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Dibattito
19 Luglio 2024 - 23:22
La carenza di medici è un problema che affligge non solo l'Asl To 4, ma molte aziende ospedaliere italiane
In un momento di grande fermento per intorno alla sanità locale, la consigliera comunale e della città metropolitana di Torino, Clara Marta, si è espressa su temi cruciali riguardanti il futuro dei servizi sanitari nel territorio di Chivasso.
Marta, il sindaco di Chivasso, Claudio Castello, ha espresso preoccupazione per la riduzione del servizio delle ambulanze medicalizzate. La pensi come lui?
Come consigliera del territorio, sono naturalmente a favore del mantenimento di ogni servizio, in particolare di quelli a carattere sanitario. Tuttavia, ritengo che le battaglie per l’efficienza della sanità debbano essere condotte in chiave costruttiva e non strumentalizzate politicamente. Sappiamo tutti che la sanità è l’emergenza assoluta e i ben noti problemi (si pensi alle liste d’attesa) non devono e non possono essere imputati ad una parte politica. In Piemonte come in tutte le Regioni italiane le giunte di centrodestra come di Centrosinistra si sono sempre attivate al meglio delle loro possibilità per trovare soluzioni che spesso è difficile trovare. Forse solo con un approccio collaborativo su temi così importanti le varie forze politiche saranno in grado di risolvere problemi complessi anche a fronte di risorse finanziarie spesso carenti.
Anche il Direttore Generale dell’ASL TO 4, Stefano Scarpetta, nel recente incontro avuto con i sindaci dell'area del chivassese, ha sottolineato la carenza di medici.
È un problema che conosciamo bene. La carenza di medici è una criticità che affligge non solo la nostra regione, ma tutto il paese. È essenziale affrontare queste difficoltà con un approccio collaborativo e proposte costruttive.

Clara Marta consigliera comunale di Forza Italia di Chivasso
Durante la riunione dei sindaci del Distretto, sono stati sollevati vari problemi, come il potenziamento del pronto soccorso, del laboratorio di Emodinamica e della Struttura Semplice Dipartimentale di Oculistica all’ospedale di Chivasso. In primis però la revisione dei servizi di emergenza: quali sono secondo te le prospettive?
Scarpetta ha evidenziato che la competenza è di Azienda Zero, la quale sta considerando un modello simile a quello lombardo o ligure, con il medico impiegato in auto e solo all’occorrenza sulle ambulanze. Questo potrebbe migliorare l'efficienza, ma richiede ulteriori chiarimenti e valutazioni.
Il Pronto Soccorso di Chivasso è un altro tema caldo. Quali sono le novità?
In relazione al Pronto Soccorso è stato evidenziato che, come ipotizzato già a suo tempo nell’ultimo triennio, sono stati ampliati i Posti Letto in base alle effettive disponibilità, in particolare +10 di Osservazione Breve Intensiva in PS e +3 di terapia Sub Intensiva in Medicina. Inoltre, è stato riportata la disponibilità dell’ospedale di Settimo al periodo pre-COVID con la possibilità di impiegare appieno i posti CAVS. Oltre a questo, a valle della attivazione dei nuovi Posti Letto di terapia intensiva (entro l’anno) è possibile ipotizzare di destinare i vecchi ad ulteriori posti letto (circa 8). Oltre a questo, si è evidenziato l’aggiornamento di tutta la parte di diagnostica per immagini (RM, radiodiagnostica tradizionale, ecografia, mammografia, ecc.). Solo a Chivasso sono stati nominati nuovi primari su specialità strategiche che stanno ampliando l’offerta anche su patologie complesse (Chirurgia generale, Ginecologia, Gastroenterologia). Il direttore del PS ora si dedica completamente a Chivasso vista le nuove nomine degli equivalenti su Ivrea e Ciriè. Questo ha consentito di aumentare i medici strutturati in tutti i PS, compreso Chivasso, anche se in numero non sufficiente per fare almeno delle ancora imprescindibili società esterne (“gettonasti”). L’inserimento di un arco a C dedicato alla gastroenterologia consente ora di garantire patologie complesse. Tutte queste nuove introduzioni sono sicuramente anche a supporto del PS. A completamento si è fatto riferimento alle attivazioni delle COT, anche quelle di Chivasso, che hanno l’obiettivo di ottimizzare la fase di dimissione dall’ospedale, oltre che altre iniziative per limitare gli accessi al PS, come la possibilità di fare elettrocardiogrammi anche sul territorio (Brandizzo, San Mauro e Settimo) che vengono refertati dalla cardiologia ospedaliera, con cui è possibile anche dialogare online attraverso un software a norma di privacy.
E per quanto riguarda la SSD di Oculistica e il trattamento delle cataratte?
La struttura, dalla sua costituzione, ha avuto un solo medico fino a qualche mese fa quando l’attuale direzione l’ha implementata di una risorsa spostata da un'altra struttura, nonostante i concorsi fatti non abbiano portato a nessuna assunzione, a testimonianza che la difficoltà principale è la mancanza di personale. Questo ha garantito comunque un incremento dell’attività che è più che raddoppiata. In particolare per le cataratte, l’attuale trend che vede il secondo medico in struttura solo da pochi mesi in proiezione potrà arrivare a oltre 200 cataratte. La struttura è prevista nell’atto aziendale e le verifiche che vengono fatte dopo 5 anni sono quelle a cui sono soggetti tutti i responsabili di tutte le strutture e nulla hanno a che fare con l’esistenza delle strutture che, come detto, sono definite dall’atto aziendale. Si è altresì data disponibilità a valutare l’inserimento di sedute operatorie per cataratte presso il Pronto Soccorso di Chivasso a seguito delle disponibilità del personale sanitario in aggiunta al chirurgo (e cioè anestesista, strumentista, infermiere, …) e all'urgenza degli interventi che hanno priorità e quindi sedute specifiche. Per questo verrà dato un riscontro nel più breve tempo possibile.
Infine, l’Emodinamica. Quali sono le prospettive di ampliamento del servizio?
Il servizio da quando esiste ha sempre avuto questa organizzazione, rimane la considerazione che il passaggio ad H24 prevede: - incremento della dotazione medica e verifica della effettiva disponibilità - incremento dei Posti Letto attuali dedicati alla cardiologia, rispetto a questo la direzione si è detta disponibile a ragionare rispetto alla riqualificazione dei “vecchi posti” della terapia intensiva rappresentando però la necessità di scegliere la destinazione. Entrambe le condizioni devono essere verificate e avvallate dalla regione anche in ordine ad un sistema di emergenza cardiologica che ha una logica di servizio a livello sovrazonale. In aggiunta si è fatto presente come l’attivazione delle case delle comunità e soprattutto dell’ospedale di comunità sul territorio amplieranno i servizi territoriali e almeno di 20 Posti Letto (vedi Ospedale di comunità) anche qui rimane l’incognita della disponibilità del personale necessario. A fronte della richiesta di alcuni sindaci in relazione a quali ulteriori servizi territoriali si potessero ipotizzare è stato portato ad esempio i progetti su alcune aree montane che grazie a fondi dedicati (europei e nazionali dedicati) hanno consentito: ulteriori incentivi per MMG e PLS su aree disagiate, acquisizione di automobili attrezzate per infermieri di comunità anche questi reperiti tramite questi finanziamenti.
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