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Nuovo piano regolatore... Comotto rinnega sè stesso e anche la maggioranza applaude l'ex assessore Cafarelli

Padre tecnico, padre naturale e padre putativo. Un consiglio comunale confuso dalla partita Italia Croazia

Michele Cafarelli e Francesco Comotto

Michele Cafarelli e Francesco Comotto

Ore 20 di lunedì 24 giugno 2024... Una serata da non perdere sotto tutti i punti di vista, considerando che la si aspettava dal lontano 2017. All'ordine del giorno un unico argomento: l'approvazione finale del nuovo piano regolatore.

Talmente importante da far dimenticare che, più o meno alla stessa ora, sul primo canale RAI, l'Italia stava giocando contro la Croazia per la qualificazione agli ottavi di finale nel campionato europeo. Per la cronaca, la partita è finita 1-1, ma il pareggio è arrivato solo all'ultimo minuto.

Una serata particolare, quella eporediese, uno spettacolo da non perdere. Tutti in attesa di conoscere "il pensiero, le opere e le omissioni" di Francesco Comotto, oggi assessore. Nei panni di consigliere comunale di minoranza, infatti, sul nuovo strumento urbanistico e all'indirizzo del predecessore Michele Cafarelli (presente tra il pubblico) ne aveva dette di cotte di crude. Sui tempi, sulla visione, sui contenuti.

Da lui ci si sarebbe aspettati una frase del tipo: "Come ho sempre detto, non condivido nulla. Sto piano fa schifo ma intanto io stasera non voto. Fate voi!"

E invece? Invece no! Senza imbarazzo ha rinnegato tutto, raccontando di un piano "bellissimo", "trasversale", figlio di un percorso democratico. Di un piano che guarda al minor consumo di suolo, alla mobilità sostenibile, al trasferimento di capacità edificatoria. Ci ha anche aggiunto (siamo proprio sicuri che fosse lui e non un avatar) che anche lui aveva dato dei contributi a smussare le differenze.

Sì, tipo quella del peduncolo diventato peduncolino che però la Regione ha cancellato riportandolo al peduncolo di sempre, ma questa storia l'abbiamo già raccontata più e più volte.

"Se nel lontano 2015, quando ero un consigliere comunale, mi avessero detto che dopo 10 anni sarei stato qui a presentare il PRG, non ci avrei scommesso un euro..." s'è lasciato andare, per sua stessa ammissione emozionato.

E poi ancora con la coda tra le gambe e mostrando una serie di slide uguali e identiche a quelle mostrate un anno fa da Cafarelli alle Officine H: "A chi si chiede come mai quando ero in minoranza avevo votato contro, io rispondo che ricordo che abbiamo sempre evidenziato i lati positivi...".

Triplo salto mortale, con giravolta spaziale.

Infine, il colpo di teatro con ammissione di colpa...: "Lo so: ho tediato a morte l'ex assessore Cafarelli!"

Insomma, un Comotto contento come una Pasqua e senza vergogna.

Capace persino di ammettere che dall'affidamento dell'incarico allo Studio Boeri fino ad arrivare a Paglia ci sono stati una serie di fatti che hanno modificato tutto, dall'obbligo di tutela della buffer zone UNESCO, al piano paesaggistico.

"L'approvazione - ha sintetizzato - non poteva esser procrastinata. Ci siamo messi nelle condizioni di approvare subito per uscire dalla salvaguardia tra vecchio e nuovo strumento urbanistico."

Dopo di lui, la parola è passata all'architetto Giancarlo Paglia con un intervento per niente inedito sul mixitè e sulla possibilità di trasferire le cubature da un'area all'altra. Infine, il dibattito con l'opposizione che ha fatto di tutto - e diciamocelo pure con franchezza, c'è riuscita - a mettere il cappello sulla delibera e a rivendicarne la paternità.

Poco convincenti le lunghe dichiarazioni della capogruppo del PD Barbara Manucci e di Andrea Gaudino (Laboratorio Civico) sul proprio senso di responsabilità nell'approvare un PRG che non condividono appieno "ma non essendo scolpito nella pietra" si potrà modificare con le varianti."

Logorroica Manucci con la lettura di pagine (non abbiamo capito quante nè se qualcuno gliele abbia scritte) di "fuffa democristiana" sulla storia locale, sui traguardi, sulle prospettive con un colpo al cerchio e uno alla botte.

Meno ragionevole Gaudino.

"Il nuovo piano - ha sintetizzato - avrà ricadute per i prossimi 10 anni. Ci piace ricordare che è nato con Carlo Della Pepa, attraverso un processo partecipativo. Dopo Boeri, l'impianto è stato sostanzialmente mantenuto dai nuovi progettisti, ma abbiamo constatato poca attenzione all’ascolto dei cittadini e delle cittadine e si è interrotto un modus operandi proficuo. L'approvazione della proposta tecnica a meno di due settimane dal voto è stata una decisione che, sebbene legittima, è apparsa discutibile e inusuale. Ha ristretto di molto la possibilità di azione dell’attuale maggioranza e limitato la possibilità di incidere. Abbiamo trovato parecchie carenze sulla visione prospettica. Questo è un PRG che norma il presente senza riuscire a spingersi oltre, senza disegnare un’idea di città diversa..."

E tanto è bastato per dare fuoco alle polveri.

"Di questo PRG esiste un padre tecnico che è Paglia, un padre politico che è Cafarelli - ha sentenziato Andrea Cantoni - E poi c'è Comotto, il padre putativo. Fino alla fine abbiamo cercato di capire come si sarebbe comportato a questo consiglio comunale. Seduto all'opposizione aveva innescato con il PD una feroce battaglia definendo questo strumento piccolo piccolo. È sconvolgente ascoltarlo oggi, con tutto quello che ha detto. A Gaudino e a Manucci dico che non è una questione di responsabilità ma di serietà. È guardarsi allo specchio a fine serata e dirsi bravo, hai fatto la scelta giusta... Noi applaudiamo alle cose che condividiamo e non cambiamo idea nel passaggio da una parte all'altra della barricata. La principale accusa è sempre stata la mancanza di una visione che è emersa anche oggi nelle dichiarazioni. Probabilmente non vi è chiaro che nel 2017 Carlo Della Pepa aveva affidato allo Studio Boeri il compito di realizzare una variante strutturale e non una variante generale. Altro che visione prospettica. Si sarebbe trattato di modificare qualcosina nelle norme per aggiornarle. Peccato che ci fu un errore nell'individuare lo strumento giusto e si dovette cambiare studio e passare a una variante generale..."

Sullo stesso solco l'ex vicesindaca Elisabetta Piccoli.

"Ringrazio Cafarelli che è stato il mio collega - ha sottolineato - che si è speso giorno e notte per questo piano, in mezzo a mille difficoltà. Nato sotto una cattiva stella e con uno strumento totalmente sbagliato: la variante strutturale anziché la variante generale. Siamo riusciti a cambiare progettista perché l'incarico era sbagliato e non poteva essere modificato. Abbiamo evitato un ricorso e siamo ripartiti da zero..."

E poi sempre Piccoli con il dito puntato sul Comotto di un tempo che parlava di assenza di strategia e poca partecipazione, ma anche su Manucci e su Gaudino...

"Abbiamo recepito e analizzato più di 300 osservazioni - ha stigmatizzato - Questa è partecipazione. Abbiamo dato risposta ai tanti che continuavano a pagare l'IMU su terreni fabbricabili solo sulla carta... Mi dispiace che Gaudino non riesca a vedere nulla di positivo e continui a tirare in ballo la visione che ebbe il centrosinistra con Carlo Della Pepa. Con quella variante strutturale non erano previsti stravolgimenti, solo aggiustamenti. Quindi nessuna visione... Se c’è stato un cambio di passo, caro consigliere, lo si deve alla nostra amministrazione. Quando ci siamo insediati avevamo 300 mila euro di avanzo libero, quando siamo andati via vi abbiamo lasciato 2 milioni e altri 2,4 sono arrivati con l'ultimo conto consuntivo grazie al lavoro di recupero crediti. Le strade sono dissestate? Adesso ci sono i soldi! Aggiustatele! Con i 23 milioni di euro di investimenti che abbiamo portato a questa città e con il nuovo piano regolatore, la città cambierà il suo volto..."

Detto tutto questo, il nuovo piano regolatore, con i piedi ben piantati per terra, punta ad un aumento della popolazione di appena 3.590 in più rispetto ai 22.767 cittadini attualmente iscritti all'anagrafe. Il precedente guardava a una città di 30 mila abitanti quando la popolazione era di 23.536. Consumo del territorio? Praticamente un po' più di zero, lo 0,14 per cento.

"È come se si passasse da 42 ettari a 10 ettari con una riduzione di 32 ettari pari a 45 campi da calcio..." ha descritto bene Gaudino.

E poi? Poi c'è il sindaco Matteo Chiantore. Di infilarsi nella "zuffa" tra chi ha fatto cosa, quando e perché, s'è capito lontano un miglio che non gliene "fotteva" un fico secco e, infatti, ha preso il largo sulla città dei suoi sogni, tutti peraltro indicati nel programma elettorale. Ed è un'Ivrea che per storia, cultura e visioni non è seconda a nessuno. È una città polo di servizi per tutto il Canavese, con il tribunale, con l'ospedale e, si spera, con un nuovo casello autostradale a San Bernardo e i doppi binari tra Ivrea e Chivasso. Una città che vuole rilanciarsi turisticamente con il patrimonio UNESCO, il castello, l'anfiteatro romano, il parco dei 5 laghi, lo stadio canoa e il convento di San Bernardino...

Gran finale con Andrea Cantoni che chiede e ottiene di slancio un applauso per l'ex assessore Michele Cafarelli e per l'architetto Giancarlo Paglia. Segue Restivo con un'identica richiesta per Comotto, ma lo slancio non c'è!

Finita qui? Non proprio. Il nuovo piano regolatore deve ancora superare il giudizio dell'AIPO, ma si tratta di una quisquilia.

Se tutto andrà come tutti prevedono che vada, entrerà in vigore a settembre.

Il Mixitè

Più nel dettaglio ciò su cui hanno lavorato in maniera specifica lo Studio Paglia e l’ufficio tecnico è l’aggiornamento al nuovo quadro giuridico, ma anche ad una cartografia che non avrà alcun margine di errore o di interpretazione essendo stata calata sulle mappe catastali, particella dopo particella. 

Stando a quel che si era già detto un anno fa tutte le richieste di modifica sono state prese in considerazione e controllate una per una. In una logica di “operatività” gli obiettivi che ci si è dati puntano ad una maggiore facilità di insediamento per le attività economiche ma anche al cosiddetto “mixitè funzionale”.

Se prima ogni zona della città era ottimizzata per rendere al meglio una specifica funzione, con il nuovo prg questo concetto di separazione è stato cancellato. C’è un po’ di tutto ovunque: commercio, servizi,  residenzialità e infrastrutture.

Alto concetto che ha guidato gli estensori del Prg è quello della “perequazione urbanistica” che funziona un po’ come il Pec ma per aree molto più grandi ed estese.

Lo scopo è di considerare in maniera unica l’area per raggiungere gli obbiettivi e redistribuire vantaggi e svantaggi edificatori in misura equa tra tutti i comproprietari. Questo modo di intendere lo strumento urbanistico può arrivare a coinvolgere aree situate in luoghi anche distanti tra loro con il trasferimento di volumetrie in “decollo e atterraggio”.

Capitolo a parte la “mobilità”. Non più le circonvallazioni che portano fuori dai centri abitati e depauperano (questa la parola utilizzata) il commercio, ma un deflusso “lento” attraverso tutta la rete viaria, possibilmente senza ingorghi....

Ed è vero che molti comuni togliendo il traffico sono morti.

Come si è arrivati sino a qui?

Tutto comincia nel 2017 quando l’Amministrazione guidata da Carlo Della Pepa indice la gara per una variante strutturale poi vinta dallo Studio Boeri. 

Nel team anche il piemontese Aldo Besate che poi è mancato nell’agosto del 2019.

Nasce il primo problema con l'inserimento di Ivrea tra i siti patrimonio Unesco. Una variante strutturale non sarebbe stata adatta per recepire il piano paesaggistico regionale e la messa in salvaguardia della zona di via Jervis, ma si va avanti lo stesso

Il 20 marzo del 2018 l'architetto Massimo Giuliani (Studio Boeri) presenta le linee guide ai cittadini. La “proposta tecnica del progetto preliminare”, viene approvata il 22 gennaio del 2020 con i soli voti della maggioranza e, praticamente “bocciata” dalla Regione Piemonte. 

Segue il 10 febbraio dello stesso anno la pubblicazione della “Proposta” con tanto di invito ai cittadini a presentare osservazioni e proposte, dapprima entro il 10 marzo e poi, a causa di alcune informalità e per  il Covid 19,  con scadenza 25 luglio.

La Conferenza di Copianificazione si conclude il 26 novembre 2020 con una lunga serie di rilievi. 

Poi il “nulla” condito da “niente” per mesi e mesi fino al settembre del 2021 con l’annuncio, in consiglio comunale, che a luglio s’era definitivamente rotto, con una triplice fattura da 5 mila euro l’una (emesse da Massimo Giuliani, Giovanni Sciutoe Marco Tosca) il rapporto con lo Studio Boeri. 

Chiuso un capitolo se ne apre un altro con una variazione di bilancio di 55 mila euro riguardante l’affidamento di un “incarico per la variante generale di piano regolatore…” allo studio dell’architetto Gian Carlo Paglia di Agliè. Sarebbe stato lui, da lì in avanti, ad occuparsi della parte urbanistica. 

Si sarebbero aggiunti il geologo Daniele Chiuminatto, il naturalista Diego Marra e lo specialista dell’acustica Stefano Roletti. Tutti a lavorare a capo chino e in staff coordinati dall’Ufficio tecnico.   

A QUESTO LINK TUTTI GLI ELABORATI: PIANO REGOLATORE IVREA

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