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C'è l'amianto nel poliambulatorio, ma l'Asl non ne fa menzione per giustificare il trasloco dell'ex guardia medica...

Da oggi il servizio si sposta: ogni riferimento al caso scoppiato solo quindici giorni fa è puramente casuale

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Il trasloco del servizio di continuità assistenziale diventerà operativo da oggi a Castellamonte

A partire dalle ore 20 di domani, mercoledì 22 maggio (oggi per chi legge, ndr), il Servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica) di Castellamonte sarà temporaneamente collocato presso la sede della locale Croce Rossa Italiana, in via Medaglia D'Oro Marcello Piccoli n. 9. La sede temporanea presso la CRI consegue ai lavori propedeutici alla realizzazione della Casa di Comunità e dell’Ospedale di Comunità presso il Presidio sanitario castellamontese”.

Poche righe, messe nero su bianco dall’ufficio stampa del direttore generale dell’Asl To 4 Stefano Scarpetta, per comunicare quanto, in verità, si attendeva da giorni.

L'ex guardia medica di Castellamonte trasloca perché, scrive l’azienda, sono in corso i lavori “propedeutici alla realizzazione della Casa di Comunità e dell’Ospedale di Comunità presso il Presidio sanitario castellamontese”.

L’Asl, nella nota, non fa menzione del caso scoppiato solo quindici giorni fa e che potrebbe essere il volano che ha dato il là al trasloco del servizio.

Parliamo del pericolo amianto nel poliambulatorio di Castellamonte. 

Solo due settimane fa è stata individuata la presenza di fibre di amianto sotto il pavimento, nella colla e anche nel mastice degli infissi in alcuni ambienti del poliambulatorio di Castellamonte.

Il caso è scoppiato quando sono state notate alcune piastrelle mancanti sotto il lettino ortopedico nell'area riservata alla guardia medica.

Il poliambulatorio di Castellamonte

In questa area, alcune piastrelle sono state rimosse, rivelando che la colla utilizzata per l'installazione conteneva amianto crisotilo in una concentrazione superiore a 4, un livello che va oltre i limiti stabiliti dall'Unione Europea.

Il crisotilo, noto anche come amianto bianco, è uno dei materiali più pericolosi per la sua natura fibrosa, che può causare gravi danni all'organismo umano se inalato. Questo tipo di amianto è classificato come rifiuto speciale pericoloso.

Anche se è difficile immaginare l'ospedale come un luogo rischioso per la nostra salute, il poliambulatorio ospita numerosi servizi, tra cui il consultorio pediatrico, la dialisi, la neuropsichiatria infantile e la radiologia, il che significa che il rischio è presente, ma il personale continua a lavorare e a fornire assistenza ai pazienti.

Dall'Asl To 4 avevano fatto sapere che  "i locali in cui è stata riscontrata la presenza di amianto sono stati isolati e compartimentati. Contestualmente, le attività di bonifica sono state immediatamente avviate e sono in fase avanzata di affidamento". 

Ma la situazione resta pericolosa. Le microfibre di crisotilo, se inalate o ingerite, possono causare gravi infiammazioni, come asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, che possono evolversi in cancro ai polmoni, ovaie, laringe e altre forme di tumori. 

Le analisi nel poliambulatorio di Castellamonte sono state effettuate da una ditta specializzata incaricata dall'Asl To4 dopo che la direzione sanitaria ha già avviato le attività di bonifica delle aree contaminate.

Il sindaco Pasquale Mazza ha espresso fiducia nelle azioni dell'Asl, che prenderà tutte le misure necessarie per la futura "Casa della Salute” finanziata con fondi del Pnrr.

Dunque, l’ex guardia medica trasloca per i lavori per la Casa della Salute e non per quelli di bonifica dall’amianto presente nella struttura che la ospitava.

Questione di punti di vista. O, per meglio dire visto che è in voga in questi anni, di narrazione.

 

Stefano Scarpetta direttore generale dell'Asl To 4

I rischi legati alla presenza dell'amianto
e la messa al bando in Italia

L'amianto è un gruppo di minerali naturalmente presenti sulla terra, composto da fibre sottili e resistenti. In passato, questi materiali erano ampiamente utilizzati in molti settori industriali a causa delle loro proprietà uniche: resistenza al calore, agli agenti chimici, alla tensione meccanica, nonché una bassa conduttività termica ed elettrica. Queste caratteristiche lo resero particolarmente adatto per la produzione di materiali isolanti, prodotti edilizi come tegole e cemento-amianto (conosciuto anche come eternit), oltre a freni e guarnizioni.

Tuttavia, la scoperta degli effetti nocivi dell'amianto ha portato alla messa al bando in molti paesi, inclusa l'Italia. Le fibre di amianto, una volta disperse nell'aria e inalate, possono rimanere intrappolate nei polmoni o in altre parti del corpo, causando infiammazione e cicatrici. Questa esposizione può provocare una serie di malattie, alcune delle quali letali come il mesotelioma. Le principali malattie correlate all'amianto, oltre al mesotelioma, sono l'asbestosi e il cancro ai polmoni.

L'asbestosi è una condizione polmonare cronica e progressiva, caratterizzata da cicatrici nei tessuti polmonari. Può causare sintomi come difficoltà respiratorie, tosse e affaticamento. Il mesotelioma è una forma rara ma molto aggressiva di tumore, che colpisce il mesotelio, il tessuto che riveste gli organi interni. In particolare, è noto per colpire la pleura, la membrana che circonda i polmoni. Questo tipo di tumore è praticamente sempre associato all'esposizione all'amianto e ha un periodo di latenza estremamente lungo, che può arrivare fino a 40 anni.

Il cancro ai polmoni è un'altra malattia correlata all'amianto. Sebbene ci siano molte altre cause per questa condizione, la combinazione di fumo e esposizione all'amianto aumenta significativamente il rischio di svilupparla. Altre malattie includono placche pleuriche e ispessimenti pleurici.

In Italia, la consapevolezza crescente dei rischi per la salute pubblica legati all'amianto portò all'adozione della legge n. 257 del 1992, che vietò la produzione, l'importazione, l'esportazione e il commercio di materiali contenenti amianto. La legge richiedeva anche il monitoraggio delle attività di bonifica, nonché la definizione delle responsabilità per la rimozione e lo smaltimento in sicurezza dell'amianto.

 

Lastre di eternit contenenti amianto

Nonostante il divieto, i materiali contenenti amianto possono ancora essere presenti in molte strutture costruite prima della legge del 1992. Ciò ha reso necessaria una serie di azioni di bonifica e smaltimento in sicurezza. Tuttavia, questi processi sono complessi e costosi, richiedendo un'attenta gestione da parte di esperti per evitare di esporre ulteriormente le persone alle fibre pericolose.

Oggi, il piano nazionale amianto in Italia mira a fornire un quadro d'azione per affrontare il problema a livello nazionale, coordinando gli sforzi tra le autorità locali e nazionali. La consapevolezza pubblica sulla pericolosità dell'amianto è fondamentale per assicurare che tutte le operazioni di bonifica vengano eseguite in sicurezza, minimizzando il rischio per i lavoratori e le comunità coinvolte.

L'amianto è un problema sanitario persistente, ma con la giusta informazione, gestione e politiche governative, si può proteggere la popolazione da questo silenzioso e letale pericolo ambientale.

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