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Un ostello con i 450 mila euro caduti dal cielo

Grazie ai fondi regionali, il progetto di riqualificazione dell'ex casa del custode della caserma Valcalcino prende vita. Ma non mancano le critiche dall'opposizione per la mancanza di trasparenza e coinvolgimento

Un ostello con i 450 mila euro caduti dal cielo

Fabrizio Dulla, assessore al bilancio

Chiamatelo “colpo di fortuna” o di qualcos’altro, ma certo non capita tutti i giorni di avanzare 450 mila euro e di aere un progetto già pronto con la possibilità di utilizzare risorse altrimenti perdute.

Succede a Ivrea con l’ex casa del custode della caserma Valcalcino, situata in via Dora Baltea. Abracadabra sta per essere trasformata in un piccolo ostello con cucina condivisa e un ufficio per le informazioni turistiche. Le risorse necessarie per la ristrutturazione non verranno dal bando "Cammini religiosi" del Ministero della Cultura, come inizialmente sperato (progetto bocciato), ma dai fondi europei del Programma Fesr 2021-2027 (Fondi europei sviluppo regionale) o, se si preferisce, sono quasi piovuti dal cielo.

E ci spieghiamo meglio. Nell’ambito di un serie di progetti finanziati del valore di 3,5 milioni di euro riguardanti un’aggregazione di 11 comuni ( tra cui Ivrea, Candia, Romano, Barone d'Ivrea, Strambino, Banchette, Samone, Fiorano, Orio, Salerano e Pavone Canavese) si sono risparmiati dei soldi e Ivrea ha ottenuto il consenso delle altre amministrazioni coinvolte ad utilizzarli.

Il Valcalcino

Ne ha dato notizia, lunedì sera, durante il Consiglio comunale, l'assessore al Bilancio, Fabrizio Dulla.

«Ivrea - ha spiegato - aveva già candidato un progetto da 1,1 milioni di euro, per il recupero della collina di Monte Navale. Nell'ambito dell’aggregazione dei Comuni, sono però emerse economie di spesa pari a 450mila euro su un totale di 3,5 milioni di euro. L'amministrazione di Ivrea, avendo già pronto un progetto per la riqualificazione dell'ex casa del custode della caserma Valcalcino ha chiesto di utilizzare quei fondi che altrimenti sarebbero andati perduti.»

Il progetto per l’ostello, oltre ai 450mila euro dei fondi Fesr, prevede un cofinanziamento del 17% da parte del Comune, pari a circa 76mila euro. Questi fondi serviranno a rifare il tetto di un edificio ormai in rovina da decenni e mai utilizzato. 

La riqualificazione riguarderà l’intero stabile, che offrirà posti letto, servizi igienici, una cucina condivisa, un infopoint e, all’esterno, una stazione di ricarica per biciclette elettriche. 

L’ostello, destinato principalmente ai pellegrini della Via Francigena e agli atleti dello stadio della canoa, sarà affidato a privati per la gestione e si affiancherà a una struttura più grande: l’ex caserma Valcalcino, che il Comune intende trasformare in un ostello con i fondi che RFI destinerà come compensazione per i lavori di elettrificazione della tratta ferroviaria per Aosta (la stima preliminare oscilla tra 1,3 e 1,7 milioni di euro).

Non è un segreto che la mancanza di posti letto a basso costo sia una delle criticità più segnalate dai visitatori nei questionari dell’associazione "Via Francigena di Sigerico", i cui volontari svolgono un lavoro straordinario nel raccogliere informazioni e mantenere il percorso da Pont-Saint-Martin fino a Viverone.

Il progetto ha suscitato qualche perplessità tra i consiglieri di minoranza Elisabetta Piccoli e Andrea Cantoni. 

«Anche questa volta, al diavolo la casa di vetro . ha commentato ironicamente Piccoli - Sono preoccupata per la spesa corrente. Avevamo fatto tanti sacrifici per risanare i conti. Mi piacerebbe confrontarmi per capire le decisioni che si stanno prendendo sull’intero complesso di Valcalcino.»

Cantoni ha rincarato la dose: «Ancora una volta ci troviamo ad approvare una variazione di bilancio su un progetto di cui non sapevamo nulla. Il progetto non è passato in commissione e non è stato discusso con la minoranza. Mi astengo. Sostanzialmente, investirete nella casa del custode per trasformarla in ostello. Noi pensavamo che lì sarebbero arrivate le opere compensative promesse da RFI...»

Cantoni non ha resistito a lanciare una frecciatina all'assessore Francesco Comotto, ironizzando su quando convocava la commissione ogni volta che l’ex assessori “Cafarelli si lavava i capelli”. E poi ha concluso, «Qualcuno si è fatto avanti per Valcalcino?»

Una domanda rimasta senza risposta. 

«Non si tratta di un progetto legato a Valcalcino - ha messo la parola fine al dibattito il sindaco Matteo Chiantore -  ma di dare nuova vita a un edificio abbandonato da decenni. Avevamo un progetto pronto, che non interferisce con la progettualità dell’area. È un investimento per rendere la città più attrattiva. È passata un’opportunità e l’abbiamo colta. La vicinanza alla stazione, al Canoa Club e al sito Unesco rende lo sviluppo dell’area ex Valcalcino ideale. Le potenzialità ci sono tutte: basta farsi un giro in città durante la Coppa del Mondo di canoa per rendersene conto.»

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