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Ivrea

L'imprenditrice che disse sì: Annamaria Zanelli Spiller, la Mugnaia del Carnevale "della Guerra"

Nel 1991 guidò Ivrea in un Carnevale segnato dalla tensione globale a causa della Prima Guerra del Golfo

Annamaria Zanelli Spiller Mugnaia 1991

Annamaria Zanelli Spiller Mugnaia 1991

È il 1991 quando Anna Maria Zanelli Spiller, imprenditrice eporediese, accetta di diventare la Mugnaia dello Storico Carnevale di Ivrea, ruolo iconico che incarna libertà, coraggio e tradizione.

Quell’anno, il mondo era in tumulto: la Prima Guerra del Golfo, scoppiata dopo l’invasione del Kuwait da parte di Saddam Hussein, segnava un’epoca di incertezze globali. Proprio in quel contesto teso e imprevedibile, Anna Maria scelse di abbracciare un ruolo che si prospettava difficile a causa del sopraggiungere della dichiarazione di guerra, trasformandolo in una straordinaria esperienza personale e collettiva. Al suo fianco, il Generale Giamberto Manera.

Era il 16 novembre 1990 quando due figure simboliche del Carnevale, Davide Olivetti e Giancarlo Masseroni, si presentarono da Anna Maria per proporle il ruolo della Mugnaia. La reazione iniziale fu negativa. “La proposta arrivò come un fulmine a ciel sereno. Il momento non mi sembrava opportuno inquanto ero immersa nel lavoro, tesa verso nuovi obiettivi e strategie per la nostra Società. Ma la voglia di partecipare era tanta”, racconta oggi. “Mi resi conto che sarebbe stato scorretto dire di no a una proposta così speciale”. Così, Anna Maria dopo un primo momento, decide di accettare.

Quella decisione, presa tra dubbi e riflessioni, si rivelò una delle più significative della sua vita. “Non era solo un ruolo, era un simbolo. E, soprattutto, rappresentava la comunità di Ivrea”.

Il Carnevale del 1991 si svolse in un clima unico e difficilissimo. Con la Prima Guerra del Golfo in pieno svolgimento, l’Italia viveva uno stato di allerta generale. “C’era paura ovunque. Supermercati saccheggiati, titoli cubitali sui giornali: ‘È Guerra’. Fino all’ultimo non si sapeva neanche se il Carnevale si sarebbe tenuto”, ricorda Anna Maria.

Solo a gennaio arrivò l’autorizzazione ufficiale, a ridosso della data.

Il Carnevale fu ridimensionato per motivi di sicurezza. Non ci furono i tradizionali fuochi d’artificio e le cerimonie furono più contenute.

Fu un Carnevale intimo, ma intenso. Le emozioni erano amplificate dalla tensione generale. Rappresentava anche me stessa: estroversa, ma con un lato crepuscolare. Mi piacciono le cose esplosive, ma detesto gli eccessi”.

Il momento culminante fu l’uscita sul balcone del Municipio. “C’era il timore di contestazioni, ma invece la piazza era gremita. Ricordo il freddo pungente e il calore incredibile della gente. Quando un giornalista mi chiese cosa provassi, dissi solo: ‘Peccato, che sia già finito’. Era il sabato sera e mi fece notare che tutto era appena iniziato, ma sapevo che quello sarebbe stato il momento più intenso di tutti”.

Un evento segnò profondamente quell’anno: la perdita di uno dei giovani della scorta d’onore della Mugnaia, vittima di un incidente stradale poco prima del Carnevale.

La Scorta d’Onore venne istituita per la prima volta proprio quell’anno - racconta -. La scomparsa di quel giovane lasciò una scia di tristezza. Quella tragedia colpì un po’ tutti”.

A 37 anni, Anna Maria era una Mugnaia fuori dagli schemi: un’imprenditrice di successo, fiera e determinata che diventò madre l’anno successivo al mugnaiato.

Imprenditrice pragmatica, aveva costruito una carriera in un settore competitivo come quello della stampa. “Il mio verbo era ‘osare’. Bisogna sempre provare, perché se ti dicono no, non perdi nulla”. La sua azienda, Ivrea Grafica, una Srl, divenne punto fermo per molti Clienti importanti  a cominciare dalla Olivetti Spa, per continuare con realtà come Ferrero, Damiani Gioielli, Le Gallerie d’Italia e, nel campo della grande distribuzione, l’ Esselunga.

Anna Maria, da imprenditrice, vede il Carnevale anche come un veicolo per promuovere Ivrea.

Il nostro Carnevale è un unicum. Ovunque si vada, quando si parla di Ivrea, l’interlocutore nomina il Carnevale riconosciuto per la sua battaglia delle Arance. Ma il vero cuore sono le cerimonie, sentite e autentiche che esprimono la tradizione della città. Ecco perché si dice che il Carnevale ha due anime!”.

Oggi, Anna Maria vive tra Ivrea e Baja Sardinia, dividendo l’anno tra la tranquillità piemontese e la bellezza della Sardegna. Insieme al marito, Angelo Spiller, hanno deciso di “cambiare passo” nel 2022, dopo quasi 50 anni di percorso imprenditoriale, ma il Carnevale resta una parte indelebile della sua vita. “Il sabato di Carnevale non me lo perdo mai. E poi è bello ritrovarsi nell’Ordine della Mugnaia e non è solo un momento per ricordare, ma per sostenere chi ricoprirà quel ruolo nell’anno”.

Per Anna Maria, essere Mugnaia è stata un’esperienza che ha arricchito la sua vita. “Non sei solo una figura simbolica, sei parte di una comunità. E la forza della piazza, il potere della gente, è qualcosa che non dimenticherò mai”.

Un aneddoto svela l’importanza che il Carnevale ha avuto per Anna Maria Zanelli Spiller: “L’album di nozze è stato composto da me, raccolto in cartoncini Fabriano rilegati con un nastrino di raso. Foto piccole, non un libro enorme. Molto essenziale. Da Mugnaia, invece, ho 3 album rilegati in tela rossa con marchio in oro”.

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