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Romano Canavese

Da lunedì, niente pasto per i bimbi dell'Asilo

Il sindaco ha deciso di non anticipare più i fondi all'Istituto Parificato

I bambini dell'Asilo rischiano di restare senza pasto

I bambini dell'Asilo rischiano di restare senza pasto

Dal prossimo lunedì, i bambini dell’asilo parificato di Romano Canavese rischiano di restare senza mensa. La ragione? Il sindaco, Oscarino Ferrero, ha deciso di non anticipare i fondi destinati alle scuole paritarie, lasciando le famiglie e i piccoli alunni nell'incertezza e nella frustrazione. Un colpo durissimo per chi frequenta l'asilo, un'istituzione storica che serve la comunità dal 1860. Parliamo di un ente senza fini di lucro che accoglie bambini tra i 3 e i 6 anni e quest'anno conta poco meno di 30 iscritti e 3 insegnanti.

La comunità è sconvolta, e i genitori sono furiosi. “Ci aveva garantito i soldi per la mensa, e invece ci ha lasciati senza nulla," lamenta una madre. Il sindaco, a detta delle famiglie, si sarebbe sempre mostrato indifferente alle esigenze dei bambini di questo istituto, dichiarando addirittura in passato che “non è un genitore, quindi non può capire.” Una frase che ha lasciato tutti senza parole, evidenziando un distacco allarmante dalle problematiche che riguardano le famiglie.

L'edificio storico dell'Asilo Infantile è stato dichiarato inagibile

La mensa: un pilastro della comunità scolastica

Fino allo scorso anno, la mensa dell’asilo era un vero e proprio punto di riferimento per i bambini. Teresina, la storica cuoca, preparava con cura i pasti servendosi da fornitori locali e trasformando la mensa in una grande famiglia. Con la fine dell’anno scolastico, però, Teresina è andata in pensione e da allora è iniziato il caos. I genitori avevano trovato un accordo con l'azienda che eroga i pasti alla scuola primaria statale, ma il sindaco si è rifiutato di fare da garante, creando un ostacolo insormontabile per la prosecuzione del servizio mensa.

"Se il sindaco si ostinerà a non anticipare quei fondi, alle famiglie toccherà spendere 5,41 euro a pasto. Un'esagerazione per famiglie che già pagano una retta di 180 euro mensili".

Fino allo scorso mese di marzo, la scuola materna era ospitata dall'edificio storico di via Asilo in cui era nata. Poi un'ispezione, mandata dal sindaco Oscarino Ferrero, aveva dichiarato lo stabile inagibile e per non chiudere la prestigiosa scuola, i bambini sono stati trasferiti in alcune aule dell'edificio di via Valle 3 che ospita a scuola Primaria del paese.

"Da quel momento è iniziato l'incubo - racconta un genitore -. Eravamo una comunità unita, organizzavamo feste, raccolte fondi, e perfino il pranzo per la festa della mamma. Tutti eventi che ci aiutavano ad autofinanziarci. Ora tutto questo è distrutto. Il sindaco non ci ha lasciato neppure organizzare il centro estivo, che ci garantiva un'ulteriore entrata.

Sinché l'Asilo ha potuto contare sulla sua sede storica aveva due sezioni. Da quest'anno la sezione è unica a causa dei ridotti spazi messi a disposizione dal Comune.

Una lunga serie di promesse non mantenute

La vicenda della mensa è solo la punta dell’iceberg. A marzo, al momento del trasloco, il sindaco aveva promesso di sostenere l’asilo con i fondi necessari, ma da allora nulla è stato fatto. E i fondi promessi per il trasloco – 15.000 euro – non sono mai arrivati.

"Per non parlare delle condizioni in cui erano le aule messe a disposizione - aggiungono i genitori -. L'Asilo ha utilizzato tutti i soldi che aveva a disposizione per il trasloco e per sistemare quelle aule per creare un ambiente confortevole per i nostri bambini. Le promesse disattese del sindaco ci stanno mettendo in grandissima difficoltà. Siamo certi che lo faccia perché vuole vederci chiudere. Ma noi lotteremo fino alla fine".

L'aula della scuola Primaria messa a disposizione dell'Asilo Infantile parificato

Il sindaco avrebbe più volte evitato il confronto con i genitori. In una recente riunione organizzata dai genitori e dal direttivo dell’asilo, il sindaco non si è nemmeno presentato, affermando che il preavviso era stato troppo breve. Questo atteggiamento ha portato le famiglie all’esasperazione.

Una lotta che dura da anni

La chiusura della mensa sembra essere solo l'ultimo atto di una lunga battaglia tra il sindaco e l’asilo parificato. Da 15 anni il primo cittadino cerca di chiudere la scuola, ritenendola un peso per il bilancio comunale. Ma per le famiglie, l’asilo è molto di più: è un luogo dove i bambini crescono insieme, dove si sono creati legami profondi e dove, fino a poco tempo fa, l’educazione si svolgeva con serenità.

Ora, con la mensa a rischio e un futuro incerto, i genitori si chiedono cosa ne sarà dei loro figli e dell’asilo. "Il sindaco preferirebbe che i fondi andassero a lui, ma noi non ci arrenderemo. Siamo una comunità forte, e non ci faremo mettere i piedi in testa."

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