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Ivrea

La vergogna del marciapiede dimenticato ma "piove governo ladro"

Residenti furiosi: l'App Municipium alibi per l'inazione

Luca Spitale e Vincenzo Ceratti

Luca Spitale e Vincenzo Ceratti

Via Lago San Michele: il marciapiede di fronte alla vecchia scuola dell'infanzia abbandonata sembra uscito da un documentario sull'Amazzonia. Le erbacce hanno preso possesso della zona e l'Amministrazione comunale dorme sonni tranquilli. 

A scatenare un putiferio intorno al degrado urbano sono state le foto scattate e pubblicata sui social da Rosa Revel Chion.

Qualcuno invita a segnalare il tutto sull’app Municipium del Comune. Non l’avesse mai fatto! 

Tra chi non le manda a dire c’è Andrea Barrel: "La app Municipium è l’alibi per non controllare il territorio comunale! Esistono ruoli e compiti! Va bene agevolare il lavoro, ma mi pare che con questa storia della app nessun tecnico del comune si occupa più dei problemi, che si accumulano ogni giorno di più….”. 

Insomma, sembra che l'app sia diventata la scusa perfetta per giustificare l'inerzia totale.

E come dargli torto?

Vincenzo Ceratti sottolinea l’assurdità della situazione: "Segnalate all'app Municipium. Come dire, state zitti. Questo forum riguarda anche e direttamente i residenti per la condivisione di ciò che va e che non va in città. Finisce che ci tocca anche stare zitti." 

Ci prova Silvia Biava  ma è un difendere l'indifendibile: "Queste criticità penso vadano segnalate a chi di dovere con mezzi istituzionali, non tramite un social." 

Anche lei però alla fine è costretta ad ammettere che dei problemi bisogna parlarne. "Non per criticare ma per migliorare ora o nel futuro...."

Tant’è! Diego Trompetto ci riporta indietro nel tempo, quando la gente si rimboccava le maniche invece di aspettare che qualcuno intervenisse.

"Che bei ricordi - scrive - quando non esistevano i social, in questi casi chi passava cercava il modo di sistemare ciò che non andava bene, le attività commerciali si pulivano il pezzo di marciapiede di pertinenza, e tante altre piccolezze che contribuivano a tutta la comunità."

L’ironia amara di Roberto Gianino è palpabile ("Grazie al sindaco e company") mentre Marco Blua propone una soluzione al limite dell'assurdo: "Passeggiate con il tagliasiepi in tasca e all'occorrenza lo usate, un po' di senso civico insomma…"

C’è chi come Cesare Monzardo propone di portare le capre per ripulire i marciapiedi e chi ci ricorda che in questo edificio  abbandonato un tempo si facevano i vaccini.

E poi? Poi alla fine arriva lui, Luca Spitale, il presidente del consiglio con un attacco frontale a Facebook, al gruppo di "Sei di Ivrea se" e agli "odiatori" seriali.

"Molti sostengono - scrive - che non si debba rispondere sui social, che l’ambiente non è consono a confronti sereni e razionali, ma faccio di testa mia. Questa pagina è tristemente diventata la bacheca delle lamentele verso l’amministrazione della città. Per chi legge e non lo sa ne faccio parte. Io non credo che sia difficile comprendere che dopo settimane di pioggia il verde sia esploso, una cosa normale insomma. La città ha ovviamente degli incaricati che si occupano di gestire il “verde”. Il problema è che non sono in mille. Come è noto piove da settimane e sotto il diluvio non si taglia. Quando si apre il bel tempo le squadre partono e ovviamente non fanno tutto in un giorno. Ciò comporta che per qualche giorno ci saranno aree pubbliche con il verde da manutenere. Mi pare intuitivo...".
A dargli man forte sono Sara Grassino che ne fa una questione politica ma, ahìlei, non risiede in città ("Un attacco su queste cose perché in realtà non hanno motivi seri a cui aggrapparsi... alle piccolezze perché non hanno nulla di serio, grave o importante...") e Sibilla Danielli su chi fomenta l'odio sui social, cioè quelli di centrodestra che se gli eporediesi "li hanno mandati a casa nel giro di 5 anni disastrosi ci sarà un motivo".
La ciliegina sul dibattito ce la mette Vincenzo Ceratti. "Se permette - inforca rivolgendosi a Grassino - la critica politica spetta a chi le amministrazioni le vota che lo faccia a destra o a sinistra. Porti la residenza qui così pagando anche le tasse ad Ivrea avrà titolo di cittadina e non dovrà fare un intervento politico di parte. Quindi ribadisco che il suo è un intervento politico e di parte assimilabile al tifo da stadio piuttosto che la conoscenza approfondita della città. Tanti cari saluti e buona domenica...".
Insomma: "Piove governo ladro!"
Epperò qualcos'altro bisogna aggiungerla. E sono le promesse che quest'Amministrazione comunale, la scorsa estate, ha fatto durante un incontro pubblico sulla scia delle tante richieste presentate ai predecessori, guarda un po', proprio dall'attuale assessore alle manutenzioni Massimo Fresc che a quei tempi sedeva in minoranza.
E si era fatto riferimento proprio ai marciapiedi e al degrado, peraltro non solo di via Lago San Michele.
"Non parliamo della pioggia - aveva inveito Triestina Cestonaro - Quando piove si allaga tutto".

“Prima o poi succederà qualcosa…” aveva aggiunto una residente puntando il dito proprio sull'erba e i rovi da tagliare.

L’assessore Massimo Fresc, che guarda un po' abita in via Moncrava, aveva raccontato (sempre a quell'incontro) che conosceva molto bene come stavano le cose: “Qui è stato investito anche mio padre” aver raccontato.  

Fresc è stato anche il primo firmatario di una petizione con la quale si chiedeva alla precedente Amministrazione un nuovo marciapiede dalla Polveriera a Canton Gabriel.

Inutile aggiungere che di quella petizione, di cui tanto s'era parlato, da un anno a questa parte non s'è più saputo nulla...

Dalla zona dei laghi a via San Nazario completamente abbandonata. Dalla scuola di via San Michele all’ex collegio San Giorgio con pezzi dell’edificio che ogni tanto cascano giù. E poi vetrati, pannelli divelti, chiodi dei dissuasori che spuntano fuori. Insomma una “zona franca”.

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