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La sfida
25 Ottobre 2024 - 16:45
Bagni pubblici giardini Giusiana
In una città che pretende di voler fare turismo, c'è un problema di quelli che ti fanno tornare indietro di qualche secolo: i bagni pubblici. A Ivrea trovarne uno è come cercare un unicorno. Non esistono, e quelli che ci sono, sono chiusi da così tanto tempo che ormai nessuno si ricorda più come fosse entrarci dentro.
Risultato? Cittadini e turisti, anche quelli di passaggio sulla via Francigena, fanno la pipì (e altro...) dove capita, come ai tempi delle caverne.
Davanti agli occhi di tutti quell'anziano signore con problemi di prostata che, mentre si trovava in corso Re Umberto, non ce l'ha più fatta a tenerla, s'è guardato intorno, ha tirato giù la cerniera e l'ha fatta direttamente in Dora. Alè!
Succede ovunque in città, specialmente nell’area dell’ex stazione ferroviaria, in corso Nigra, ancor di più da quando s’è deciso di piazzare qui la fermata dei 100 autobus che vanno e che vengono da Aosta, in sostituzione dei treni, con il gran via vai di pendolari.

Sarà così almeno fino a tutto il 2026, cioè il tempo che occorre per terminare i lavori di elettrificazione della linea. E tutti la fanno lì, in un angolo nascosto, anche dietro l’autobus che va ad Aosta.
Per la verità, dei bagni pubblici ai Giardini Giusiana ci sono, peccato che siano chiusi. Poi ci sono quelli dell'area mercatale, ma non illudetevi: aprono solo durante il mercato. Quindi, se vi scappa il martedì o il venerdì mattina, siete fortunati. Se invece vi trovate in giro negli altri giorni... beh, auguri...
Se ne parlerà al prossimo consiglio comunale (forse...) grazie ad mozione firmata e promossa da Andrea Cantoni e Gabriele Garino. Propongono qualcosa che, in qualsiasi altra città, sarebbe visto come pura normalità: riaprire i bagni pubblici dei Giardini Giusiana.
Siamo già mezzi rovinati considerando che, qui a Ivrea, una richiesta così ovvia diventerà un’impresa epica. Bisognerà convocare commissioni, discutere regolamenti, valutare progetti. Sarà come costruire un grattacielo.
E sarà inutile concentrarsi sul perché siano stati chiusi. Resterà un mistero degno di una serie tv. Forse perché ci si è dimenticati di fare le manutenzioni, ma sono in programma; forse perché i fondi non si trovano, o forse, più probabilmente, perché qualcuno ha perso la chiave e non ha avuto voglia di cercarla.
Alla prossima assise, il sindaco Matteo Chiantore e l’assessore alle manutenzioni Massimo Fresc ci spiegheranno che cosa è successo.
E speriamo che non tirino fuori le solite scuse trite e ritrite e campate per aria.
Si parla tanto di decoro urbano, di igiene, di dare un’immagine positiva della città. Ma finché i bagni restano chiusi, l’unica immagine che Ivrea trasmette è quella di una comunità che non sa gestire neanche le necessità più basilari dei suoi abitanti.
S'aggiunge un vero e proprio problema di salute pubblica nella ex stazione ferroviaria, come più volte e a più riprese sottolineato dal consigliere comunale Massimiliano De Stefano. Qui, forse (anzi senza il forse) ci vorrebbe un bel controllo del servizio di igiene dell'Asl To4. Lo attendiamo!
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