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Elezioni 2024

"Il momento più brutto della campagna elettorale? Quando mi è morto un gatto tra le braccia"

Paola Antonetto entra in Consiglio Regionale: "Il Pride? Non mi piace ma tra me, un gay o una lesbica non ci sono differenze"

"Il momento più brutto della campagna elettorale? Quando mi è morto un gatto tra le braccia"

Paola Antonetto con Giorgia Meloni e altri militanti in una foto delle elezioni comunali di San Mauro del 2021

"Sono contenta del risultato. Dovrò fare delle pratiche: foto per il tesserino, cose di amministrazione e poi sarà tutto ufficiale. Il primo consiglio a metà luglio e non sarà a Palazzo Lascaris, mi parlavano di un’altra sede perché Lascaris è in ristrutturazione. Non ho incompatibilità, rinuncerò al gettone di presenza del consiglio comunale ma manterrò anche l’incarico di San Mauro”. 

Ci risponde così, Paola Antonetto, pochi giorni dopo l’elezione in Consiglio Regionale diventata ufficiale nella notte tra lunedì 10 e martedì 11. Il suo è un percorso lungo, lunghissimo, di impegno e dedizione sul territorio partito circa 30 anni fa. Consigliera di minoranza, poi in maggioranza, nella giunta dell’ex Sindaco Giacomo Coggiola ed infine di nuovo minoranza con Fratelli d’Italia (l’ingresso nel partito è datato gennaio 2020).

Ora il grande salto grazie alle 2695 preferenze raccolte nella provincia di Torino.

Ti aspettavi di essere eletta?

Io ho lavorato tanto ma non sempre ho visto che il lavoro viene ripagato, quindi ero molto cauta. Sono stata ad aspettare fino all’ultimo seggio per essere sicura dell’elezione. Anche essere eletta senza dover subentrare mi fa estremamente piacere. È come la prima volta che sono entrata in consiglio comunale a San Mauro, provo quasi le stesse sensazioni. 

Da San Mauro ti sono arrivati più di 700 voti di preferenza, circa un quarto del totale, è un riconocimento importante per te?

Posso solo ringraziare del risultato, senza i voti di ognuna di queste persone non sarei stata eletta. È un riconoscimento del lavoro, dell’impegno sul territorio di molti anni. Tante persone mi hanno detto che me lo meritavo, che meritavo di essere sindaco, qualcuno mi ha detto che meritavo  di più del Sindaco, di essere consigliere regionale.

Credi che sul territorio, tra chi ti conosce da tempo, ci siano anche elettori di altri partiti?

Il voto è segreto, però ci sono persone che non sono del mio partito, sono della sponda opposta e so che mi hanno votato. Mi hanno detto che mi avrebbero votato perché sanno che persona sono, per l’impegno. Me l’hanno confermato anche dopo il voto. Mi hanno detto che per loro è una garanzia per il territorio avere una persona come me in Consiglio Regionale.

Paola Antonetto e Maurizio Marrone

Dopo tanti anni di impegno questo è una sorta di premio alla carriera? Un qualcosa di meritato dopo anni di politica sul territorio? 

Io lo vivo come un altro punto di partenza, non è un punto di arrivo, c’è da lavorare. 

Una rivincita dopo le due sconfitte da candidata sindaca a San Mauro?

Ogni partita è a sé. Si cade, ci si rialza, si ricade prima o poi torna sempre il sole. Io non mi arrendo mai, chi si arrende è perduto. 

Come hai vissuto questi 5 mesi prima del voto?

È stata una campagna intensissima, molto entusiasmante, bellissima. Ci sono stati momenti di difficoltà ma quelli ci stanno. È stata la campagna di un gruppo che mi ha portato e supportato fino alla fine, persone attaccate a me come Maurizio Marrone, Augusta Montaruli. Penso poi a Loris Lovera di Castiglione, Enzo Maiolino di Settimo, mia mamma. È stata la forza di tante persone che mi hanno detto che questa volta ce l’avrei fatta. Tutte le persone che mi hanno aiutato hanno mosso 2 mila e passa voti.

Ora San Mauro avrà due consiglieri regionali, l’altro è Silvio Magliano, ci hai parlato in questi giorni?

No, non l’ho incrociato.

Qual è stato il momento più bello della campagna elettorale? Quando hai scoperto di essere stata eletta?

Quella sera lì è stato un calvario. Alle 3 e mezza della mattina ho chiamato al Comune di Giaveno per capire cosa aspettassero a mettere l’ultima sezione. Montaruli mi aveva già chiamato per dirmi che ero dentro ma io non ne ero ancora sicura. Ho chiamato quindi Giaveno, mi hanno detto che di lì a poco avrebbero messo gli ultimi dati ed effettivamente li hanno messi. Il momento liberatorio è arrivato quando intorno alle 4 e mezza un quarto alle 5 è arrivato l’ultimo seggio ed ero dentro. Per il resto, nel corso dei mesi, ci sono stati tanti momenti umani belli, persone che mi hanno fatto sentire la loro umanità e vicinanza. 

Paola Antonetto con Maurizio Marrone (assessore regionale uscente), Augusta Montaruli (parlamentare di Fratelli d’Italia) e Paola Giangualano (militante di Fdi a San Mauro) in un momento goliardico della campagna elettorale per le regionali

Il momento più brutto della campagna elettorale?

Non ci sono stati dei momenti brutti, ci siamo divertiti, anche tanto. Mi sono incavolata tanto ma fa parte del gioco. Se ci penso però il momento brutto è stato quando il sabato mattina, il primo giorno in cui si votava, ho soccorso un gatto investito che poco dopo è morto. È stato un momento triste, quel micino mi ha sconvolto per parecchio. 

Che differenza c’è tra una campagna per le comunali, e tu nei hai affrontate parecchie, e una per le regionali?

Cambiano le dimensioni, le proporzioni, la forza fisica necessaria. Il modo di fare campagna elettorale non cambia. Non ho mai promesso cose che non potevamo realizzare. C’è un’altra differenza: non avevo mai fatto la campagna elettorale in coppia come ora con Maurizio Marrone. Eravamo molto ben amalgamati anche perché ci conoscevamo da prima. Non era un copia e incolla per l’occasione elettorale. Siamo amici da anni. Non abbiamo mai avuto screzi, siamo sempre stati molto in sinergia. È stato bello poter contare l’uno sull’altro.

Ora che sei in Consiglio Regionale, quali sono i temi su cui ti concentrerai?

Sicuramente il pronto soccorso di Chivasso sarà una mia priorità, lo è sempre stata. Poi serve una cabina di regia per sostenere i comuni nel redigere bandi dove mancano figure chiave. Penso anche al rilancio del mondo della cultura enogastronomica della provincia di Torino, il Canavese, le Valli di Lanzo, il Chierese, vanno semplicemente valorizzate. Ci sono tante persone laboriose che non aspettano altro. Abbiamo meraviglie che se ce l’avessero gli americani ci avrebbero fatto dei musei. Bisogna lavorarci e renderle appetibili.

E per San Mauro?

Senza nulla togliere agli altri comuni che sono stati essenziali per la mia elezione, il mio cuore è a San Mauro, la mia città avrà la mia attenzione più affettuosa.

Cambierà il tuo rapporto con l’amministrazione di San Mauro ora?

Sarò a disposizione degli assessori e del Sindaco qualora lo ritengano opportuno. Se non saranno lungimiranti da sfruttare un consigliere comunale che è anche regionale e l’aiuto che questo può dare alla città allora non potrò farci niente. Io non posso andare dal sindaco a dire fai questo o non farlo. Farò quello che ho sempre fatto, dirò che certe non vanno bene e voterò quelle buone.

Nelle ultime ore è uscita una inchiesta di Fanpage dove si vedono ragazzi e ragazze di Gioventù Nazionale, la giovanile di Fratelli d’Italia, esaltare il fascismo, gridare “Duce, Duce”, cosa ne pensi? 

Posso dire che questi atteggiamenti non fanno parte della mia cultura come anche altri estremismi. Sono contro tutti gli estremismi. Però, se posso, sono più scandalizzata dall’elezione di una persona che ha qualche problemino con la legge, quello lo trovo più preoccupante.

Ilaria Salis?

Si. Quello lo reputo più preoccupante di altro, che qualcuno la candidi ma pure che c’è chi la vota. Si vogliono fare le pulci al mondo intero sul fatto di avere persone oneste. Ma cos’è l’onestà? Esiste in un solo senso? Il problema non è solo la questione ungherese ma Salis ha altre pendenze in Italia, almeno a quello che dicono i giornali. 

Sabato c’è stato il Pride a Torino e ne avete discusso anche nell’ultimo consiglio comunale a San Mauro. Che idea hai di questa manifestazione? Ti piace?

Così com’è no. È come se io con madama Vallino (Presidente del consiglio comunale di San Mauro, ndr) con suo marito, il mio, Carosso, Olivero ndassimo in perizoma e  tacchi a spillo e limonassimo tutti insieme. Ma io non ho bisogno di questo. Ci sono molte persone omosessuali, anche di destra, che non sbandierano le mutante ogni 2 per tre. Ma succede anche per gli etero eh: una donna etero quando si rifà il seno lo espone sempre. Non è che se io faccio vedere una parte che evidenzia il mio essere uomo o donna questo mi dà maggior credito. C’è modo e modo di far festa. Con il Pride rischiano di diventare macchiette e ridicolizzare una cosa che è seria. Io non sono contraria a nessun orientamento sessuale, non mi creano nessunissimo problema. Il problema se lo creano loro, tra me e un gay, una lesbica non c’è differenza. Cosa cambia?   Poi ci sono gli ignoranti, è vero, che la vivono in altra maniera e andrebbero sicuramente sensibilizzati sul tema. Penso anche un’altra cosa: essere tutti uguali non vuol dire che tutti possono diventare tutto. Il fatto che il gay sia uguale a me non lo fa diventare madre come io non posso diventare padre. Altrimenti tutti i desideri sono validi. Ci sono dei limiti, non tutti possiamo avere tutto.  Ed è proprio in ragione di questo che sono contraria all’utero in affitto.

Se dovessi definirti politicamente?

Io sono una persona di Fratelli d’Italia, collocata nell’area di destra. Sono in quell’area lì, Giorgia Meloni mi rappresenta in toto. Io sono con le forze dell’ordine, se uno sputa alla divisa quello è sinonimo di violenza. Al contempo dico che se chi indossa la divisa commette un reato va punito.

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