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Ceresole Reale
30 Maggio 2024 - 10:39
Stop alle auto e alle moto la domenica al Colle del Nivolet
La decisione del Parco Nazionale del Gran Paradiso di sospendere temporaneamente il progetto di mobilità sostenibile "A piedi tra le nuvole" ha suscitato un vespaio di polemiche e reazioni.
Il direttore del Parco, Bruno Bassano, ha annunciato martedì che la sospensione sarà solo temporanea, in attesa di una regolamentazione definitiva del traffico sulla strada provinciale 51, che da Ceresole porta al Colle del Nivolet. Durante questo periodo, le domeniche ecologiche verranno sospese e la strada sarà aperta ai veicoli motorizzati anche durante il fine settimana.
Ma che cos'è "A piedi tra le nuvole"?
Da oltre vent’anni il Parco Nazionale Gran Paradiso è impegnato in una campagna di sensibilizzazione tesa alla progressiva riduzione degli impatti nell’area dell’altopiano del Nivolet (pianoro di torbiere e ambienti umidi a 2.500 metri di altitudine, habitat di molte specie di animali e di specie floristiche rare di alta quota), e lungo la strada veicolare provinciale dell’omonimo Colle.
Le azioni di conservazione attiva si sono finora tradotte nell’attivazione del progetto “A piedi tra le nuvole” con cui il Parco ha cercato di promuovere una mobilità dolce, alternativa, limitando il traffico automobilistico nelle domeniche estive di luglio e agosto, e favorendo, nel contempo, gli spostamenti a piedi, in bici e con navetta.
Il progetto è stato sostenuto sin dal 2003 da Città Metropolitana di Torino, Regione Valle d’Aosta e dai Comuni di Ceresole Reale e Valsavarenche.
Oggi, però, il progetto si ferma.

Auto e turisti al Gran Paradiso (foto d'archivio)
La Città Metropolitana di Torino ha espresso il proprio disappunto per essere stata esclusa dalla decisione. In una nota stampa, il vicesindaco metropolitano, Jacopo Suppo, sostiene di aver confermato al Presidente del Parco, Mauro Durbano, la disponibilità a discutere il rinnovo del protocollo d'intesa insieme ai Comuni interessati. La Città Metropolitana ha dunque ribadito il suo impegno a proporre nuove modalità di regolamentazione estiva del transito, mettendo al primo posto la tutela dell'ambiente alpino e la sicurezza della circolazione.
La scelta di sospendere il progetto, attivo da oltre vent'anni, è stata presa con l'obiettivo di attirare l'attenzione pubblica sui problemi legati all'apertura della strada durante i fine settimana.
L'affluenza di turisti, attratti dal panorama montano del Nivolet, potrebbe infatti rendere necessarie misure più stringenti di gestione del traffico, come l'accesso a numero chiuso.
Bassano ha evidenziato che questa estate sarà cruciale per prendere decisioni definitive che garantiscano un equilibrio tra turismo e conservazione.
Il consigliere regionale Pd, Alberto Avetta, ha criticato la decisione, definendola "incomprensibile" e in contrasto con le politiche europee di turismo sostenibile. Avetta ha sottolineato che le chiusure domenicali erano una misura lungimirante e coerente con il rispetto dell'habitat alpino. Anche sui social media, molti appassionati della montagna hanno espresso la loro contrarietà, e il gruppo "South Face Paradise" ha lanciato una petizione su change.org per chiedere il ripristino delle chiusure domenicali.
Ecco il testo della petizione presente su change.org:
Cari amici del Parco Nazionale del Gran Paradiso,
Da oltre 20 anni, la domenica la strada per il Colle del Nivolet è chiusa al traffico automobilistico e motociclistico. Questa misura, frutto di un accordo tra il Parco Nazionale del Gran Paradiso, i comuni di Ceresole Reale e Valsavarenche, e la città metropolitana, è stata fondamentale per proteggere una delle aree naturali più preziose d'Italia dalle emissioni inquinanti, dal rumore, e dal disturbo alla fauna locale. Grazie a questa politica, il Parco ha potuto preservare la sua integrità ecologica e promuovere un turismo sostenibile e rispettoso dell'ambiente.
Purtroppo, questo accordo è recentemente scaduto e gli enti interessati hanno espresso la volontà di non rinnovarlo. Di conseguenza, si è deciso di riaprire la strada al traffico automobilistico ANCHE la domenica. Questa decisione rischia di compromettere gravemente la qualità dell'ambiente e l'esperienza dei visitatori, favorendo un turismo di massa a discapito della sostenibilità e della tutela ambientale.

Stambecchi al Nivolet
Una decisione a favore del turismo che inquina, congestiona e mette a rischio la biodiversità e la conservazione del sito dei piani del Nivolet, in aperta contraddizione con la Carta Europea del
Turismo Sostenibile (CETS) ed il relativo piano di azioni, a cui il Parco ha aderito nel gennaio 2021.
Chiediamo il vostro sostegno per esprimere la contrarietà a questa decisione e per richiedere il ripristino del blocco del traffico nei weekend sulla strada per il Colle del Nivolet.
Una petizione per chi ha a cuore il nostro amato parco e la conservazione ambientale delle aree protette, che vanno tutelate dal turismo di massa.
Ecco perché questa petizione è importante:
Unisciti a noi nella difesa del Parco Nazionale del Gran Paradiso! Firma questa petizione per chiedere che venga mantenuto il blocco del traffico nei weekend sulla strada per il Colle del Nivolet.
Insieme, possiamo fare la differenza per garantire che le future generazioni possano godere di questo inestimabile patrimonio naturale.
Dal comunicato stampa del Parco, emerge che l'intenzione è quella di superare la fase sperimentale del progetto "A Piedi tra le Nuvole" e di adottare misure più strutturate per ridurre il traffico veicolare al Colle del Nivolet.
L'Ente Parco ha annunciato che, durante l'estate 2024, la SP50 rimarrà aperta nelle domeniche, ma saranno organizzati eventi sportivi non competitivi con chiusure temporanee della strada, in collaborazione con GAL Valli del Canavese e associazioni sportive. Durante questi eventi, verranno raccolti dati sul traffico e sugli impatti ambientali, utili per definire una regolamentazione definitiva.
In sintesi, la sospensione del progetto "A Piedi tra le Nuvole" rappresenta un momento di transizione per il Parco Nazionale del Gran Paradiso, che mira a sviluppare una strategia condivisa e sostenibile per la gestione del traffico, garantendo la tutela dell'ambiente montano e la sicurezza dei visitatori.
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