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Ivrea si divide sul ddl Sicurezza: Catilina contro l’OSCE in Consiglio comunale

La maggioranza boccia il disegno di legge del Governo Meloni, ma l’opposizione non ci sta: tra citazioni di Cicerone e accuse di malvagità, il dibattito infiamma l’aula

Andrea Gaudino

Andrea Gaudino

Ivrea si schiera contro il Disegno di legge Sicurezza? Non tutta, o almeno non al 100%. Forse il 50%, forse il 40%. Chissà. Lunedì scorso, il Consiglio comunale si è trasformato in un’arena di scontro politico su un tema che ha fatto saltare i nervi a molti: il ddl 1660, meglio conosciuto come Disegno di legge Sicurezza, bandiera del Governo Meloni.

A portare la questione in aula è stato Andrea Gaudino, capogruppo di Laboratorio Civico, con un ordine del giorno sottoscritto anche da Partito Democratico e lista civica Viviamo Ivrea.

La maggioranza ha puntato il dito contro diversi articoli, considerati un attacco diretto allo stato di diritto. Tra i più contestati: l’introduzione del delitto di rivolta, anche passiva, nelle carceri; l’apertura delle strutture penitenziarie alle donne incinte e alle madri di bambini piccoli; il blocco al settore della canapa legale; la reclusione per blocchi stradali o ferroviari; il nuovo reato di occupazione arbitraria di immobili e il divieto per i cittadini extra-UE di acquistare schede SIM.

Andrea Gaudino

"È un tentativo di Meloni di introdurre una serie di reati che riteniamo parecchio gravi", ha attaccato Gaudino. "Questo disegno di legge rappresenta perfettamente la malvagità di questo governo, che rafforza un razzismo istituzionale. È un decreto legge repressivo, che mina le basi dello stato di diritto. E non lo dico io, lo dice l’OSCE, di cui l’Italia fa parte, e lo ribadiscono organizzazioni come Antigone, Amnesty International e l’ASGI. Questa misura introduce venti nuovi reati, criminalizzando i blocchi stradali e le proteste pacifiche, e arriva a prevedere pene fino a 20 anni per chi protesta nei CPR e nelle carceri. Il messaggio è chiaro: scoraggiare il dissenso”.

Se la maggioranza ha usato toni accesi, non è stata da meno l’opposizione. Andrea Cantoni, consigliere di Fratelli d’Italia, ha scelto un approccio colto e tagliente, aprendo con una citazione destinata a far rumore: "Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?" ("Fino a quando dunque, Catilina, abuserai della nostra pazienza?").

"Quando una persona completamente distaccata dalla realtà inizia a pensare di poter gestire la cosa pubblica come quella privata, non posso cercare un confronto", ha affermato Cantoni, puntando il dito contro Gaudino. "Voi volete solo far passare un messaggio contro il governo, senza la volontà di approfondire. Signori, serve umiltà. Si dedichi ad altri temi, perché non è in grado di sostenere un dibattito. Il reato nei centri di accoglienza c’è se c’è il morto, da 10 a 20 anni. Lei mi preoccupa. Mi preoccupa che chi intraprende un percorso istituzionale abbia questa visione della politica. È inquietante…”.

Andrea Cantoni

Andrea Cantoni

Cantoni ha rincarato la dose, criticando il titolo dell’ordine del giorno, "Ivrea unita contro il ddl Sicurezza". "A parte il fatto che la competenza non è del Comune, se anche il 100% di quelli che vi hanno votato fosse contrario, non sarebbe che un quarto della popolazione…". E sulle SIM ha aggiunto, lapidario: "Meno male che ci sono restrizioni. Nel 2009 si era scoperto che i terroristi ne avevano 40 senza nominativo".

Un approccio più moderato è stato quello di Paolo Noascone, consigliere della lista civica: "Stiamo discutendo di un disegno di legge, che deve ancora passare al vaglio del Senato e della Corte costituzionale. Qui sono stati citati solo gli articoli controversi, ma ce ne sono altri che danno più potere ai sindaci in materia di sicurezza. Questo ddl nasce per colmare vuoti normativi che creano difficoltà a chi deve giudicare".

 Elisabetta Piccoli, dal canto suo, ha accusato la maggioranza di incoerenza: "Trovo paradossale che si bocci una mozione sulla sicurezza dei cittadini e poi ci si spertichi contro il ddl Sicurezza. Uno Stato è di diritto quando ci sono regole da rispettare e, se non vengono rispettate, è giusto che ci siano sanzioni. La casa è un diritto, ma non è un diritto occupare quella d’altri. Vent’anni non sono troppi per chi commette un omicidio. Stato di diritto significa rispettare il prossimo. La mia libertà finisce dove inizia la tua”.

La risposta di Gaudino non si è fatta attendere, con una replica secca e polemica: "Non accetto lezioni di diritto da Cantoni. Ho frequentato il suo stesso corso di laurea e non lo sventolo. So esattamente cos’è la Costituzione. Le pene devono essere proporzionate, lo dice l’OSCE, non Gaudino. Questa misura non è inquietante secondo me, ma secondo un ente internazionale”.

Il dibattito si è chiuso senza sorprese, con il voto favorevole di tutta la maggioranza, ma con un Consiglio che, tra Catilina e richiami ai diritti fondamentali, ha mostrato una Ivrea divisa, pronta a fare del ddl Sicurezza un nuovo terreno di scontro politico.

E, come spesso accade, chi paga il prezzo maggiore sono i cittadini, spettatori di un confronto in cui ideologia e pragmatismo non trovano mai un punto di incontro.

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