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Ivrea

Piscina in mano ai privati? L'Amministrazione comunale pronta a investire 3 milioni di euro per l'efficientamento energetico

Era stata una richiesta dei gruppi consigliari di maggioranza. Una mozione dell'ottobre del 2023

Matteo Chiantore in piscina

Matteo Chiantore in piscina...

Si profila un'importante svolta per la piscina comunale di via Campo Sportivo. L'Amministrazione comunale starebbe infatti pianificando un investimento di oltre 3 milioni di euro per rendere l'impianto più efficiente dal punto di vista energetico. E diciamo "starebbe" non foss'altro che tutto sarebbe ancora in fase molto embrionale.

Parallelamente, si starebbe delineando un accordo con privati per la sua gestione.

Le trattative in corso con una società di Biella, già esperta nel settore, potrebbero portare a una collaborazione che segnerebbe la fine della gestione diretta del comune, da tempo fonte di ingenti sprechi di denaro pubblico.

Dopo aver effettuato un'accurata analisi dei costi, l'Amministrazione avrebbe concluso che ristrutturare l'attuale impianto risulterebbe più conveniente rispetto alla costruzione di una nuova piscina, il cui costo si aggirerebbe intorno ai 9 milioni di euro.

Un ulteriore vantaggio derivante dall'accordo con i privati riguarderebbe la gestione delle risorse umane. Quattro dipendenti, tra cui i bagnini, potrebbero essere reintegrati nell'organico comunale ed essere utilizzati per svariate attività..

Questa strategia, se confermata, potrebbe rappresentare una soluzione efficace per  migliorare la qualità dei servizi, ponendo fine a una gestione inefficiente che ha già causato notevoli perdite economiche.

L'accordo con la società biellese potrebbe dunque essere la chiave di volta per rilanciare la piscina comunale che ritornerebbe ad essere quel fiore all'occhiello che è stata in passato...

Correva il 2022

L'ultima volta che s'è parlato della piscina con la passata amministrazione guidata dal centrodestra, correva il settembre del 2022 e, in Municipio, ad un certo punto, cominciò a serpeggiare un “Rischio di default” causato dalle “Bollette impazzite”. 

“Stiamo valutando…Stiamo cercando di capire…. Stiamo mettendo giù i numeri…”commentavano come campane stonate sindaco e assessori.  

Ebbene sì, avevano cominciato a fare i conti con il “caro energia” e, seduti, attorno ad un tavolo, stavano seriamente valutando di non riaprirla più, non "tanto per dire" considerato che  in quegli stessi giorni qualcuno aveva trovato i cancelli chiusi e se n'era torna a casa deluso, sconcertato, esterrefatto. 

Alzavava le braccia al cielo, quasi sperando in un miracolo, il sindaco Stefano Sertoli, ma non era Bernadette. 

Sertoli in verità ipotizzava, s’intende oltre al miracolo, un accordo con altre piscine per eventuali accorpamenti. 

“Un’ipotesi, quest’ultima impraticabile - ammetteva lo stesso Sertoli - in alta stagione, a Ivrea è overbooking. Sono in tanti a frequentarla: associazioni, scuole, atleti ...”. 

Insomma non se ne usciva e intanto il “nuoto” affondava e la città "boccheggiava" nell'acqua alta. 

“Il problema del caro energia è enorme - aggiungeva - con la piscina c’è un aspetto sociale e agonistico da preservare, ma non è che per non mandare in default il Comune possiamo spegnere l’illuminazione pubblica o chiudere i riscaldamenti nelle scuole e negli edifici pubblici...”. Eravamo alla frutta? Probabilmente sì. 

Un danno grave considerando che l'impianto è frequentato da numerose associazioni che, dall’autunno alla primavera, organizzano un corso dietro l’altro. Oltre alla Uisp, alla Libertas Canavesana, al Nuoto Canavesano, tre società di sub e i ragazzi diversamente abili di Specialmente, ci sono gli utenti che praticano nuoto libero.  All’elenco si aggiungono due professionisti, Spediacci e Linty.

Detta in numeri, un’affluenza media giornaliera di 400 persone in alta stagione (l’inverno) e più di 50 mila in un anno. 

Morale? Lo scorso anno, a ottobre, della piscina si è tornati a parlarne, con la stessa enfasi, grazie ad una mozione presentata da Pd, Laboratorio Civico e Viviamo Ivrea, non più seduti tra i banchi dell'Opposizione.

"Entrata in funzione a fine anni settanta - scrivevano i tre capigruppo di maggioranza - l’impianto necessità di continui e costosi interventi di manutenzione e i costi di gestione costituiscono un onere non indifferente che grava in modo significativo sulla spesa corrente del bilancio".

In particolare nel 2022 si è speso la bellezza di 342.754,68 senza considerare i costi del personale che portano il totale a circa mezzo milione di euro.

"Da molti anni - aggiungevano Barbara ManucciAndrea Gaudino e Vanessa Vidan - l’impianto è diventato un asset importante utilizzato dalle scuole primarie della città per fornire agli studenti che frequentano le scuole primarie e del territorio i primi fondamentali rudimenti del nuoto che, oltre ad essere una disciplina sportiva, costituisce un’importante pratica per lo sviluppo fisico nell’età adolescenziale...".

Tutto chiaro e limpido, ma allora che si fa?

Considerando che il problema, a sentire la maggioranza, stava tutto nella vetustà degli impianti e che le piscine presenti in altri comuni sono costruite e gestite da privati che sostengono i costi di gestione e agiscono in forza di convenzioni sottoscritte con i Comuni a sentire loro l'unica soluzione era un impegno della giunta a mettere in pratica "una forma di affidamento a terzi".

Detto... quasi fatto..

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