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Ivrea

Massimiliano De Stefano: “Consiglio comunale? Una pagina teatrale mai vista”

Il consigliere comunale, assente per motivi di salute, critica duramente la gestione dei tempi, le affermazioni del sindaco Chiantore e la rigidità del presidente Spitale.

Massimiliano De Stefano

Massimiliano De Stefano

D: Consigliere De Stefano, ieri sera non era presente in consiglio comunale. Come mai?
Sì, purtroppo ero influenzato. Avevo la febbre. Avevo freddo alle ossa e non ce l’ho fatta a partecipare fisicamente. Però ho seguito tutto in streaming e, devo ammettere, mi è andato il sangue alla testa per quello che ho visto e sentito.

D: A cosa si riferisce esattamente?
Vanessa Vidano, ad esempio, ha detto che io sapevo che al consiglio comunale del 23 settembre ci sarebbe stata solo un’ora per discutere le tre mozioni sulla sicurezza, perché lo si era già stabilito in conferenza dei capigruppo. Può anche parlare in mia assenza, ma deve sostenere il vero. Io ho contestato fermamente la decisione di Luca Spitale di limitare il tempo per discutere queste mozioni. Non era il momento adatto per una tale rigidità, considerata la gravità degli argomenti in questione.

D: Quindi contesta il comportamento del presidente del consiglio comunale?
Esattamente. Per un anno e mezzo la gestione dei tempi è stata flessibile, e improvvisamente, proprio quando si devono discutere tre mozioni sulla sicurezza, si diventa intransigenti. Questo è inaccettabile. L’ho già contestato e continuerò a farlo.

D: Le critiche sono arrivate anche da Barbara Manucci..
Le sue parole mi hanno lasciato senza parole. Mancava solo che benedicesse Spitale con l’acqua santa sulla testa… 

D: Vabbè… Quindi tutto da rifare…

Fiorella Pacetti è stata perfetta nel suo ruolo e sarebbe una brava presidente del consiglio, ma con il segretario comunale al centro.

D: Lontano dal sindaco Matteo Chiantore. Perché?
Per una questione di stile…

D: Ce l’hai con Chiantore...

No! Però la sua battuta sull’esercito è stata completamente fuori luogo. Da sindaco, non può permettersi certe uscite che ledono chi è assente per giustificati motivi. Io sono un consigliere comunale, non un soldato. E lui non è un generale, anche se probabilmente si crede tale. È semplicemente il sindaco di una cittadina, con la possibilità di fare qualcosa di concreto o, come troppo spesso accade, di limitarsi alle parole. I conflitti mondiali, qui, non c’entrano nulla. Per fortuna non abbiamo né morti né vittime.

D: Insomma il Partito Democratico la sta deludendo. Sempre più distante!
No, non è una questione di distanza dal partito. Mi sento lontano da certi atteggiamenti di chi, facendo la parte dell’offeso, cerca di far passare ogni critica come strumentale. Ieri sera è andata in scena la pagina teatrale più brutta mai vista in consiglio comunale. Ci hanno accusato di usare “armi non convenzionali”, ma vorrei ricordare che il primo a utilizzare il regolamento comunale come fosse il Vangelo è stato proprio il presidente del consiglio. Come si dice: chi di spada ferisce, di spada perisce.

D: Cosa pensa dell’attuale amministrazione?
È un’amministrazione “monopensiero”. Io ho sempre portato avanti le mie idee nel rispetto dei ruoli e delle istituzioni. Non ho mai dimenticato di essere all’opposizione, ma certe questioni devono essere dibattute in consiglio comunale. A loro questo non piace, e non comprendono che, comportandosi così, facciamo tutti una pessima figura. Soprattutto loro che vogliono fare tanto i democratici ma poi…

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