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02 Gennaio 2025 - 18:12
Fabrizio Dulla e il mercatino di Natale
Una telefonata in redazione. Di quelle che non vorresti ricevere. “Che cavolo scrivete... Sono andato a Ivrea per vivere la magia del Natale, passeggiare nel villaggio, ma non l’ho trovato… era già tutto sparito...”.
Non era uno scherzo, ma la testimonianza di un cittadino che, speranzoso di immergersi nell’atmosfera natalizia del centro storico di Ivrea, ha trovato una piazza svuotata e priva di qualsiasi traccia di Natale, salvo una "specie" di albero ramingo in piazza di città...
C’era una volta il Villaggio di Natale, inaugurato il 30 novembre con grande entusiasmo. Dieci casette di legno, acquistate con un investimento di oltre 35mila euro, dovevano trasformare il centro storico in un punto di riferimento natalizio, offrendo prodotti artigianali, luci scintillanti e l’aroma di vin brulé.
Per settimane si è parlato di un progetto capace di rilanciare l’immagine della città, attirare turisti e rendere Ivrea competitiva con altre realtà piemontesi come Govone, Stresa o persino Aosta. Ma il sogno è durato poco.

Il sindaco Matteo Chiantore
Già il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, le casette sono rimaste chiuse. E il giorno successivo, nel bel mezzo delle festività, è iniziato lo smontaggio del villaggio.
Oggi, quel centro storico che per qualche settimana ha assaporato l’atmosfera natalizia è tornato al suo grigiore invernale.
I cittadini si chiedono perché tanta fretta di "smontare il Natale".
I commenti raccolti non risparmiano critiche: “Hanno creato aspettative e poi hanno spento tutto prima ancora che finisse l’anno”, lamenta un commerciante.
“Come si può pensare di attirare turisti se il villaggio sparisce a metà delle feste?”.
E tra le osservazioni che si possono fare, una fa proprio riferimento alle aspirazioni di una città che vorrebbe diventare turistica grazie al suo patrimonio Unesco, grazie al castello, grazie ai 5 laghi, grazie ad un centro storico che è tra i più belli del Piemonte, ma così facendo sembra allontanarsi sempre più da quell’obiettivo.
Ivrea, con la sua storia, il Carnevale, San Savino e il patrimonio industriale legato alla Olivetti, ha tutte le carte in regola per essere una meta di richiamo, ma questo atteggiamento evidentemente evidenzia una visione debole e a breve termine sorretta da logiche indecifrabili.
Mentre Ivrea smontava il suo villaggio, infatti, tutte le altre città piemontesi continuano a vivere la magia delle festività. A Govone, Torino, Stresa e in molti piccoli borghi, i mercatini rimangono aperti fino all’Epifania, con eventi e attrazioni che prolungano la stagione natalizia.
Insomma l’amministrazione comunale del sindaco Matteo Chiantore forse ne aveva azzeccata una ma il progetto per rilanciare il centro storico si è trasformato nell’ennesima occasione mancata, un esperimento interrotto troppo presto per lasciare un segno duraturo. Forse il prossimo anno si farà meglio, ma per ora resta solo il ricordo di un Natale mandato in soffitta troppo in fretta si spera non per fare spazio al Carnevale che, come si sa, attira "aranceri" più che visitatori.
"Il prossimo anno faremo meglio ... - assicura il sindaco - Inizieremo a parlare del Natale già nelle prossime settimane. L'intenzione è di acquistare qualche altra casetta e costruire un percorso tra via Cavour e piazza di città. Io ringrazio l'assessore Fabrizio Dulla per l'impegno che sta mettendo nella gestione di questa delega così impegnativa...".
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