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Lavori di “m”, dossi di “m”... Fresc lo sa cosa fa Comotto? Piccoli allibita...

In consiglio comunale il dubbio sollevato dalle Opposizioi su Viale Kennedy

Viale Kennedy

Viale Kennedy, Ivrea

Sui social continuano, insistenti come la pioggia,  le polemiche sul degrado stradale nei quartieri Bellavista e San Grato. 

Ormai - scrive un cittadino - viale Giovanni XXIII e viale Kennedy sono una pista da rally. In più di sessant’anni non si era mai visto!”.

Se n’è parlato di recente anche in consiglio comunale dov’è atterrata una interpellanza firmata dai consiglieri comunali Elisabetta Piccoli, Paolo Noascone, Andrea Cantoni e Gabriele Garino con il dito puntato  sugli interventi di mobilità sostenibile promossi e finanziati dal Pnrr per 910.000  euro. 

“L’obiettivo - hanno sottolineato - era di rendere più accessibili e sicuri questi quartieri, con una particolare attenzione alle fasce deboli (anziani, bambini e diversamente abili)”.

Tra le altre cose si erano previsti nuovi dissuasori. Sono arrivati e sono stati installati su strade tutte rotte e piene di voragini, finanche a  ridosso dei tombini. Risultato?

Con il maltempo si sono trasformati in vere e proprie dighe e le strade in fiumi e laghi. 

ripristini

“Il contrasto tra i nuovi passaggi pedonali rialzati e il manto stradale fortemente dissestato a causa delle numerose manomissioni è evidente - ha polemizzato l’opposizione - Non è stata posta attenzione al sistema di deflusso delle acque con conseguente disagio per i pedoni... S’aggiungono buche profonde e dislivelli che spesso spingono le auto a marciare sulla corsia opposta, causando seri problemi di viabilità e disagio a cittadini ed automobilisti...”.

Elisabetta Piccoli ha chiesto “se e quando avverranno i ripristini da parte della società che ha eseguito le manomissioni e perchè non si sia aspettata la riasfaltatura prima di posizionare i nuovi dossi...”.

Il suo dubbio è che sia mancato un coordinamento tra gli assessori Massimo Fresc (alle manutenzioni) e Francesco Comotto (ai lavori pubblici), due deleghe che nella passata amministrazione erano nelle mani di un’unica persona.  

A tentare una difesa d’ufficio ci ha provato l’assessore Massimo Fresc cominciando proprio dal “coordinamento”.

“Quotidianamente ci confrontiamo con i dirigenti dell’Ufficio tecnico - ha risposto - Aver previsto due assessori è da considerarsi una scelta felice. Esiste semmai, questo sì, un sovraccarico dell’ufficio impegnato in diverse iniziative. Il problema sono i ripristini definitivi che ci saranno nei prossimi mesi...”.

Insomma le strade sono state rovinate da Smat, Enel e quest’autunno da chi si occupava della posa della  fibra. Essendo pieno inverno le imprese si sarebbero limitate a  rappezzi provvisori e adesso dovrebbero cominciare i ripristini veri e propri.

“Da qualche parte  - ha affermato Fresc - sono già cominciati e presto si faranno anche a Bellavista. Saranno mesi impegnativi. ..”.

Ci sono già dei cronoprogrammi ma molto dipenderà dalla condizioni atmosferiche.

“A lavori conclusi - ha aggiunto Fresc - ne verificheremo la qualità...”.

E poi sugli attraversamenti pedonali di viale kennedy e Papà Giovanni XXIII .

Fresc ha ammesso: “Stanno creando delle problematiche...”.

Soluzione? Un nuovo tombino per drenare le acque.

Una risposta che non è piaciuta per niente a Elisbeta Piccoli.

“Se prima di mettere i dossi si fossero aspettati i ripristini non staremmo qui a parlare di allagamenti, laghi e buche - ha inforcato - E’ la giunta che deve controllare. Adesso si farà un lavoro doppio. Si dovranno togliere i dossi per riasfaltare e poi rimetere i dossi...”

Piccolo siparietto infine su via Lago San Michele dove secondo Fresc i lavori di ripristino (già conclusi) sarebbero stati eseguiti bene.

“Sono allibita - gli ha risposto Piccoli - Mi fa specie che lei dica che il lavoro sia stato eseguito bene. La strada è tutta un dislivello...”.

Sguardi al cielo e sospiri di rassegnazione. 

Dei dossi “dissuasori” installati per far rispettare il limite di 30 km/h ci sa tanto che se ne continuerà a parlare ancora per un bel po’. Continueranno, infatti, c’è da giurarci, gli insulti e le invettive sui social, con tanto di foto a documentare l’incompetenza dell’impresa e dell’amministrazione che avrebbe dovuto seguire i lavori e non lo ha fatto!

“Un bel lavoro di emme! - sparano a zero i residenti del quartiere  -  Il manto stradale fa schifo... ma l’importante è che si siano costruite delle belle barriere con strisce pedonali colorate. Bravo Comune. Ottimo lavoro. Complimenti...”

Siamo già alla resa dei conti?

“Quello che so - commentava con noi alcuni giorni fa il presidente di Bellavista Viva Gabriel Piccagli - è che i dossi sono stati messi per ridurre la velocità intorno all’anello. L’impresa che li ha posizionati ha evidentemente creato dei danni  e da quel che ho capito tornerà sul posto a sistemare. Non si sono accorti di aver bloccato il percorso dell’acqua alle bocche di lupo ...”.

S’aggiungo i lavori della Smat. “L’asfalto si è assestato la corsia di destra adesso è più bassa di quella di sinistra. Se vai in moto, qui ti ammazzi... Le macchine vanno in contromano per non viaggiare come sulle montagne russe ... Abbiamo parlato anche di questo con l’assessore Massimo Fresc. Abbiamo cercato di fargli capire che occorre mettersi a posto, che si deve riasfaltare...”.

Insomma Smat non ha rispettato il regolamento.

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