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Santià
15 Novembre 2024 - 07:04
Infermieri stanchi
171.264 le ore totali di straordinario effettuate per esigenze di servizio. Maturate e non recuperate né pagate al personale impiegato all’Asl To4.
Un dato che non si è originato tutto nel 2024, ma che, rispetto agli anni passati, è peggiorato ulteriormente.
Il numero, snocciolato da Giuseppe Summa del Nursind e Luciano Perno della Cgil, si fa ancora più impressionante se lo trasformassimo in giorni e in anni: sono 24.000 giornate, ben 65 anni di lavoro straordinario.
La situazione diventa a dir poco “blasfema” se a queste 171.264 ore di straordinario effettuate per esigenze di servizio aziendali, si aggiungono le ore effettuate in regime di reperibilità dal gennario a settembre 2024.
“Altre 17.000 ore circa - stigmatizzano Summa e Perno - che corrispondono a ben 2.500 turni in più effettuati dai dipendenti dell’ASL TO4 e in particolare dal comparto sanitario...”
A titolo esemplificativo, i sindacati prendono come riferimento le sale operatorie dell’ASL TO4, dove gli infermieri e gli OSS, oltre a dover garantire i normali 20-21 turni mensili, da gennaio a settembre 2024 hanno dovuto lavorare ben 600 giorni in più.
Non se la passano meglio i tecnici di laboratorio analisi, con più di 300 turni, o quelli di radiologia, con circa 130 giorni.
“In altre parole” - spiegano Summa e Perno - il Direttore Generale Stefano Scarpetta è riuscito a trasformare la reperibilità, quale strumento contrattuale eccezionale, in strutturale a copertura dei turni...”
Infine, sono 87.460 le ore di riposo compensativo che i dipendenti non hanno mai potuto recuperare, quasi il doppio rispetto al 2022 quando erano 56.000, a testimonianza che anche in questo caso la situazione è decisamente peggiorata.
“Questa è una delle denunce portate avanti in questi anni - denunciano Summa e Perno - che danno l’idea su quale tipo di gestione sia stata portata avanti negli ultimi anni da questo Direttore Generale che, peraltro, non abbiamo mai visto, se non sporadicamente, ai tavoli sindacali. Purtroppo non c’è solo questo. Di criticità ce ne sono un mucchio. Se non riceveremo risposte saremo costretti a chiedere l’intervento dell’Ispettorato del Lavoro...”
Insomma - ma lo abbiamo già detto - il Direttore Generale Stefano Scarpetta, che per chi non lo sapesse è in scadenza, lascerà l’ASL TO4 in uno stato di caos senza precedenti o, se si preferisce, “nella cacca”.
Chi arriverà dopo di lui dovrà fare i conti con un’azienda al collasso e soprattutto dovrà procedere a un piano di assunzioni senza precedenti di infermieri, figure intermedie e responsabili di servizi vitali.
Scarpetta, infatti, da qui a dicembre, non lo farà.
Lo ha detto chiaro e tondo che... “per coprire i posti vacanti si dovrà attendere l’autorizzazione della Regione…”
Un’affermazione che, nel corso di un tavolo sindacale, ha gelato i rappresentanti di CGIL e Nursind.
“Come mai questo principio vale solo per il comparto sanitario e non per i primari?” hanno ribattuto Summa e Perno, allibiti dalla disparità di trattamento. “È evidente che questa affermazione nasconda la volontà di rallentare le operazioni fino alla scadenza del mandato - sostengono - ma il Direttore ha il dovere di far funzionare l’azienda, non di bloccarla. Non possiamo accettare un concetto di “trimestre bianco” che penalizza i lavoratori, mentre si continuano a deliberare nuovi incarichi direttivi per la Dirigenza.”

Summa e Perno hanno annunciato l’intenzione di voler incontrare l’assessore regionale Federico Riboldi, non solo per chiedere chiarimenti sulla “direttiva Scarpetta”, ma per capire una volta per tutte se si intenda lasciare l’Asl To4 in questo stato di precarietà permanente.
“È inconcepibile che, dopo mesi di trattative, ci troviamo di fronte a un Direttore che non vuole fare più nulla. Questa situazione è devastante per l’azienda e offensiva per i dipendenti,” proseguono i due sindacalisti, annunciando l’interruzione delle relazioni sindacali e una mobilitazione del personale in attesa di un chiarimento politico urgente.
La rabbia è tangibile: “Più che di un “trimestre bianco”, qui siamo già al “triennio bianco”. La salute dei cittadini e il rispetto per chi lavora in prima linea non possono più essere messi in secondo piano. È il momento di agire!”.
E sulle ore non recuperate né retribuite, la direzione dell’Asl To4 in una nota sostiene che le stesse rappresentino un totale complessivo accumulatosi in moltissimi anni e riferibili a tutti i comparti (sia la parte sanitaria sia amministrativa) da distribuire su un organico di 3800 unità.
“Ipotizzando - commentano dai piani alti - che le ore accumulate nell’ultimo ventennio fossero maturate solo negli ultimi 40 mesi, avremmo una media di circa 13 ore pro capite annue...”.
“In particolare - aggiungono - rispetto al 2019 si registra un incremento di personale in organico di 246 unità, di cui 50 a partire dal 2021...”.
Non solo.
L’Asl To4 sostiene anche che di infermieri, oggi, ce ne sarebbero addirittura 30 in più rispetto alla dotazione organica (definita nel 2023), che il numero di Oss e amministrativi sarebbe congruo e che mancherebbero, questo sì, 40 impiegati tecnici in ambito sanitario, di radiologia, laboratorio, ecc..
“Tutto questo - sottolineano - non elimina né esclude specifiche situazioni di sofferenza né tantomeno vuole sminuire l’abnegazione e la dedizione che tutti gli operatori quotidianamente profondono per l’Azienda...”.
E poi ancora...
“Tutto questo - si fanno gli elogi - è stato ottenuto grazie al continuo e incessante impegno nelle assunzioni, ai numerosissimi concorsi banditi a livello aziendale e regionale e all’accesso a tutte le graduatorie disponibili nonché a tutte le modalità di reclutamento normativamente previste. E proprio per cercare di sopperire alla carenza di personale tecnico sanitario, è stata deliberata l’assunzione di 5 tecnici della neuropsicomotricità. Nelle prossime settimane, in base alle accettazioni di chi ha superato il concorso, è prevista l’assunzione di 15 tecnici della prevenzione così come ci aspettiamo di poter inserire a breve nei nostri organici almeno una parte dei prossimi neolaureati delle professioni sanitarie ....”.
E di fronte a una risposta del genere a Summa e a Perno quasi vien da piangere.
“La risposta dell’ingegnere Scarpetta conferma ciò che ormai tutti sanno: non comprende come funzionano i servizi sanitari e come si gestisce un’azienda...”.
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