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Chivasso
24 Giugno 2024 - 18:07
Claudio Castello, sindaco di Chivasso. Sullo sfondo il dolore dei bambini a Gaza
“Questo protocollo d’intesa potrebbe apparire riduttivo e al contempo ridondante rispetto a prerogative distintive ma non distanti che auspichiamo possano allargare il perimetro entro il quale sempre più associazioni, enti e realtà cittadine possano in modo soldiate agire per promuovere la cultura della pace e la difesa dei civili che subiscono passivamente il dramma delle guerre”.
Una supercazzola degna del film “Amici Miei” firmata dal sindaco Claudio Castello ma vidimata, riconosciamo lo zampino, dal suo vice Pasquale Centin.
Ci sarebbe quasi da ridere, non fosse che l’argomento è serio. Serissimo.
Di cosa stiamo parlando?
Della risposta che l’amministrazione comunale guidata da un sindaco ed un vice sindaco del Pd ha dato alla richiesta del Comitato per la Pace di Chivasso di sottoscrivere un protocollo di intesa per dare più forza - e un po’ di concretezza - al messaggio di pace in Terra Santa.
Il sindaco di Chivasso, in pratica, ha rifiutato l’impegno a chiedere al Governo della premier Giorgia Meloni l’attivazione di corridoi umanitari per garantire l’accoglienza delle vittime della guerra di Gaza.

La premier Giorgia Meloni
“Non si può fare”, la risposta al Comitato di Castello che evidentemente non vuol mettere il naso in questioni più grandi delle buche da riparare o dei lampioni da sostituire.
Non si può fare perché “non si ritiene funzionale l’adesione a questo protocollo dell’amministrazione comunale”.
Verosimilmente perché - a livello nazionale - il Pd ben si guarda da prendere posizioni pro Palestina nella guerra con Israele e - a livello locale - il Partito Democratico fa lo stesso verso le proposte che possono arrivare dall’area di Liberamente dell’ex assessore Claudia Buo e dell’ex sindaco Libero Ciuffreda che, in qualità di rappresentante della Chiesa Valdese, del suddetto Comitato è uno dei promotori insieme ad Anpi, Spi-Cgil, le parrocchie cittadine, pure Sinistra Ecologista che sta in maggioranza con un consigliere comunale e un assessore in Giunta.
Insomma, “non si può fare”.
“Non si può fare” per tutte queste ragioni e anche perché - c’è scritto nella lettera di Castello - a Chivasso ci sono 183 associazioni tutte iscritte all’albo e, aggiungiamo noi, mica si può privilegiare l’una rispetto alle altre anche se si parla di pace, un argomento che dovrebbe mettere tutti d’accordo.
“Non si può fare” nonostante Chivasso sia gemellata con Betlemme di Palestina, con atto deliberato dal Consiglio comunale nel 2016.
“Non si può fare” perché, banalmente, è una proposta che non piace a Castello e ai compagni del Partito Democratico.
Ma che cosa si sarebbe dovuto fare?
Semplicemente, questo.
“Il Comune di Chivasso […] si unisca ai numerosi appelli lanciati da più parti nel mondo, senza pregiudizio alcuno, affinché possa essere trovata una soluzione per interrompere le guerre che da oltre 70 anni, attraverso il susseguirsi incessante di tregue e conflitti, ancora non hanno permesso di costruire una via per un progetto di convivenza pacifica e del diritto ad esistere del popolo palestinese e del popolo israeliano”.
“Il Comune di Chivasso si impegni a chiedere l’attivazione da parte dei Ministeri competenti ed in particolare dal Ministero degli Affari Esteri dei Corridoi Umanitari per garantire l’accoglienza delle vittime della guerra”.
Punto.
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