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Pavone Canavese
29 Ottobre 2024 - 12:57
L'opposizione ha scritto al Prefetto
È stato convocato per mercoledì 30 ottobre alle ore 21.00 il Consiglio Comunale di Pavone Canavese e il gruppo consiliare di opposizione Uniti per Pavone è già pronto a dar battaglia sul punto 7 dell’ordine del giorno: la proposta di modifica dell’articolo 12 del regolamento consiliare, riguardante le interrogazioni. Un’operazione che, secondo l’opposizione, appare come una strategia per limitare il diritto di intervento e di controllo delle minoranze, minando alla radice il principio della trasparenza e della partecipazione democratica.
La modifica proposta dalla maggioranza guidata dal sindaco Endro Bevolo prevede un cambiamento radicale nelle tempistiche per la presentazione delle interrogazioni da parte delle minoranze: da 24 ore prima a ben 7 giorni lavorativi prima della seduta consiliare. Una differenza temporale notevole che, nelle parole di Uniti per Pavone, crea un ostacolo quasi insormontabile per l’esercizio delle loro funzioni. Il gruppo di opposizione non ha perso tempo e informerà il Prefetto, evidenziando come questa nuova regolamentazione possa costituire un impedimento alla possibilità di intervento delle minoranze nei momenti cruciali.

Endro Bevolo, sindaco di Pavone
Le critiche di Uniti per Pavone vanno oltre la semplice osservazione temporale: l’ulteriore novità proposta è che le interrogazioni non potranno essere trattate durante le sedute ordinarie, ossia durante gli appuntamenti di approvazione delle Linee Programmatiche di mandato, del Bilancio di Previsione e del Rendiconto di gestione. In sostanza, le modifiche avrebbero l’effetto di relegare le interrogazioni delle minoranze alle sole sedute straordinarie, che prevedono convocazioni consegnate con un preavviso di soli 3 giorni.
A conti fatti, la situazione si configura in termini paradossali: la minoranza riceverebbe la convocazione per una seduta straordinaria con soli 3 giorni di preavviso, ma sarebbe obbligata a presentare eventuali interrogazioni almeno 7 giorni lavorativi prima della stessa seduta. Una tempistica che, come osserva l’opposizione, rende di fatto impossibile ogni intervento.
«Farebbe ridere, se non facesse piangere», commentano amaro i consiglieri di Uniti per Pavone. La modifica, secondo loro, non è solo un attacco alle minoranze ma una limitazione più ampia del dibattito e della partecipazione. «Creare barriere alla comunicazione e alla partecipazione non è mai un bel segnale», affermano, facendo notare come questo regolamento non solo sminuisca il ruolo dell’opposizione, ma rischi anche di ridurre lo stesso Consiglio Comunale a un mero passaggio formale privo di discussione e confronto.

Paola Mino, capogruppo di Uniti per Pavone
Questa strategia di riduzione del diritto di intervento non trova, a dire del gruppo consiliare, alcuna giustificazione pratica se non quella di blindare l’operato della maggioranza ed evitare domande scomode. È un’azione che sembra disegnare un Consiglio Comunale “a compartimenti stagni”, dove le minoranze restano spettatrici senza possibilità reale di incidere sui dibattiti e sulle decisioni, soprattutto in momenti importanti come la discussione del Bilancio e delle Linee Programmatiche.
Una protesta condivisa anche dal gruppo consiliare Crescita & Futuro guidato da Valentina Bessolo: "I diritti delle minoranze sono pochi: presentare interpellanze, mozioni e interrogazioni. Poi c'è il diritto di convocare il Consiglio Comunale con due quinti dei consiglieri e quello di ricevere informazioni. Sono pochi, ma se si riescono a sfruttare, si riesce a lavorare bene garantendo la partecipazione prevista dalla legge. Nel momento in cui si inserisce una clausola del genere nel regolamento del Consiglio, le minoranze sono portate a lavorare male. Ciò non vuol dire lavorare meno. Questo ci porterà a presentare ancora più interrogazioni per avere delle risposte senza sapere quando sarà il Consiglio".

La capogruppo di Crescita & Futuro, Valentina Bessolo
Il timore della minoranza è che questa modifica rappresenti un pericoloso precedente per la gestione dei lavori consiliari. La convocazione di Consigli “di facciata”, privi di vero dibattito, rischia di scollare ulteriormente la politica locale dalla cittadinanza, privando i consiglieri eletti di un vero spazio di rappresentanza. Uniti per Pavone pone l’accento sul valore delle interrogazioni come strumento fondamentale per fare domande, portare all’attenzione pubblica temi di interesse e garantire il controllo democratico.
L’appello dell’opposizione è chiaro: l’invito al Prefetto e alla cittadinanza è di non restare indifferenti a quella che considerano una palese manovra di censura istituzionale, che rischia di far regredire il dibattito democratico in Consiglio. In un momento storico in cui la trasparenza e la partecipazione attiva sono temi sempre più centrali, impedire il confronto non rappresenta un passo avanti, ma un segnale di chiusura verso ogni forma di dialogo e controllo.
Mercoledì sera, il Consiglio Comunale si riunirà, e la cittadinanza è chiamata a osservare da vicino l’evoluzione di questa modifica regolamentare, che potrebbe incidere non solo sull’attuale mandato, ma anche sul futuro stesso del dialogo democratico a Pavone Canavese.
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