Cerca

Attualità

Vogliamo la "testa" di Luca Spitale. Le opposizioni ne chiedono ufficialmente la "revoca"

Accuse di parzialità e violazioni del regolamento: sei firme chiedono la destituzione di Luca Spitale. Mai successo nella storia della città, ora il Consiglio Comunale è spaccato.

Luca Spitale

Luca Spitale

Ogni promessa è un debito, e questa volta il conto lo presenta l’opposizione eporediese. Con una mossa senza precedenti nella storia della città, sei consiglieri comunali hanno chiesto formalmente la revoca di Luca Spitale, Presidente del Consiglio Comunale, accusandolo di reiterate violazioni del regolamento e di un atteggiamento di manifesta parzialità.

Le firme necessarie?  Sei, e ci sono tutte: Andrea Cantoni, Elisabetta Piccoli, Gabriele Garino, Tony Cuomo, Massimiliano De Stefano e Paolo Noascone hanno siglato un documento che lascia poco spazio all’immaginazione, con un elenco puntuale di contestazioni che potrebbe mettere fine al mandato di Spitale.

le firme

Tutto nasce dall’articolo 6 del regolamento comunale, che consente la revoca del Presidente per “gravi e comprovati motivi”. E qui di motivi, secondo le opposizioni, ce ne sarebbero fin troppi.

La gestione di Spitale è descritta come un susseguirsi di violazioni, favoritismi e atteggiamenti che avrebbero trasformato il Consiglio Comunale in un’arena di conflitto permanente.

"Non è stata una decisione impulsiva - dicono - è il culmine di mesi di tensioni, esasperati da episodi che il documento di revoca elenca senza sconti..."

La prima accusa punta al 25 novembre 2024, quando Spitale ha ammesso un emendamento sostanziale a una mozione in barba al regolamento, nonostante una mozione d’ordine contraria. Non solo: l’emendamento sarebbe stato poi ritirato non dai consiglieri proponenti, ma dallo stesso presidente, a discussione già chiusa. Un episodio che le opposizioni considerano emblematico della conduzione arbitraria di Spitale.

Ma c’è di più. Durante la stessa seduta, il presidente ha preso la parola per un intervento personale, superando abbondantemente i cinque minuti richiesti e utilizzando espressioni come “noi, come maggioranza”, schierandosi apertamente e violando il principio di terzietà. In quell’occasione, ha inoltre definito le posizioni delle opposizioni “stucchevoli” e parlato di “tiritera” riferendosi al dibattito consiliare. Un comportamento che, secondo i firmatari della revoca, ha compromesso il decoro e l’imparzialità richiesti al suo ruolo.

Le accuse non si fermano qui. Spitale è accusato di aver rivelato informazioni riservate relative alla Commissione Controllo e Garanzia, violando l’accordo di riserbo concordato durante i lavori. Inoltre, ha più volte permesso che i tempi regolamentari per le risposte a interpellanze fossero ignorati da sindaco e assessori, in violazione dell’articolo 81 del regolamento. Caso emblematico, quello del 29 ottobre 2024, quando un’interpellanza presentata da Andrea Cantoni non è stata discussa per mancanza di tempo, nonostante la risposta scritta fosse dovuta entro 30 giorni.

Il documento sottolinea anche una gestione superficiale e partigiana dei conflitti di interesse. In più occasioni, Spitale non ha preteso l’astensione obbligatoria di consiglieri in palese conflitto, permettendo così votazioni in violazione delle norme di legge. Non meno gravi gli episodi in cui ha negato richieste di dichiarazioni di voto, arrivando persino a dover essere calmato dal sindaco in aula consiliare.

Tra i tanti episodi contestati, ne spicca un'altra, sempre della seduta del 29 ottobre 2024. Dopo l’abbandono dell’aula da parte delle opposizioni, Spitale ha consentito affermazioni offensive da parte dei consiglieri di maggioranza senza intervenire per difendere i colleghi assenti. Non contento, ha anche messo ai voti il rinvio della discussione di un’interpellanza, una procedura non prevista dal regolamento.

Le opposizioni denunciano anche la gestione caotica delle mozioni sulla sicurezza, presentate durante la Conferenza dei Capigruppo del 23 settembre 2024. Nonostante l’invito a trovare un accordo condiviso, Spitale ha proceduto con un’iscrizione disordinata all’ordine del giorno, impedendo una discussione completa e trasparente delle proposte.

Non meno significativo è il riferimento alla seduta del 26 ottobre 2023, quando Spitale ha permesso la prosecuzione della discussione su una mozione ritirata, violando apertamente l’articolo 85 del regolamento. Per i firmatari della revoca, episodi come questo non sono che la punta dell’iceberg di una conduzione caratterizzata da arbitrarietà, personalismi e parzialità.

Le opposizioni non risparmiano critiche nemmeno per gli innumerevoli interventi personali non previsti dal regolamento e per le frequenti interruzioni dei consiglieri avversari, che avrebbero spesso monopolizzato il dibattito.

Secondo i firmatari, il presidente avrebbe abusato del proprio ruolo per avvantaggiare la maggioranza, minando il ruolo stesso del Consiglio come luogo di confronto democratico.

La proposta di revoca è un atto formale che verrà discusso nella prossima seduta utile, ma il suo impatto politico è già evidente.

Per Luca Spitale, questa mozione rappresenta il momento più critico della sua presidenza, una battaglia in cui magari non rischia la poltrona ma la reputazione politica sì.

Riuscirà a difendersi senza andare in escandescenza o questa sarà la fine della sua carriera politica?

Una cosa è certa: le oppoisizioni hanno scritto oggi una pagina destinata a fare storia. 

"Ti ricordi quella volta in cui in consiglio comunale si chiese la testa del presidente del consiglio?" Che anno era? "Il 2024". Alè

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori