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Ivrea
10 Maggio 2024 - 18:49
Lucia Panzieri
“No, non vi siete persi la festa dei dieci anni dello ZAC! Se tutto va bene, quella sarà a dicembre come al solito. Abbiamo voluto dedicarci un momento di bilancio a dieci anni dalla nascita della nostra Cooperativa e abbiamo dato i numeri!”.
Così la presidente Lucia Panzieri sul proprio profilo Facebook nel raccontare una riunione tenutasi sabato scorso.
I numeri? Quelli sono davvero “Boom”! Tutti appiccicati in bell’evidenza con dei post ai vetri. E sono 224 lunedì senza carne, 21 gruppi di whatsapp, 280 gessetti usati per scrivere i menù, 1.472 email all’ex sindaco Stefano Sertoli, 1.160 partite a scacchi, 51 soci under 30, 59 giovani in servizio civile, 38 associazioni coinvolte negli spazi del Movimento.
Ancora non basta!
Si aggiungono: 1.120 ore all’anno di pulizia dei bagni pubblici, dell’atrio e dell’area esterna, 182 mercatini, 83 mila uova usate in cucina, 82.107 euro di contributo spese per le utenze delle aree comuni e 34 tirocini e inserimenti lavorativi di persone svantaggiate. Infine i concerti. Se ne sono succeduti al bellezza di 265 che non avrebbero trovato un altro spazio in città.
Fondata il 5 maggio 2014 da una decina di persone (Lucia Panzieri, Enrica Spinaci, Stefano Bacchetta, Lorenzo Marcone, Maria Patrizia Dal Santo, Pietro Colombo, Marisa Bertolino, Nicolò Savio, Sylvia Aicardi, Corinne Close e associazione Ecoredia) la Cooperativa arrivò subito a contare 134 soci.
Oggi ce ne sono la bellezza di 348 e lo Zac! è diventato una realtà riconosciuta a livello nazionale, oggetto di 5 tesi di laurea, ma soprattutto vincitrice di bandi e contributi. Si pensi che solo nel 2023 ha ricevuto 102.234 euro di finanziamenti per attività sociali e culturali.


La grande battaglia!
Tutto bene! Diciamo di sì, ma quando si parla dello Zac! ai più viene anche in mente la battaglia combattuta contro il centrodestra, cominciata nel 2020 e culminata nel 2023 con la vittoria del centrosinistra e la delega di “vicesindaca” assegnata a Patrizia Dal Santo una delle socie fondatrici.
L’ultima volta che se n’è parlato in maniera veramente conflittuale risale al marzo del 2023 quando si apprende l’esistenza di una richiesta della giunta comunale agli uffici propedeutica all’elaborazione di un bando e all’accatastamento dei locali del Movicentro tra “commerciali” e “non commerciali”.
Ultimo step di una litania cominciata addirittura nel 2020, quasi allo scadere di un comodato d’uso in cui si prevedeva la possibilità di un rinnovo per altri 6 anni.
Si decide per una proroga fino alla fine dell’anno per dare modo agli uffici di preparare il bando e contemporaneamente si cominciano a dare in pasto ai giornali notizie che la dicevano lunga sulle reali intenzioni e tra le tante una riguardante una sentenza di un giudice di Bari che vietava i comodati d’uso alle associazioni di volontariato con attività imprenditoriale.
E si va avanti con questa tesi per qualche settimana. Agli atti una lettera, prima firmataria l’allora capogruppo della Lega Anna Bono, con cui una gran parte dei consiglieri comunali di maggioranza (tranne il presidente del consiglio Diego Borla, a cui era diretta, e Tony Cuomo) chiedevano alla giunta di non rinnovare il contratto di comodato d’uso del Movicentro allo Zac!.
Nelle dichiarazioni di quei giorni, quasi tutte con lo scopo di procurar battaglia, si aggiunge l’utilizzo improprio da parte dello Zac! di uno spazio (l’atrio) e di un’attività prevalente legata alla ristorazione che avrebbe dovuto al massimo fare da appendice agli eventi.
Il braccio di ferro va avanti per mesi tra notizie e smentite, tra le tante una, quella di un errore definito “clamoroso” emerso in una serie di carteggi con Trenitalia e Ferrovie. Arriva il “Fermi tutti!”.
Incredibile ma vero negli accordi di 15 anni prima ci si sarebbe dimenticati di scrivere dell’esistenza di un diritto di superficie sui terreni di proprietà di Trenitalia sui quali era stato costruito il Movicentro.
In definitiva, senza una variante di prgc non si sarebbe potuto procedere con il trasferimento del diritto di superficie al gestore del Movicentro.
Segue, il 4 febbraio del 2021 il colpo di scena con una comunicazione alla Cooperativa Zac!, in cui si sostiene che l’Amministrazione comunale non avrebbe mai avuto alcun titolo per concedere una proroga all’utilizzo degli spazi del Movicentro.
Non ce lo aveva mai avuto, né in quel momento né alla scadenza del contratto di comodato d’uso, quindi la proroga sarebbe stata “illegale”.
Morale? I
n quel momento lo Zac! era un abusivo e per continuare ad utilizzare il Movicentro avrebbe dovuto rivolgersi a RFI.
A nulla servì ricordare l’accordo tra lo Stato e la Regione per la realizzazione di una quindicina di “movicentri” presso altrettante città sedi di stazione ferroviaria.
In quelle carte, Ivrea, oltre alla realizzazione del nuovo edificio viaggiatori si impegnava ad adottare una variante al PRG tale da consentire l’ampliamento delle destinazioni d’uso dei vecchi edifici di RFI. A sua volta RFI avrebbe dovuto cedere a titolo gratuito per 30 anni il diritto di superficie al Comune di tutti gli spazi e i manufatti interessati dalle opere progettate.
Manco a dirlo nessuno dei due soggetti fece nulla.
Da lì in avanti però RFI ha sempre riconosciuto il diritto all’uso dei locali da parte della città di Ivrea, compartecipando alle spese di costruzione del 2° lotto, non tirando fuori un euro per le bollette e per la manutenzione (ordinaria e straordinaria) e non pagando l’IMU.
Fantasmagorico il consiglio comunale del 3 marzo del 2021. Ad un certo punto, senza alcun preavviso, la vicesindaca Elisabetta Piccoli dà la parola a Davide Luciani dell’ufficio Tecnico. Obbiettivo dichiarato (s’intende di Piccoli e Luciani) smontare la mozione attraverso cui le Opposizioni avevano chiesto di modificare, con una semplice “variante non variante” (così si chiama) le destinazioni d’uso del vecchio fabbricato di Trenitalia, aggiungendo nell’elenco i centri estetici e i parrucchieri.
Inutile ripercorrere quel dibattito, giusto sottolineare però che fu proprio in quell’occasione che ci si impegnò a commissionare una perizia che arrivò pochi giorni prima della competizione elettorale del 2023.
Come stiamo messi oggi è sotto gli occhi di tutti. Nuovamente fermi con le quattro frecce.
Fermi dall’8 giugno del 2023 da quel provvedimento attraverso cui la giunta guidata da Matteo Chiantore ha revocato la delibera di giunta n. 191 dell’11/05/2023 con si era dato mandato all’ufficio Patrimonio “di assumere gli atti necessari” per assegnare i locali del Movicentro allo Zac! per sei anni ma a condizioni inaccettabili dallo Zac!, cioè con il divieto di utilizzo dell’atrio e riassegnato il tutto allo Zac! fino al 30 giugno del 2024, alle medesime condizioni del contratto in essere.
Fine del film.
Di questo si è parlato un paio di mesi fa in consiglio comunale e il sindaco e l’assessore Fabrizio Dulla avevano anticipato che ci sarebbe stato un nuovo bando ad evidenza pubblica, pur sottolineando la volontà di dare continuità alle attività svolte presso il Movicentro (atrio compreso).
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