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Patrizia Dal Santo si confessa

La minoranza interroga il Vicesindaco Dal Santo: “Trasparenza o favoreggiamento?”. Intanto il nuovo bando sembra cucito addosso alla cooperativa Zac! Zone Attive di Cittadinanza Onlus

Patrizia Dal Santo

Patrizia Dal Santo

Patrizia Dal Santo si confessa. Lo ha fatto l’altra sera, in consiglio comunale, velatamente “accusata” dalle Opposizioni di sedere in giunta e favorire gli interessi dello ZAC!

A innescare la discussione un’interpellanza firmata dai consiglieri comunali Andrea Cantoni, Gabriele Garino, Elisabetta Piccoli, Massimiliano De Stefano e Paolo Noascone.

Chiedevano chiarimenti in merito alla posizione della Vicesindaca e a un suopresunto conflitto di interessi.

Al cuore della questione una discrepanza di comportamenti.

Nella delibera di Giunta n. 347 del 17 ottobre 2024, relativa alla gestione degli spazi del Movicentro, Dal Santo risultava assente giustificata a causa dei suoi legami con l’ente gestore, la cooperativa ZAC! Zone Attive di Cittadinanza Onlus.

Tuttavia, appena un mese dopo, nella delibera di Giunta n. 413 del 28 novembre 2024, che prorogava l’assegnazione temporanea degli stessi locali alla medesima cooperativa, la Vicesindaca risultava presente e ha pure votato.

“È cambiato qualcosa rispetto ai suoi legami con il gestore degli spazi?” hanno domandato i consiglieri, sottolineando come la questione del conflitto d’interessi rivesta “carattere di fondamentale rilevanza” per la trasparenza amministrativa, anche in base a quelli leggi e a quei codici etici che impongono agli amministratori pubblici l’obbligo di astenersi da decisioni che potrebbero anche solo potenzialmente configurare un vantaggio personale o familiare.

Il tema del conflitto di interessi non è nuovo da quando il governo della città è passato dalle mani del centrodestra al centrosinistra, con un sindaco, Matteo Chiantore, che ha vinto anche grazie al significativo contributo di esponenti della cooperativa ZAC!, candidati nella lista Laboratorio Civico.

Tornando alla domanda: cosa è cambiato nel breve arco di un mese?

La minoranza ha puntato il dito contro quella che definiscono una “incongruenza inspiegabile”, chiedendo alla Vicesindaca di chiarire se esistano ancora legami strutturali con la cooperativa ZAC!.

“La trasparenza non può essere solo uno slogan”, si legge tra le righe dell’interpellanza

Patrizia Dal Santo non si è fatta pregare.

Patrizia Dal Santo

“L’interpellanza - ha più o meno specificato - stigmatizza una vicinanza alla Cooperativa Zac! come fatto increscioso che si debba nascondere. Io, invece, rivendico con orgoglio di aver partecipato come cofondatrice alla nascita dello Zac! che ha dato tantissimo alla città, in termini sociali e culturali, portata d’esempio in tutta Italia. L’impegno riveste una parte importante della mia storia personale. Mettendomi in contatto con giovani e persone fragili. Tutte competenze che nel mio lavoro di assessora mi servono tantissimo. Rivendico con orgoglio la decisione di lasciare ogni mio impegno e ogni mia carica nello Zac, quando ho accettato di mettere le mie capacità a disposizione della città. Così come ho lasciato le cariche in altre associazioni. Ciononostante ho ritenuto per una situazione di estrema delicatezza di astenermi nella delibera in cui si decidevano gli indirizzi politici. Comportamento diverso per la proroga, essendo quello un atto tecnico necessario agli uffici per la predisposizione del bando. Non aveva nessuna rilevanza politica...”.

Senza peli sulla lingua anche il consigliere comunale Andrea Cantoni.

“Giusto per rasserenarla - ha ribattuto - Non è increscioso avere incarichi ma sarebbe stato increscioso decidere sulla cooperativa stessa. Immagino che non sia anche socia della cooperativa, indipendentemente dalle cariche sociali. Però è cofondatrice, quel ruolo le rimarrà per sempre, ne sarà orgogliosa ma sottolineerà sempre il suo legame con la cooperativa, indipendentemente dalle cariche sociali. Sarebbe stato il caso di astenersi anche solo per delicatezza. Non posso condividere la sua decisione sulla proroga, non è un semplice atto amministrativo. Com’è stato per esempio per Auser, si poteva andare avanti anche senza proroga…”.

Infine l’affondo.

“Quando ancora non si sapeva se ci sarebbe stata la proroga la Cooperativa è uscita con il programma di eventi. Significa che già sapevano che ci sarebbe stata. Avevano una sfera di cristallo?”.

Fine della discussione.

***

Per la cronaca, ma non solo per quella, il 30 dicembre l’ufficio tecnico ha approvato i documenti per la nuova concessione del Movicentro, già trasmessi alla Centrale Unica di Committenza (CUC) Canavese e Valli di Lanzo. Sarà quest’ultima a predisporre il bando di gara, che selezionerà il nuovo concessionario attraverso una procedura negoziata.

In attesa che la gara venga completata, il Comune ha previsto una proroga di cinque mesi per l’attuale gestore, la cooperativa ZAC! Zone Attive di Cittadinanza Onlus, che continuerà a operare con un contratto di comodato d’uso gratuito fino al 30 aprile 2025.

Zac!

Quel che già si sa è che la nuova concessione avrà una durata di nove anni, con un valore stimato di 4,4 milioni di euro (IVA esclusa). Il contratto include la gestione di cinque locali per un totale di 279 metri quadri, uno spazio comune nell’atrio di 430 metri quadri e un’area esterna di sei metri intorno all’edificio.

Tra gli obblighi del concessionario spicca l’adeguamento dell’atrio a sala per spettacoli pubblici, con l’obiettivo di renderlo una risorsa per eventi culturali e sociali.

La struttura dovrà essere disponibile per almeno 25 utilizzi annuali a fini istituzionali, ma il concessionario potrà offrire ulteriori giornate come elemento migliorativo dell’offerta. Il capitolato stabilisce inoltre che l’atrio potrà essere concesso a terzi per eventi con tariffe comprese tra 100 e 200 euro al giorno, garantendo una sostenibilità economica per la gestione.

La procedura negoziata, scelta per questo appalto, prevede una fase di contrattazione con operatori economici selezionati, che presenteranno un’offerta economicamente più vantaggiosa. Il bando è riservato agli enti del Terzo Settore, tra cui associazioni di promozione sociale, imprese sociali e fondazioni, che dovranno soddisfare rigorosi requisiti: iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore da almeno sei mesi, fatturato medio annuo di almeno 400.000 euro nel triennio 2021-2023 ed esperienza dimostrabile nella gestione di almeno tre servizi analoghi.

La gestione del Movicentro comporta impegni significativi. Il concessionario sarà responsabile della manutenzione ordinaria, della sorveglianza delle aree interne ed esterne, della pulizia, della gestione delle utenze e dell’apertura e chiusura della struttura. Tutti i costi di riscaldamento, illuminazione e TARI saranno a suo carico, per una spesa stimata in 7.600 euro l’anno. Per l’atrio, il gestore dovrà contribuire almeno al 20% delle spese energetiche (circa 10.000 euro annui), con la possibilità di proporre un contributo maggiore per migliorare la propria offerta.

Il contratto non lascia spazio a inadempienze. Sono previste penali dettagliate, che vanno dallo 0,3 per mille del valore contrattuale per ritardi nella manutenzione allo 0,8 per mille per la sospensione ingiustificata di eventi. Ogni mancato adempimento sarà contestato formalmente dal Comune, e il concessionario avrà 15 giorni di tempo per fornire giustificazioni, pena la decurtazione del corrispettivo o il prelievo dalla garanzia fideiussoria. Inoltre, il nuovo gestore dovrà presentare un piano di evacuazione entro 30 giorni dall’inizio della concessione e una valutazione dei rischi entro 60 giorni. È obbligatorio anche un report bimestrale sugli eventi organizzati e un calendario semestrale a preventivo delle attività future.

La scelta del Comune di procedere con una concessione più strutturata rappresenta un cambio di paradigma rispetto alla gestione precedente, incentrata sulla gratuità e sull’impegno volontario.

Se da un lato la nuova impostazione punta a valorizzare economicamente e socialmente il Movicentro, dall’altro le condizioni stringenti del contratto rischiano di limitare la partecipazione di realtà più piccole e meno strutturate del Terzo Settore.

La verità – diciamocelo senza gridare allo scandalo – è che il bando sembra cucito addosso allo ZAC!, ma tant’è!

Il successo? Dipenderà dalla capacità dei volontari della cooperativa, presieduta da Lucia Panzieri, di coniugare finalità sociali, sostenibilità economica e rispetto delle condizioni contrattuali.

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