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01 Novembre 2024 - 19:56
Andrea Fluttero, sullo sfondo Valencia oggi e Chivasso durante l'alluvione del 1994
Mentre la Spagna affronta le conseguenze della devastante alluvione che ha colpito Valencia, con un bilancio di oltre 200 vittime e numerosi dispersi, il rischio di calamità simili sta scuotendo le coscienze di molti.
Anche a Chivasso, città che secondo alcuni "condivide una vulnerabilità idraulica simile".
A trent'anni dall'alluvione del 1994, Chivasso continua a commemorare i disastri del passato, ma senza un chiaro focus sui rischi futuri che il cambiamento climatico comporta.
Il 9 novembre, presso la sede della Croce Rossa Italiana di Chivasso, dalle 17 si terrà un secondo convegno dedicato all'anniversario dell'alluvione, organizzato dal gruppo Cambiamo Chivasso. Tuttavia, l'evento solleva interrogativi: si sta forse enfatizzando la memoria a discapito della prevenzione?
Andrea Fluttero, ex sindaco della città e senatore, sarà uno degli ospiti di questo incontro e intende portare una riflessione critica su quanto la città sia realmente consapevole della "bomba alluvionale" su cui è seduta.
Di seguito, l’intervista a Fluttero, che offre un’analisi chiara e incisiva del rischio idraulico che ancora incombe su Chivasso.
Alluvioni, a Chivasso c’è un rischio Valencia?
Come Valencia spero proprio di no, ma Chivasso è seduta su di una potenziale “bomba alluvionale” e spesso ho l’impressione che non ce ne sia la piena consapevolezza.
Le alluvioni del 1994 e del 2000 sono solo quelle che ci ricordiamo perché vicine a noi temporalmente, ma anche nel ‘900 e nei secoli precedenti non sono mancate nel nostro territorio alluvioni di notevole gravità. Ma fino a fine ‘800 la città era lontana dal Po, ferma all’altezza di via Caduti per la Libertà.
Chivasso è un nodo idraulico delicato dove confluisce tutta l’acqua del Po e dei suoi affluenti che scendono dalle valli dell’arco alpino a partire dalle montagne cuneesi arrivando fino a quelle del Canavese. Una capacità di convogliare acqua impressionante ulteriormente aumentata in questo inizio di secolo a causa delle temperature più alte in generale ed in particolare nel nostro caso del Mar Ligure.

La scuola Marconi in costruzione allagata durante una piena ad inizio '900
Su cosa basi queste tue preoccupazioni?
Ho vissuto in prima persona l’alluvione del 1994 come amministratore di Castagneto Po e quella del 2000 come Sindaco di Chivasso e sia con il vecchio ponte che con quello nuovo tutto il quadrante sud ovest di Chivasso è stato alluvionato. Da via Po, al quartiere Quiete, a Stradale Torino per intenderci.
Da allora ho cercato di capire perché. Sto lavorando ad un libro sulla storia del rapporto tra le popolazioni locali ed il Po nei secoli, ho visionato e messo insieme alcune carte dei secoli scorsi e penso di aver capito perché dal 1858 Chivasso è sempre a rischio di alluvione e credo sia un mio dovere condividere queste valutazioni per aumentare la consapevolezza nei cittadini e nelle istituzioni di dove viviamo e di cosa possiamo aspettarci. Per essere pronti.
Ma scusa e l’argine?
Sì, l’argine realizzato dalla mia amministrazione dopo l’alluvione del 2000 aiuta a ridurre i rischi, ma non c’è nulla di peggio di abbassare la guardia e affidarsi ciecamente a una infrastruttura senza capire quale è la natura dei rischi che comunque si corrono. Rischi peraltro in aumento nel periodo climatico che stiamo vivendo e che verosimilmente durerà parecchio.
Il prossimo sabato 9 novembre alle 17 sono stato invitato a un incontro organizzato da Cambiamo Chivasso e approfitterò di quell’occasione per illustrare, con alcune carte della città e del Po relative agli ultimi 3 secoli, in modo semplice ed intuitivo, i rischi che corriamo e che tenderanno ad aumentare. Non certo per seminare paura, ma per far crescere consapevolezza del contesto idraulico nel quale viviamo e stimolare azioni concrete per ridurre i rischi che, ne sono certo, esistono.
Un corteo silenzioso da via Marconi, l’area urbana delle scuole danneggiate dalla Grande Alluvione, al ponte sul fiume Po che il nubifragio del 1994 distrusse in una sera.
È l’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale per martedì 5 novembre, dalle ore 11, nel trentennale di quel drammatico fatto. Autorità, forze dell’ordine, studenti, associazioni, cittadini e protagonisti di quell’episodio indimenticato formeranno il corteo che culminerà presso la stele realizzata in memoria di Marino Borca, il capo squadra dei Vigili del Fuoco che il 5 novembre del 1994, insieme ad altri volontari, salvò un automobilista rimasto sul ponte del Po, prima che questo crollasse sotto la furia delle acque. La manifestazione segue il partecipato convegno che sabato scorso è stato organizzato in Teatrino Civico dall’amministrazione comunale, in collaborazione con il circolo di Santa Barbara.
Mercoledì 6 novembre infine, il sindaco Claudio Castello riceverà ad Alba il riconoscimento della Regione Piemonte per lo straordinario impegno che la Città di Chivasso profuse contro la Grande Alluvione. Le autorità regionali ricorderanno inoltre Francesco Lacelli, l’amministratore pubblico scomparso lo scorso mese di giugno, che gestì l’emergenza da primo cittadino dell’epoca.
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