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Chivasso senza calcio: bocciate tutte le proposte per il campo Pastore, la città resta senza squadra

Il recente bando per la gestione dell'impianto, un’icona del calcio chivassese, si è concluso con un esito che ha lasciato tutti a bocca aperta: nessuna delle tre offerte pervenute è stata giudicata idonea...

Chivasso calcio

Nulla di fatto per la gestione del campo sportivo Ettore Pastore

In una città di trentamila abitanti come Chivasso, ci si aspetterebbe di avere una squadra di calcio locale, un campo ben tenuto e una passione sportiva che unisca la comunità. Eppure, a distanza di anni dall'inizio delle difficoltà, la città continua incredibilmente a rimanere senza un club calcistico.

Il recente bando per la gestione del Campo Sportivo Ettore Pastore, un’icona del calcio chivassese, si è concluso con un esito che ha lasciato tutti a bocca aperta: nessuna delle tre offerte pervenute è stata giudicata idonea.

Tre società, tre speranze diverse, ma un’unica delusione per l’amministrazione e soprattutto per i cittadini.

Claudio Castello sindaco di Chivasso

La storia recente del campo Pastore

Il campo sportivo Ettore Pastore non è solo una struttura, è un simbolo. Ha ospitato negli anni squadre che hanno scritto pagine importanti dello sport locale, portando sul campo i sogni e le aspirazioni di intere generazioni. Ma da troppo tempo questo luogo è in stato di abbandono. Negli ultimi anni, le polemiche si sono intensificate: spogliatoi fatiscenti, manti erbosi logori e impianti elettrici obsoleti. Nonostante i numerosi richiami da parte di sportivi e residenti, la situazione è andata peggiorando, lasciando il campo in una condizione di semi-abbandono.

Le ultime vicende legali tra il Comune e la ASD Chivasso Calcio, che fino a poco tempo fa gestiva il campo, non hanno fatto altro che esacerbare il clima di tensione attorno alla struttura. La revoca della concessione, motivata da presunte inadempienze contrattuali, ha scatenato un'accesa polemica tra il sindaco Claudio Castello e il presidente dell'ASD, Emmanuele Serlenga, che ha accusato l'amministrazione di una gestione disastrosa. Questo scontro ha costretto la squadra a cercare una nuova casa per le partite e gli allenamenti, trovandola a Rondissone, una piccola comunità a pochi chilometri da Chivasso. Il risultato? Chivasso, una città di trenta mila abitanti, è rimasta senza una squadra di calcio e senza un campo funzionante.

Il fallimento del bando: tre proposte bocciate

Lo scorso agosto, con la speranza di ridare vita al campo sportivo e alla passione calcistica della città, il Comune ha pubblicato un bando per l’affidamento della gestione del campo Pastore.

Il bando era rivolto a società sportive dilettantistiche e includeva criteri specifici per garantire un progetto sostenibile, non solo dal punto di vista gestionale, ma anche sociale. L’obiettivo era quello di trovare un gestore in grado di portare avanti una gestione ordinata e progetti di inclusione sociale per i più giovani e i soggetti svantaggiati. Ma, a quanto pare, nessuno dei partecipanti è riuscito a centrare l’obiettivo.

A partecipare sono state tre società: la ASD URS La Chivasso, la ASD Chivasso Calcio e la ASD Settimo Calcio. Le tre proposte, però, non hanno superato la soglia minima di punteggio prevista dal bando, fermandosi ben al di sotto del 60/100 necessario. Un colpo durissimo per tutti coloro che speravano di vedere riaprire il campo nel prossimo futuro.

Secondo il verbale della commissione giudicatrice, composto da tre esperti di Palazzo Santa Chiara, le proposte presentavano gravi carenze in diversi ambiti.

La proposta dell’ASD URS La Chivasso è stata definita "scarna dal punto di vista tecnico, mancando interventi rilevanti di riqualificazione delle strutture e di abbattimento delle barriere architettoniche. Anche se l’idea gestionale prevedeva iniziative di inclusione sociale, la recente formazione della società non ha permesso di garantire la solidità e l’esperienza necessarie per gestire un impianto complesso come il campo Pastore". Una mancanza che ha portato alla bocciatura della proposta.

La ASD Chivasso Calcio, la società che fino a pochi mesi fa gestiva il campo, ha invece presentato un progetto che è stato giudicato "incongruente sotto il profilo economico e finanziario. Anche in questo caso, nessun intervento rilevante per migliorare l'accessibilità e l’abbattimento delle barriere architettoniche. La proposta si basava principalmente su entrate derivanti da sponsorizzazioni e manifestazioni, ritenute troppo aleatorie per garantire una gestione stabile e sostenibile nel lungo periodo".

La ASD Settimo Calcio, infine, ha presentato un progetto tecnicamente valido, ma "completamente squilibrato sul piano economico-finanziario. Il PEF, ovvero il Piano Economico Finanziario, prevedeva costi elevatissimi e progressivi, rendendo di fatto insostenibile la gestione dell’impianto". Anche in questo caso, la recente formazione della società ha giocato a sfavore, poiché non vi era - scrivono quelli della commissione - "alcuna garanzia di un’esperienza gestionale consolidata".

Una città senza calcio: l'amarezza dei cittadini

Ma al di là delle proposte bocciate, ciò che lascia l’amaro in bocca è la situazione generale.

Chivasso, una città che fino a qualche anno fa poteva vantare una squadra di calcio storica, si ritrova ora senza una società sportiva di riferimento e senza un impianto funzionante. Gli sportivi locali, i giovani che sognano di seguire le orme dei loro idoli, sono costretti a guardare da lontano mentre altre città e comunità vicine portano avanti i loro progetti sportivi.

L'ingresso dell'impianto sportivo

Il campo Pastore, un tempo luogo di aggregazione e di storie sportive, oggi versa in uno stato di degrado. Gli spogliatoi cadenti, le tribune vuote e un manto erboso logoro sono il segno di un declino che sembra inarrestabile. Gli ex calciatori del Chivasso, che negli anni Ottanta, Novanta e Duemila hanno calcato quel campo, si sentono abbandonati. "È incredibile che una città come la nostra non abbia più una squadra di calcio e un campo dove poter giocare. Siamo stati una realtà importante e ora non resta più nulla" dice un ex giocatore con rammarico.

La mancanza di un progetto chiaro e sostenibile da parte dell'amministrazione guidata dal sindaco Claudio Castello ha lasciato la città in una sorta di limbo sportivo. Mentre altre comunità investono nello sport come strumento di inclusione e crescita, a Chivasso sembra che il calcio, una delle passioni più grandi degli italiani, sia destinato a scomparire.

L'importanza di una nuova visione per il futuro

Questa situazione non può continuare. È essenziale che il Comune e l'amministrazione si rendano conto dell'importanza di avere una squadra di calcio e un campo sportivo funzionante. Non si tratta solo di sport, ma di creare uno spazio in cui i giovani possano crescere, imparare il valore del lavoro di squadra e avere un senso di appartenenza alla propria comunità.

L'amministrazione comunale del sindaco Claudio Castello deve mettere in campo una nuova strategia, che vada oltre i bandi fallimentari. È necessario un progetto serio di riqualificazione del campo Pastore, che non si limiti a interventi superficiali, ma che preveda un piano a lungo termine, sostenibile e inclusivo. Coinvolgere società sportive con esperienza, ma anche ascoltare i bisogni della cittadinanza, potrebbe essere il primo passo verso la rinascita del calcio chivassese.

Per ora, la situazione rimane in stallo. Il campo sportivo Ettore Pastore resta chiuso, le porte rimangono sbarrate. Chivasso, una città di trentamila abitanti, aspetta ancora la sua squadra di calcio.

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