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Ivrea e Cuorgnè senza letti CAVS: vergogna sanitaria nell’ASL TO4

La mozione presentata dalla maggioranza di centrosinistra denuncia un’iniquità intollerabile: i distretti con le popolazioni più anziane esclusi dai servizi di assistenza essenziali. Il Consiglio Comunale deciderà il 21 gennaio

Ivrea e Cuorgnè senza letti CAVS: vergogna sanitaria nell’ASL TO4

Una mozione che impegna il Sindaco Matteo Chiantore a intervenire presso la Direzione Generale dell’ASL TO4 per rivedere la distribuzione dei posti letto di Continuità Assistenziale a Valenza Sanitaria (CAVS) extra-ospedalieri con finanziamenti dedicati, adeguandoli alle esigenze della popolazione, e per individuare strutture idonee a ospitare nuovi posti letto.

È firmata da tutta la maggioranza di centrosinistra, da Andrea Gaudino (Laboratorio Civico), Vanessa Vidano (Viviamo Ivrea) e Barbara Manucci (Partito Democratico). La mozione sarà discussa nel consiglio comunale convocato per martedì 21 gennaio.

La proposta nasce dalla necessità di affrontare un’iniquità evidente.

“Ivrea ha una popolazione tra le più anziane della Regione Piemonte, con un indice di vecchiaia di 284,1, ben superiore alla media regionale di 225,5 e a quella della Città Metropolitana di Torino, che si ferma a 221,4. L’età media della città è di 49,4 anni, la più alta dell’intero territorio metropolitano,” spiegano Gaudino, Vidano e Manucci. “Questi dati non sono solo numeri: rappresentano persone, vite e situazioni di fragilità che richiedono servizi di assistenza adeguati.”

Il problema, sottolineano, non riguarda solo l’invecchiamento della popolazione, ma anche la crescente fragilità delle famiglie. “A Ivrea, il numero medio di componenti per nucleo familiare è di appena 2,0, inferiore alla media regionale,” aggiungono. “Questo significa che molte persone anziane si trovano a dover affrontare lunghi periodi di convalescenza senza alcun supporto familiare adeguato. È qui che i CAVS diventano fondamentali.”

cavs

I CAVS, istituiti nel 2011 con requisiti organizzativi chiari, come la presenza di infermieri e operatori socio-sanitari sulle 24 ore e medici per 15 ore a settimana, sono stati progettati per offrire una rete di supporto a chi esce dall’ospedale.

Tuttavia, nonostante l’ASL TO4 disponga di 161 posti letto CAVS, nessuno di questi è localizzato a Ivrea o Cuorgnè, i due distretti con le popolazioni più anziane.

“Non è accettabile che i nostri territori, che ne avrebbero più bisogno, siano esclusi,” sottolineano i tre firmatari. “È una chiara violazione del principio di equità. Non stiamo chiedendo trattamenti di favore, ma solo l’accesso agli stessi diritti garantiti altrove.”

La mozione evidenzia anche gli effetti delle decisioni prese durante l’emergenza Covid, quando la Regione aveva ampliato la platea di fornitori di servizi coinvolgendo le RSA e attingendo al “Fondo per la residenzialità”.

“Questa scelta, pur necessaria in un momento di crisi, ha sottratto risorse fondamentali alle convenzioni socio-sanitarie...” spiegano.

“Il risultato è stato un sistema impoverito, incapace di rispondere alle esigenze dei territori più fragili. Il sistema attuale non può più reggere - concludono - Ora è il momento di pianificare soluzioni a lungo termine. I cittadini di Ivrea e Cuorgnè meritano un’attenzione che finora è mancata. Non si tratta solo di numeri, ma di persone, delle loro vite e della loro dignità.”

La domanda resta aperta: riusciranno le istituzioni a compiere questo mezzo miracolo? Vedremo...

Cosa sono i posti letto di Continuità Assistenziale a Valenza Sanitaria (CAVS)? 

Sono unità extra-ospedaliere destinate a ricoveri temporanei in strutture sanitarie o socio-sanitarie accreditate. Il loro scopo è garantire la continuità assistenziale per adulti che necessitano di cure post-ospedaliere o che affrontano particolari situazioni clinico-assistenziali provenendo dal domicilio. L'inserimento in un CAVS è autorizzato dal Nucleo Distrettuale Continuità delle Cure (NDCC) dell'ASL di residenza, con una degenza generalmente non superiore a 30 giorni, estendibile fino a un massimo di 60 giorni previa valutazione. 

Per quanto riguarda la disponibilità di posti letto CAVS in Piemonte, la Regione ha pianificato l'attivazione di tali posti nella misura di 0,3 per 1.000 abitanti, attraverso la riconversione di posti letto ospedalieri pubblici e privati accreditati.

Nell'ASL TO4, che copre un'ampia area del Piemonte, sono stati attivati diversi nuclei CAVS. Ad esempio, nel 2015 è stato inaugurato un CAVS con 18 posti letto presso il Presidio di Lanzo Torinese. 

Inoltre, l'Ospedale di Settimo Torinese dispone di 47 posti letto CAVS. 

È previsto (ma non è ancora stato attivato) anche un secondo nucleo di Continuità Assistenziale presso il Presidio di Cuorgnè, destinato a servire i pazienti dell'Alto Canavese.  

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