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Chivasso

La voleva gestire l’affiliato di ‘ndrangheta, adesso non se la prende più nessuno

Stiamo parlando della tensostruttura del Campus delle associazioni di via Baraggino. Un bando è già andato deserto, adesso il Comune ci riprova

Chivasso

Un campo di calcio a 5 (immagine creata con l'intelligenza artificiale)

Come cambiano i tempi. Fino alla primavera 2017 il Comune di Chivasso se la teneva stretta mentre fioccavano le richieste - una su tutte quella di Giuseppe Pino Vazzana, condannato poi a 8 anni e 6 mesi di reclusione in primo grado (ora è pendente il ricorso in Appello, ndr) nel processo alla ‘ndrangheta e al locale di Volpiano - oggi nessuno la vuole più.

Stiamo parlando della tensostruttura del Campus delle associazioni di via Baraggino, attrezzata per ospitare il calcio a 5.

Ora che tutti giocano a padel e i pochi affezionati del calcetto preferiscono sfidarsi ad otto piuttosto che a cinque, Palazzo Santa Chiara ha un problema. Che sta cercando di risolvere.

Il primo bando comunale per affidare in concessione d’uso gratuito la tensostruttura del Campus delle associazioni di via Baraggino, scaduto il 19 giugno dell’anno scorso, è andato deserto. 

E così il cerchio su quell’impianto di 920 metri quadrati con bagni e spogliatoi, da un paio d'anni al centro delle cronache, continuare a rimanere aperto.

Un po' di storia

Per il Full Bar pagavamo al Comune di Chivasso un affitto di 700 euro al mese. Quando lo prendemmo in gestione, con una funzionaria del Comune stringemmo un patto che ci avrebbero poi dato da gestire anche il vicino campo di calcio a cinque. Non capitò mai e così tempo dopo lasciammo l’attività. Anche perché nel mentre avevamo già fatto un accordo con la proprietà dell’area commerciale del Bennet per aprire il Nimbus...”.

A parlare, in un'udienza in tribunale a Ivrea del febbraio 2023, è Giuseppe Pino Vazzana, in carcere con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso.

La tensostruttura al Campus delle associazioni

Vazzana aveva in gestione con la famiglia, tra le altre cose, il bar del Campus di via Baraggino - fino al settembre 2017 - quando proprio per non aver ottenuto la vicina tensostruttura con i campi da calcio a 5, restituì le chiavi dei locali del "Full" a Palazzo Santa Chiara.

Nelle 1.400 pagine dell’ordinanza del processo Platinum firmata dal gip Edmondo Pio, una cinquantina almeno si concentrano su Chivasso.

E in alcune di queste si parla anche della tensostruttura.

In particolare in una conversazione telefonica tra Giuseppe Vazzana e Claudio Castello, il primo affronta nuovamente la questione relativa all’assegnazione del campo da calcetto, rinnovando il proprio interesse in tal senso, ovvero in caso di impossibilità, la volontà di rescindere anche il contratto di locazione del bar.

Tratto dall'ordinanza.

"Il primo cittadino - si legge nell'ordinanza del gip - gli assicurava che il giorno successivo avrebbe parlato con tale Colavitto e successivamente gli avrebbe fatto sapere qualcosa. Vazzana: “No, noi abbiamo avuto un problema con l’Asl… che è venuta l’Asl e c’è un problema con la licenza, nel senso che sono stati… ci sono delle irregolarità con la licenza… quindi io, per quello volevo che ci vedessimo, anche la settimana prossima… cioè, io vengo in Comune, non è un problema”. Castello: “Sì”.  Vazzana: “Veniamo giù, se tu mi dai un appuntamento, vediamo ste cose e vediamo come poter fare per risolverli o come possiam fare per lasciarlo, se non c’è… cioè, non è un problema per me capisci io non voglio mettere in difficoltà nessuno”. Castello: “Ho capito”. Vazzana: “Nè te… nessuno, nessuno cioè… io non voglio mettere in difficoltà nessuno”. Castello: “Hai già parlato con i preposti del Comune o ancora niente?”. Vazzana: “Ma no, ma è inutile che parli… cioè, tu sai benissimo che parlare con loro per me diventa complicato cioè…”. […] Castello: “Io devo chiedere alla Colavitto domani mattina, la prima cosa che faccio è quella…”.

Per la cronaca, nel settembre 2017 il bar Full ha chiuso. E del campo da calcetto che Vazzana avrebbe voluto ottenere in gestione non s’è fatto più nulla. 

Il Comune ci riprova 

Ma il Comune non dispera. E ha indetto un nuovo “Avviso pubblico esplorativo per l'individuazione di associazioni o società sportive senza fini di lucro interessate a riqualificare e gestire lo spazio comunale inerente della Tensostruttura”.

Con questo secondo tentativo, per la verità, il Comune allarga le maglie: la gestione riguarda anche la rigenerazione, la riqualificazione e l’ammodernamento dell’impianto.

Leggiamo dal bando.

"In relazione alla ubicazione e natura della tensostruttura è possibile prevedere l’utilizzo dell’impianto in oggetto per attività sportive/ricreative che in ogni caso siano compatibili con l’oggetto e le finalità statutarie del soggetto proponente e non possono rivestire prevalente carattere imprenditoriale, essendo strettamente funzionali alla promozione ed al potenziamento della pratica delle attività istituzionali sportive, sociali ed aggregative consentite dal complesso sportivo, in modo particolare favorendo le iniziative a favore dei giovani, per raggiungere gli obiettivi dell’integrazione sociale, considerata la rilevanza dell’attività sportiva quale essenziale elemento per un armonico sviluppo psico-fisico e, comunque, quale programma di valorizzazione della intera realtà locale ricreativa e sportiva”.

“Gli interessati - prosegue il bando - in possesso dei requisiti per la partecipazione, dovranno formulare apposita proposta secondo le modalità previste dal bando entro il giorno 03/06/2024. La domanda dovrà essere sottoscritta digitalmente e dovrà pervenire esclusivamente mediante PEC al seguente indirizzo: protocollo@pec.comune.chivasso.to.it entro e non oltre il termine perentorio delle ore 12.00 del giorno 03/06/2024 pena l’irricevibilità dell’istanza”.

Insomma, fatevi avanti.  

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