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Alla ricerca dei bagni pubblici perduti. Turismo e accoglienza, un miraggio

Tra mozioni in consiglio comunale e realtà disarmante, i cittadini e i turisti sono costretti a "cavarsela" come ai tempi delle caverne. I bagni pubblici sono un lusso riservato ai giorni di mercato.

Barbara Manucci, sullo sfondo le toiolette di Tokyo

Barbara Manucci, sullo sfondo le toilette di Tokyo

In una città che pretende di voler fare turismo, c'è un problema di quelli che ti fanno tornare indietro di qualche secolo: i bagni pubblici. A Ivrea, trovarne uno è come cercare un unicorno. Non esistono, e quelli che ci sono sono chiusi da così tanto tempo che ormai nessuno si ricorda più com'era entrarci.

Risultato? Cittadini e turisti, anche quelli di passaggio sulla via Francigena, fanno la pipì (e altro...) dove capita, come ai tempi delle caverne.

Per la verità, dei bagni pubblici ai Giardini Giusiana ci sono, peccato che siano chiusi. Poi ci sono quelli dell'area mercatale, ma non illudetevi: aprono solo durante il mercato. Quindi, se vi scappa il martedì o il venerdì mattina, siete fortunati. Se capita in altri momenti.. beh, auguri...

Andrea Cantoni sullo sfondo le toiolette di Tokyo

Anche di questo si è parlato l’altra sera in consiglio comunale. Sul tavolo una mozione delle opposizioni, primo firmatario Andrea Cantoni. Propongono qualcosa che, in qualsiasi altra città, sarebbe visto come pura normalità: riaprire i bagni pubblici dei Giardini Giusiana.

“Pecunia non olet", ha preso la parola Cantoni, "Mi sembra una tematica più importante di molte altre…”.

E su questo hanno concordato praticamente tutti, a cominciare dalla capogruppo del Pd Barbara Manucci, che ha portato nel dibattito l’immagine dei bagni pubblici di Tokyo nel film Perfect Days di Wim Wenders.

“È un problema che non riguarda solo la nostra città. Noi italiani abbiamo la mania della pulizia, ma la gestione dei nostri bagni è vergognosa. Dipenderà forse dai costi. Mi dicono da 25 a 60 mila euro, che non è banale. Le strutture, poi, vengono spesso vandalizzate…”.

E se Paolo Noascone ha ricordato i tempi in cui c’era un servizio igienico in piazza Balla e, mentre si lavavano le strade, si puliva pure quello, Andrea Gaudino ha chiesto di immaginare strutture nuove per una città che si apre all’esterno e si rende accogliente a livello turistico.

Erna Restivo ha preso la parola per dire che un bagno pubblico c’è, al Movicentro, ma Massimiliano De Stefano le ha fatto notare che la sua apertura è subordinata all’attività del bar e, di sera, chi viaggia in treno se lo ritrova chiuso.

"A mio avviso – ha proposto De Stefanoc’è l’urgenza di ripristinare i bagni esistenti al binario 1 dell’ex stazione ferroviaria….

La mozione impegna il sindaco Matteo Chiantore e tutta la giunta, proprio come nelle premesse, a riaprire almeno i bagni pubblici del Giardino Giusiana per poi valutare altri luoghi, per esempio il Parco Dora.

“Ritengo che la mozione sia condivisibile", ha chiusoli dibattito, "Nel prossimo bilancio prevederemo le somme necessarie. Un obiettivo credibile è il 2025. Intanto sono in corso i lavori per la riapertura dei servizi igienici nella piazza del mercato…”.

Davanti agli occhi di tutti quell'anziano signore con problemi di prostata che, mentre si trovava in corso Re Umberto, non ce l'ha più fatta a tenerla, s'è guardato intorno, ha tirato giù la cerniera e l'ha fatta direttamente in Dora. Alè!

Succede ovunque in città, specialmente nell’area dell’ex stazione ferroviaria, in corso Nigra, ancor di più da quando s’è deciso di piazzare qui la fermata dei 100 autobus che vanno e vengono da Aosta, in sostituzione dei treni, con il gran via vai di pendolari.

Sarà così almeno fino a tutto il 2026, cioè il tempo che occorre per terminare i lavori di elettrificazione della linea.

E tutti la continueranno a farla lì, in un angolo nascosto...

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