi, i cronisti hanno riportato sia le sue dichiarazioni (che in  sede di consiglio ha confermato) sia le reazioni, i commenti, i dubbi che altri avevano espresso. In parole semplici: hanno fatto il proprio lavoro, che consiste nell’informare dando le notizie belle e quelle brutte, quelle che piacciono a tutti e quelle che dispiacciono a qualcuno, senza necessariamente condividere le opinioni riportate. Anche i pezzi scritti senza consultarla non sembrano aver travisato il suo pensiero. Poi capita ai giornalisti così come ai politici di esagerare un po’ con i toni e questo può dispiacere, indurre a protestare o a replicare ma da qui a rintracciare profili penali o temere un’ecatombe turistica ce ne vuole. 

La libertà di stampa e di espressione presenta anche degli inconvenienti e ben lo sapevano i politici della Prima Repubblica che, cresciuti sotto una dittatura, accettavano di buon grado le critiche sgradite pur di potersi a loro volta esprimere liberamente. 

Certo la libertà di espressione non prevede che si lancino insulti e minacce di morte ma queste non arrivano dai giornali – che si limitano semmai a riportarle -  bensì dai social network. In tanti li criticano ma se poi tutti li utilizzano (a cominciare da politici ed amministratori pubblici, che spesso preferiscono comunicare attraverso questi canali che attraverso i siti ufficiali consultabili da tutti) cosa può fare chi  ha il compito di informare?  C’è anche da dire che, proprio perché spesso esagerati, scriteriati, offensivi, i post pubblicati su Internet godono di scarsa credibilità fra le persone capaci di ragionare: è difficile immaginare che i turisti abbandonino Sparone per colpa loro. Dopo la conclusione del consiglio, la sottoscritta ha chiesto al sindaco se avesse telefonato al direttore della “Voce”, così come aveva fatto con quello dell’altro giornale da lei accusato di grave ignominia, e la risposta è stata negativa. Il  motivo? “Non ho avuto tempo, avevo troppe cose da fare”.  Non è detto che il direttore avrebbe ritenuto di doversi scusare ma come accusarlo di non averlo fatto se le scuse non gli erano state chieste? Allo stesso modo appare poco corretto, in una sede istituzionale, segnare a dito per ben due volte una persona (che sulla faccenda delle mucche aveva scritto un unico articolo, per di più incentrato sulle richieste di chiarimenti avanzate dalle minoranze) solo perché era l’unica giornalista di questa testata che conoscesse...

“Il sindaco non c’entra nulla”

Riceviamo e pubblichiamo.

In relazione all’abbattimento dei due bovini, avvenuto in Sparone lo scorso 7 gennaio, Il Sindaco e l’Amministrazione comunale chiariscono di NON essere stati preventivamente informati dall’ASL – Servizio Veterinario, che ha autorizzato l’intervento.

L’autorizzazione all’abbattimento dei due animali, infatti, è stata adottata dalla competente Azienda Sanitaria poiché, nel caso di specie, è stata ritenuta la sussistenza di una situazione di pericolo per la pubblica incolumità e sicurezza.

La notizia, elaborata e diffusa dalla stampa locale, ha suscitato grande clamore e comprensibili sentimenti di indignazione. Devono qui stigmatizzarsi le numerose e incomprensibili invettive, pubblicate sui social ovvero inviate via email, dal contenuto minaccioso e diffamatorio contro la persona del Sindaco, ritenuta ingiustamente responsabile di una decisione che NON ha preso perché estranea alle proprie competenze istituzionali.

Agli atti del Comune, oltre alla copiosa reazione di diversi soggetti (anche di un sedicente gruppo di “Cittadini indignati del Canavese” che non hanno neppure avvertito l’obbligo morale di firmarsi), esiste unicamente un messaggio di posta elettronica dell’ASL che ha trasmesso, PER CONOSCENZA E DOPO l’evento, la comunicazione inviata ai Carabinieri e ad altri uffici contenente l’autorizzazione all’abbattimento.Si auspica che il presente chiarimento possa indirizzare chiunque desideri ottenere maggiori informazioni a rivolgersi alle istituzioni competenti. 

Con il presente comunicato, infine, si intende diffidare la stampa (ma non solo) dal diffondere, in ogni forma, articoli o comunicazioni che, come in alcuni casi in questi giorni accaduto pur senza interpellare il Sindaco, possano contribuire ad attribuire responsabilità al Sindaco e/o all’ente da questo rappresentato. Il Sindaco e l’Amministrazione comunale, infatti, risultano – nel caso di specie – autorità indiscutibilmente prive di competenza in materia e logicamente ESTRANEE alla decisione assunta che ha determinato quanto accaduto.

Per la tutela del Sindaco e del Comune contro ogni forma di reato o di illecito ravvisabile nel contesto dell’accaduto è stato conferito incarico legale.

Il Sindaco Anna Bonino

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori