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25 Ottobre 2024 - 07:16
Rossana Schillaci, consigliera comunale del Pd. Sullo sfondo l'ex ospedale di piazza Annunziata a Venaria Reale
Non bastano le firme su un accordo quadro e nemmeno le dichiarazioni pubbliche se, a distanza di un anno, i risultati tardano ad arrivare. A Venaria Reale, la vicenda delle case di comunità sembra essere avvolta da una cortina di fumo, fatta di promesse disattese, confusione e mancanza di trasparenza. È questo il quadro dipinto dalla minoranza consiliare, che ha deciso di presentare un’interrogazione urgente al sindaco Fabio Giulivi durante il prossimo Consiglio comunale di fine mese. I firmatari sono i consiglieri Rossana Schillaci, Stefano Mistroni, Raffaele Trudu, Alessandro Brescia, Mariachiara Catania e Davide De Santis, appartenenti ai gruppi Pd, Movimento 5 Stelle e Uniti per Cambiare. L’obiettivo è uno: fare finalmente chiarezza su uno dei progetti più importanti per la città.
Il fulcro della polemica sta tutto nel famigerato accordo quadro firmato l'8 febbraio 2023, alla presenza del sindaco Giulivi, del direttore generale dell'Asl To3, Franca Dall’Occo, del consigliere regionale Andrea Cerutti, dell’assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Di Bella e di vari tecnici e funzionari comunali. Un progetto ambizioso, che coinvolge quattro immobili di Venaria Reale destinati a una trasformazione radicale. Parliamo di strutture come l'ex Casa Protetta di corso Machiavelli e l'ex ospedale di piazza Annunziata, immobili che dovrebbero ricevere nuova vita entro il 2026 grazie ai fondi del PNRR e all’accordo con l’ASL.

Fabio Giulivi sindaco di Venaria Reale
Tuttavia, a distanza di un anno, è chiaro che qualcosa non sta funzionando. Lo dice la minoranza e lo confermano i ritardi nelle opere previste. Come sottolineato nel testo dell’interrogazione, l’ex Casa Protetta di corso Machiavelli dovrebbe essere oggetto di interventi di manutenzione straordinaria che dovrebbero concludersi entro il 31 dicembre 2024. Ad oggi, non è chiaro se i lavori siano nemmeno iniziati. A peggiorare la situazione, la questione della variante urbanistica necessaria per modificare la destinazione d'uso del vecchio ospedale di piazza Annunziata non è ancora stata approvata. Questo immobilismo getta un’ombra su tutto il progetto.
Tra i punti più controversi c'è la questione del futuro dell’ex ospedale di piazza Annunziata. La minoranza denuncia una confusione che regna sovrana: da una parte, l’amministrazione nega qualsiasi progetto di trasformazione della struttura in albergo, dall’altra, gli stessi consiglieri affermano di aver visto un rendering di un hotel durante una commissione consiliare. A questo si aggiungono articoli di giornale che ventilano la stessa ipotesi. Rossana Schillaci non usa mezzi termini: "L’amministrazione continua a negare, ma i fatti parlano diversamente. Se non c'è un progetto alberghiero, perché allora circolano questi rendering?".
L'ex ospedale di piazza Annunziata a Venaria Reale
Tutto questo alimenta solo confusione. Cosa c'è veramente dietro questa resistenza a fornire risposte chiare e trasparenti? Perché non c'è una visione definitiva per il destino di una struttura così importante per la città? Domande a cui il sindaco Giulivi sarà chiamato a rispondere in Consiglio comunale.
Le preoccupazioni non si fermano alla questione dell’albergo. Un altro nodo riguarda le tempistiche previste dall’accordo. L’interrogazione presentata dai consiglieri si chiede, con toni polemici, se il Comune stia davvero rispettando le scadenze fissate. È evidente che il 31 dicembre 2024, data entro la quale i lavori sull'ex Casa Protetta di corso Machiavelli dovrebbero essere conclusi, è ormai sempre più vicina, eppure non si vede alcun progresso concreto. Come sottolinea Schillaci, "siamo in estremo ritardo, e chiediamo al sindaco di attivarsi seriamente con l'ASL To3 per dare una direzione a questo progetto, perché così non si può andare avanti."
Il timore, condiviso dalla minoranza, è che a Venaria Reale non si stia realizzando quello che era stato promesso. Il progetto di accorpamento dei servizi sanitari, che dovrebbe trasformare diverse strutture cittadine come l'ex Casa Protetta e il distretto di via Silva in Case di Comunità, sembra già essere destinato a subire ritardi importanti. A fine mese, si terrà un'assemblea con i sindaci del distretto, e la speranza è che venga finalmente individuata una figura capace di prendere in mano la situazione.
A Venaria Reale, il fumo intorno alle Case di Comunità è ancora denso. Un progetto che avrebbe dovuto portare maggiore efficienza e nuovi servizi alla cittadinanza si sta invece trasformando in un pantano di ritardi, scadenze mancate e dubbi irrisolti. La minoranza ha chiesto risposte e trasparenza, ma ciò che emerge è solo una crescente frustrazione. L’interrogazione al sindaco Giulivi non è solo un atto formale, ma una necessità per restituire alla città una visione chiara e concreta sul futuro di questi importanti servizi.
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