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Dibattito

Il mistero del capolinea di corso Nigra: domande senza risposte

Massimiliano De Stefano interroga la giunta Chiantore sulla gestione del capolinea provvisorio, sollevando dubbi su sicurezza, trasparenza e costi. La scelta di ignorare il Movicentro continua a far discutere

Il mistero del capolinea di corso Nigra: domande senza risposte

Un’interrogazione del consigliere comunale Massimiliano De Stefano, capogruppo della lista Azione Italia Viva, riporta all’attenzione una questione che sembra destinata a rimanere irrisolta: la gestione del capolinea degli autobus di corso Nigra. La problematica nasce con l’apertura del cantiere per l’elettrificazione della linea ferroviaria Ivrea-Aosta e l’introduzione di autobus sostitutivi, previsti per i prossimi tre anni.

Nel 2020, il Piano Regolatore Generale aveva già stabilito una visione chiara per il Movicentro, indicandolo come “nodo di interscambio pubblico/pubblico e privato/pubblico, ferro-gomma e gomma-gomma”.

Nonostante questa indicazione, la giunta guidata dal sindaco Matteo Chiantore ha preferito ignorare il terminal realizzato appositamente, scegliendo di spostare il capolinea in corso Nigra.

Una decisione che ha portato (come tutti sanno) non solo a disagi logistici, ma anche a una serie di incidenti davanti alla ex stazione ferroviaria, a cui la giunta sembra aver chiuso entrambi gli occhi.

Il consigliere, nell’interrogazione, solleva numerosi dubbi non solo sull’efficacia della scelta, ma anche sulla sua trasparenza amministrativa.

“Quali atti hanno permesso l’istituzione della fermata provvisoria in corso Nigra? E quali osservazioni scritte sono state presentate dal Comune di Ivrea in merito?” domanda De Stefano.

nterrogativi fondamentali per ricostruire il percorso decisionale che, tuttavia, rimane ancora oscuro.

Un ulteriore punto critico riguarda il rispetto delle normative del Codice della Strada.

“Il tratto dietro la pensilina è considerato un’intersezione?”, chiede il consigliere, evidenziando come l’area sia interessata non solo dal transito degli autobus, ma anche da mezzi diretti ai parcheggi e taxi.

Questa situazione, secondo De Stefano, mette in discussione sia la sicurezza che la funzionalità della zona, aggravando una scelta già discutibile.

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Tra le soluzioni mai considerate, De Stefano propone il ritorno al Movicentro e si domanda se “il sindaco possa emettere un’ordinanza per spostare il capolinea in quella sede”.

E qualora ciò non fosse possibile, si chiede: “Che cosa lo impedisce?”.

Un altro aspetto riguarda i costi sostenuti per le modifiche alla viabilità in corso Nigra.

“Le relative segnaletiche e le altre spese sono state coperte interamente dal Comune di Ivrea? O vi è stato un contributo della Regione Valle d’Aosta e/o delle Ferrovie dello Stato?” domanda il consigliere.

Un interrogativo che punta i riflettori sull’impatto economico di una decisione che - è inutile ripetersi - avrebbe potuto essere evitata sfruttando il terminal esistente al Movicentro.

Il consigliere ha richiesto una risposta scritta, dettagliata e puntuale alla giunta e al sindaco, ma resta il sospetto che anche questa volta riceverà risposte vaghe, se non del tutto assenti.

Inutile aggiungere che per De Stefano, la questione del capolinea di corso Nigra sia ormai diventata la principale delle battaglie e che questa battaglia potrebbe andare avanti da qui fino al 2026, fino allo sfinimento, fino a far dire al sindaco "non ne posso più", ma potrebbe anche interrompere prima, con un incidente, più grave dei tanti capitati sino ad oggi. E in questo caso come si giustificherà Chiantore?

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