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Sanità
07 Luglio 2024 - 16:24
Il caso della psichiatria di Chivasso tiene banco da almeno 10 anni
“Nulla è stato fatto per troppi anni, pertanto abbiamo esposto il tutto alla Procura della Repubblica competente, per gli accertamenti del caso”. Anni e anni di parole. Certamente dieci, forse anche venti, venticinque.
Il nulla cosmico che s’è fatto in tutto questo tempo per la psichiatria di Chivasso ha indotto il sindaco del S.I.COBAS Torino a presentare qualche giorno fa una formale denuncia alla Procura della Repubblica di Ivrea.
Ne da notizia lo stesso sindacato, attraverso una nota stampa. E la storia infinita s’aggiorna d’un nuovo capitolo.
Una storia infinita che parte dai primi anni Duemila, da quando la denuncia pubblica di un medico dell’Asl To 4 fece accendere i riflettori sulla psichiatria chivassese: “Serve un reparto adeguato per i nostri malati!”.

L'ospedale di Chivasso
La denuncia portò ad individuare, in un primo tempo, e a proporre la villa confiscata alla mafia di corso Galileo Ferraris come possibile sede del reparto: l’amministrazione comunale dell’allora sindaco Andrea Fluttero s’era dimenticata dell’esistenza dell’immobile e la denuncia pubblica del medico servì a smuovere la classe politica chivassese.
Non se ne fece nulla, per la psichiatria, ma per lo meno si alzò l’attenzione sul recupero dell’edificio: nel 2015, amministrazione Ciuffreda, il Comune di Chivasso ne ha acquisto la proprietà. Nel 2023 sono partiti i lavori per l’efficientamento energetico della villa e ora la “Casa della Legalità”, così com’è stata battezzata, dovrebbe riaprire. Ma questa è un’altra partita. Un'altra partita italiana.
Quella che ci preme oggi però è quella della psichiatria, che resta aperta da quei primi anni Duemila.
Al centro della questione le solite, irrisolte, mancanze strutturali del reparto di psichiatria, denunciate da tempo quasi immemore.
Il reparto di psichiatria dell’Ospedale di Chivasso, nato nel 2008, dopo pochi anni era stato abbattuto per la costruzione del passaggio tra la parte monumentale e la nuova ala ospedaliera e trasferito nel 2014 nel reparto attuale, come soluzione provvisoria.
Fin da subito la nuova sede aveva manifestato una serie di carenze strutturali, a partire dai locali troppo angusti e inadeguati. A dieci anni di distanza il reparto “provvisorio” è rimasto nella stessa struttura, con crescente insofferenza di lavoratori e pazienti.
“Era il 23 ottobre 2012 - spiega la nota del sindacato S.I. COBAS - quando l’Asl To 4 annunciava sul proprio sito internet il trasferimento provvisorio del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (psichiatria) dell’ospedale di Chivasso. La nuova sede dimostrava subito una serie di carenze strutturali, a partire da alcuni locali troppo angusti e inadeguati. A più di dieci anni di distanza il reparto “provvisorio” è rimasto nella stessa struttura.
A giugno 2023, avevamo segnalato alla Direzione Asl TO 4 alcune condizioni di rischio per la sicurezza nei luoghi di lavoro, presenti da anni nel Spdc:
“Il 6 luglio 2023 - prosegue il sindacato - nell'incontro tra ASLTO4 e SI Cobas, i dirigenti dell’ASL To 4, riconoscendo l’esistenza delle problematiche esposte, annunciavano la costruzione di un nuovo reparto entro il 2025. Nel frattempo, l’impegno era anche quello di mettere mano ad una serie di adeguamenti nei locali esistenti, per migliorare le condizioni di sicurezza del reparto. Tuttavia questi adeguamenti non sono avvenuti”.
Da qui l’esposto alla Procura della Repubblica contro la direzione dell’Asl To 4, guidata dal direttore generale Stefano Scarpetta.

Stefano Scarpetta direttore generale dell'Asl To 4
“La sicurezza sul lavoro è fondamentale, le misure, i protocolli e le procedure adottate per garantire la protezione della salute di lavoratori e utenti devono essere sempre presenti ed efficaci, soprattutto applicate - conclude la nota -. Nulla è stato fatto per troppi anni, pertanto, abbiamo esposto il tutto alla Procura della Repubblica competente, per gli accertamenti del caso”.
Staremo a vedere che cosa succederà.
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