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Sanità

Bambini malati di tumore a Ivrea. Famiglie disperate, vicesindaca "inutile"

In consiglio comunale Patrizia Dal Santo si è limitata a confermare che il problema c'è!

Patrizia Da Santo

Patrizia Da Santo

La giunta e il sindaco Matteo Chiantore sono a conoscenza delle difficoltà che affrontano i bambini affetti da tumore e le loro famiglie? Questo ha chiesto, l'altra sera,  Massimiliano De Stefano, capogruppo della lista “Azione Italia Viva”, in consiglio comunale evidenziando e sottolineando come l’Ospedale di Ivrea, classificato come Centro Spoke di secondo livello non dispone di adeguati locali per offrire tutti gli interventi necessari ai piccoli pazienti. Una situazione che chiude il cuore e obbliga le famiglie a dispendiosi spostamenti verso l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, con conseguenti difficoltà personali, economiche e logistiche.

Fine del preambolo. Da qui in avanti ci si sarebbe aspettati una risposta secca dal parte del sindaco Matteo Chiantore che s'è tenuto per sè la delega alla sanità ed è pure presidente dell'assemblea dei sindaci dell'Asl To4. Niente da fare. Non ha detto una parola. Nulla, neanche un "boh".

A parlare è invece stata la vicesindaca Patrizia Dal Santo e, francamente, ci ha un po' fatto cadere le braccia a terra o, se si preferisce, è tornata a farci venire il "latte alle ginocchia".

Ha detto di aver parlato con il primario di oncologia. Ha spiegato di aver visto il nuovo reparto "molto bello" (trullallero...) composto da due camere per 4 posti letto e una camera per la terapia in day hospital dotata di bagno. Ha ammesso che non esistono possibilità per portare avanti le terapie di chi è ricoverato e, ancora, che Ivrea ha in carico una cinquantina di malati.

Massimiliano De Stefano

Massimiliano De Stefano

Infine ha raccontato di aver avuto un colloquio con il presidente dell'Ugi (Unione italiana genitori contro i tumori ai bambini) che a sua volta l'ha informata di un alloggio a Torino messo a disposizione dei pazienti, ma accompagnati da un solo genitore e questo è un limite enorme. Solo la mamma? Solo il papà? Ma perchè....?????

E poi? Poi nient'altro. Anzi no. Ha giustificato, senza tanti giri di parole, il direttore generale dell'Asl To4 Stefano Scarpetta che "poveretto" non riesce a trovare il personale necessario ed  è costretto a usare i gettonisti. 

Ora va tutto bene, ma c'è qualcosa che non ci torna in questo modo di gestire una delle deleghe più importanti nell'amministrazione della città: il sociale.

Se un assessore anzichè rispondere con un "piano di azione" si limita a confermare il testo di un'interpellanza, cioè si è limitato a fare una verifica, qualcuno ci spieghi che cosa ci sta a fare lì. Stia a casa. Rassegni le dimissioni nelle mani del sindaco. Faccia altro ma non questo.

Cosa avremmo voluto che si dicesse?

Tutto fuorché rispondere a De Stefano con informazioni che De Stefano già conosceva e che peraltro aveva messo nero su bianco nell'interpellanza. Insomma non era un'interrogazione a scuola con tanto di voto dell'insegnante. E allora noi diciamo che da un punto di vista politico il voto è 4. Quattro perchè è mancata l'azione. Non ci ha detto, infatti, la Dal Santo che cosa vuole fare da adesso in avanti per risolvere il problema.

Batterà i pugni sul tavolo? Scriverà uno straccio di lettera da "incazzata" all'assessore regionale, al Ministro e al direttore generale della To4? La farà qualcosa oppure continuerà ad agire come una passacarte?

Insomma Dal Santo. Giù dalle brande! Sveglia!

Doveroso un appunto anche alla maggioranza che la sostiene e che stando zitta (cosa che non fa quando si muove su un terreno ideologico) non la sta sostenendo per niente.

Perchè è sicuro che Dal Santo, da un anno a questa parte, sta dimostrando di  non avere ancora capito cosa significhi fare l'assessora, ma è altrettanto sicuro che in maggioranza c'è chi lo sa, per aver alle spalle un po' più esperienza politica, ma non glielo insegna, per esempio Erna Restivo.

Lasciare che si faccia "massacrare" da questo giornale tutte le volte che parla o tutte le volte che qualcuno ci dà una notizia su come "non si stia muovendo", peraltro affidando corpo, anima e cervello ai funzionari del Comune, non è un comportamento degno di una "coalizione".

Morale? A ricordare a Dal Santo che il "compitino" non poteva bastare è toccato all'interpellante che lo ha fatto senza andare alla ricerca di uno scontro.

"Tra tre mesi torni qui e ci dica quel che si è fatto..." ha più o e meno ribattuto...

"La Rete di Oncologia e Oncoematologia pediatrica - ha ricordato De Stefano - ha l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei bambini e dei ragazzi durante la terapia e di aiutare le famiglie ad affrontare le numerose difficoltà legate alla malattia dei propri figli ...”.

Qualità della vita di bambini e famiglie che, a volte, si sentono abbandonati da Dio e non possono e non devono essere abbandonati anche dalle Istituzioni.

E' chiaro Dal Santo?

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