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Rivara
20 Maggio 2024 - 17:53
“Mi chiamano il forestiero, ma ho solo valicato la piccola collina che separa Levone da Rivara”.
Maurizio Giacoletto ha 58 anni ed è di Levone, dove fino al 2019 è stato sindaco. E’ un geometra libero professionista ed è anche amministratore anche l’azienda di famiglia.
Con piglio ironico e determinato, Maurizio Giacoletto presenta la sua candidatura alla guida della lista “Per Rivara”, la civica che ha riunito le opposizioni che alle scorse elezioni erano state guidate da Paolo Ghischia e da Maurizio Terrando.
“Della lista di Ghischia ci sono in squadra con me sia Paolo Ghischia che Rocco Caputo. Per Terrando, invece, c’è Marisa Basolo, la prima dei non eletti di quella lista”.
Da 30 anni in amministrazione comunale a Levone, è stato per quindici anni sindaco tra il 2004 al 2019.
“Affronto questa sfida con grande carica e motivazione - racconta - e poi non è vero che sono un forestiero perché qui a Rivara amministro, insieme a mio fratello, la ditta di lavorazioni meccaniche fondata da nostro padre nel 1976. Il legame con Rivara è sempre stato forte”.
La decisione di candidarsi come sindaco è stato solo l’ultimo passaggio di un percorso iniziato con un gruppo di amici: “Abbiamo iniziato a riunirci per parlare della visione del paese, del programma, con l’intenzione di presentare una lista che unisse le forze delle due attuali compagini di opposizione. Solo dopo mi è stato chiesto di essere il capolista, di candidarmi a sindaco. E ho deciso con molto orgoglio di accettare la sfida”.

Quest’anno anche Levone andrà al voto, perché ha deciso di non candidarsi più nel suo paese?
“A Levone c’è un candidato che dopo cinque anni di amministrazione, cammina con le proprie gambe e che si ripresenterà. Presentare una mia lista avrebbe significato dividere il paese. E non era certo mia intenzione farlo. E poi, dopo 30 anni nel mio paese, credo di aver dato abbastanza. Rivara, invece, rappresenta una sfida nuova e piena di stimoli. Qui per il nostro territorio, è un po’ il comune capofila, quello cui fanno capo tutti gli altri. Questa candidatura ha motivazioni importanti. Anche se arrivo da fuori, non per questo ho meno a cuore il bene di questo paese per il quale intendo realizzare il meglio”.
Poi aggiunge: “La mia candidatura non è solo un atto di servizio, ma un impegno profondo verso Rivara e la sua gente, supportato dalla lista che mi accompagna. Sono fortunato ad essere stato scelto un gruppo con idee innovative, energia e un autentico legame con la comunità”.
Giacoletto è un profondo conoscitore di questo angolo di Canavese.
Oltre ad essere stato amministratore a Levone per trent’anni, come consigliere, assessore e sindaco, era amministratore anche all’interno della Comunità Montana Alto Canavese che riuniva dieci comuni del territorio, tra cui Rivara.
Giacoletto, inoltre è nel consiglio nazionale e regionale dell’Uncem, (l’Unione nazionale dei comuni, comunità ed enti montani).
“Nel periodo in cui ero sindaco, le comunità montane sono state sciolte e si sono formate le unioni. All’interno dell’unione Alto Canavese, erano confluiti tutti i servizi dei comuni che ne facevano parte. Ho lavorato a stretto contatto con tutti gli amministratori dell’epoca come fosse un unico ente. E ho stretto contatto con gli uffici dei vari comuni, tra cui Rivara. Uno dei motivi per i quali non mi sento affatto il “forestiero”, come dicono i miei avversari”.
Molti i progetti che “Per Rivara” intende portare avanti.
“I più ambiziosi riguardano l’ex Ristorante Rosina e il Castello”.
Il Castello e l’ex ristorante Rosina
L’ex Ristorante Rosina è un immobile comunale, sfitto ormai da tempo.
“Nel nostro programma c’è la riconversione e il riutilizzo di quest’area di proprietà comunale. Attualmente il locale è chiuso, ci sono alcune sedi associativi, ma l’intero stabile andrebbe riutilizzato, magari come centro d’aggregazione pluriuso”.
E poi c’è la questione relativa al Castello che dopo la morte di entrambi i suoi proprietari, Franz Paludetto e suo figlio Davide, è chiuso in attesa che il curatore ne individui i nuovi proprietari.
“Per Rivara il castello è fondamentale. Se si vuole pensare ad un vero sviluppo culturale e turistico, non si può prescindere da questo bene e dal suo meraviglioso parco. Anche se non rientra direttamente nelle competenze di un sindaco, bisogna seguire da vicino l’evolversi della situazione affinché possa tornare fruibile al più presto”.
I primi cento giorni
E poi ci sono quelle opere realizzabili nei famosi primi cento giorni.
“Mi vengono in mente le manutenzioni dei cimiteri, la viabilità. Tutti lavori che vanno eseguiti ad inizio mandato”.
LA LISTA DI GIACOLETTO










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