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L'intervista
28 Maggio 2024 - 17:36
L'appello del sindacalista per il rilancio dell'automotive
Mirafiori è ferma, ma ripartirà. Lo farà dal 2026 con la nuova 500 ibrida. L'ha annunciato ieri Carlos Tavares, ad di Stellantis, dopo aver incontrato i sindacati. Che sono rimasti parzialmente rassicurati dopo l'annuncio dell'azienda, ma con riserva. E infatti il prossimo 12 giugno scenderanno comunque in piazza per dare voce alla loro richiesta: rilanciare Mirafiori.
E per farlo c'è una ricetta su cui il segretario generale della Fiom Edi Lazzi non ha dubbi: serve portare nuovi modelli e far ripartire gli ingegneri e i tecnici che progettano i veicoli. L'abbiamo intervistato.
Che bilancio fate dell'incontro di ieri?
È positivo che venga assegnato un modello... anzi, diciamo tre quarti di modello. Perché la 500 ibrida è uguale a quella che si sta già producendo a Mirafiori ma con un motore endotermico e uno elettrico. Non è totalmente un nuovo modello, dunque, ma una motorizzazione differente. Siamo però soddisfatti perché sulla carta potrà avere dei volumi di vendita maggiori, visto che l'elettrico puro non sta tirando molto al momento. Potrebbe anche costare meno. Questo dunque è molto positivo, ed è qualcosa, ci tengo a sottolinearlo, che è stato ottenuto grazie alle rivendicazioni dei lavoratori. Detto ciò, si tratta solo di un primo passo: se guardiamo alla questione complessivamente, per il rilancio di Mirafiori non è una soluzione esaustiva.
Perché?
Perché bisogna andare oltre l'implementazione della produzione. A Torino ci sono ancora gli impiegati, i tecnici e gli ingegneri che sono scarichi di lavoro: non progettano più le vetture ma solo alcuni pezzi, tra cui gli interni, la plancia, pezzi di scocca, portiere, e così via. Prima, invece, progettavano l'intera autovettura. Oggi questo lavoro viene svolto, altrove, tra cui in parte in Francia. Inoltre stiamo chiedendo delle assunzioni: se non ci saranno, infatti, tutti i 5mila500 operai di Mirafiori andranno in pensione, perché hanno tra i 56 e i 57 anni di età. Se nell'arco di questo periodo non ci saranno assunzioni, l'assegnazione della 500 ibrida, che avrà una speranza di vita di quattro o cinque anni, rischia di non essere sufficiente a salvare lo stabilimento dalla chiusura per consunzione. Servono quindi altre autovetture con una speranza di vita oltre il 2035 e serve riportare qui la progettazione di nuove auto.

Edi Lazzi
Stellantis vuole anche produrre un milione di veicoli entro 2030: è un obiettivo realizzabile?
È realizzabile solo nel momento in cui c'è un accordo tra Governo, Stellantis, parti sociali e sindacali. Noi abbiamo sempre detto che bisogna andare a Palazzo Chigi, perché le soluzioni date fin'ora non sono esaustive. Serve un dialogo tra le parti per decidere quali produzioni avviare e in quali stabilimenti. Non si può fare solo un ragionamento stabilimento per stabilimento, ma serve decidere a livello nazionale. Inoltre non bastano solo gli incentivi, che lasciano il tempo che trovano.
La Fiom ha sempre pensato anche all'arrivo di nuovi produttori in Italia oltre a Stellantis come possibile soluzione.
Sì: in Italia dobbiamo attirare nuovi produttori. È anacronistico che ce ne sia solo uno. A Torino siamo bravi, sono 120 anni che fabbrichiamo auto: se i nuovi produttori vengono a Torino trovano un buon humus per realizzarle. E questo vale per qualsiasi casa automobilistica: dalle tedesche alle cinesi.
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