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Gitarella romana per SCS: selfie, proclami e aria fritta

Il Canavese si mette in mostra a Montecitorio tra promesse di riciclo e tour della 'casa della democrazia'

Andrea Girgolon, Calogero Terranova e Alessandro Giglio Vigna

Andrea Girgolon, Calogero Terranova e Alessandro Giglio Vigna

Con una delegazione degna di un summit internazionale, la Società Canavesana Servizi (SCS) l'altro ieri si è presentata alla Camera dei Deputati per una conferenza stampa. L’obiettivo? Mostrare al cuore del potere legislativo nazionale che il Canavese non è solo la patria della battaglia delle arance, ma un faro di modernità e innovazione.

La conferenza è iniziata con toni solenni, una celebrazione dell’efficienza pubblica targata SCS. "Il Canavese è un modello per l’Italia intera!" ha proclamato con entusiasmo l’onorevole Giglio Vigna, anfitrione dell’evento. A sostegno della sua dichiarazione, è stato proiettato un video promozionale, dove camion della nettezza urbana e cassonetti si alternavano a immagini simboliche come le famose arance raccolte dopo il Carnevale di Ivrea. Frasi d’effetto come "Ogni mattina inizia un viaggio per il futuro" hanno fatto il resto.

Camera dei deputati

Calogero Terranova

"Questo evento è il risultato di un dialogo iniziato durante i festeggiamenti per i 30 anni di SCS," ha spiegato il presidente Calogero Terranova, evidenziando come la società rappresenti oggi un modello consolidato e virtuoso di gestione pubblica.

Che è da considerarsi un miracolo considerano i suoi trascorsi e quella tassa rifiuti del 2016 non pagata di un'abitazione privata e di un immobile in via Cesare Pavese intestato alla BTC Service & Consulting srl, da lui presieduta.  Per la cronaca Terranova aveva ammesso l'errore, attribuendolo a una svista. 

Tant'è!

L’incontro, trasmesso in diretta sulla web TV della Camera, ha mescolato momenti solenni e passaggi celebrativi, il tutto per mettere in luce le “eccellenze canavesane”.

Tra i temi più rilevanti, Terranova ha illustrato il piano industriale proiettato fino al 2041, definendolo una pietra miliare per il territorio. Il fulcro del progetto? Le nuove campane per la raccolta ad accesso controllato, descritte come una soluzione tecnologica destinata a responsabilizzare i cittadini e migliorare la qualità dei materiali riciclati. "Con un chip, una card o un’app, il conferimento sarà sicuro e monitorato," ha sottolineato il direttore Andrea Grigolon, prevedendo un incremento dei ricavi e una riduzione dei costi legati al rifiuto indifferenziato.

Nel corso dell’evento, Vigna non ha perso occasione per rimarcare l’importanza di portare “pezzi di Canavese” a Roma. Riferimenti al Carnevale di Ivrea e alle “arance riciclate senza sprechi” hanno accompagnato le sue dichiarazioni, contribuendo a creare un’atmosfera di orgoglio territoriale. "Il Canavese non è periferia, ma un laboratorio di idee e innovazione," ha dichiarato con tono enfatico.

I successi della società sono stati presentati numeri alla mano: oltre 105.000 abitanti serviti, un tasso di raccolta differenziata superiore al 71% e un fatturato annuo di circa 16 milioni di euro. Tuttavia, non sono mancati cenni alle sfide che attendono SCS, tra cui l’età media elevata dei suoi 126 dipendenti e le criticità legate al lavoro fisico. "Stiamo investendo per migliorare le condizioni di lavoro e puntare su tecnologie che alleggeriscano i carichi," ha spiegato Terranova.

La presentazione è stata scandita da immagini emozionali che raccontavano la quotidianità degli operatori. "Non è solo un lavoro, ma un viaggio per restituire bellezza al territorio," recitava una voce fuori campo. Scene di raccolta rifiuti tra nebbia, pioggia e freddo hanno strappato applausi al pubblico.

Alla fine, il microfono è tornato a Vigna, che ha concluso con un invito al tour di Montecitorio, descritto come "un’occasione unica per vedere da vicino i luoghi dove si fa la democrazia." Tra selfie nei corridoi e sguardi ammirati agli affreschi, la giornata si è conclusa in bellezza per la delegazione.

Ma mentre i partecipanti si preparavano a tornare nel Canavese con il cuore gonfio d’orgoglio, un dubbio resta nell’aria: questa gitarella a Roma era davvero necessaria?

Tra campane smart e progetti industriali al 2041, il Canavese ha lasciato il segno anche nella capitale, nella speranza che almeno stavolta non si tratti solo di un esercizio di stile.

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