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Quando Fresc e Comotto dichiaravano guerra un giorno sì e l’altro pure a Ivrea Parcheggi

Tempo di nomine. AAA Cercasi consiglieri di amministrazione per Ivrea Parcheggi, la società controllata all’85% dal Comune di Ivrea e per il 15% dall’ACI. 

Francesco Comotto e Massimo Fresc, Ivrea parcheggi, Ivrea

Francesco Comotto e Massimo Fresc

Tempo di nomine. AAA Cercasi consiglieri di amministrazione per Ivrea Parcheggi, la società controllata all’85% dal Comune di Ivrea e per il 15% dall’ACI. 

Di cosa si occupa? 

Evidentemente di parcheggi, ma solo a pagamento, circa 1.100 posti. 

C’è tempo sino al 13 maggio per presentare la domanda. 

Bene, però, avvisare che trattandosi di nomine politiche il sindaco Matteo Chiantore ne sceglierà solo due dei tre e uno dei due rivestirà l’incarico di presidente. 

Al socio ACI il compito di nominare il terzo. 

Andranno “a casa” l’attuale presidente, Fausto Uberto Bona e Tania Marino, nominati dall’ex sindaco Stefano Sertoli, a cui si aggiunge il vice presidente Calogero Terranova, nominato nel 2018 dall’ACI che è anche (lo chiamano “prezzemolino”) presidente di Scs.

Per la cronaca, ma solo per quella, per la presidenza di Ivrea Parcheggi si prevede un compenso di poco inferiore ai 10 mila euro lordi all’anno. 

A cui si aggiungono circa 6 mila euro per il collegio sindacale. 

In organico anche 5 ausiliari del traffico, per un costo annuo di circa 270 mila euro. 

La società possiede diversi immobili: un immobile in via Cesare Pavese 8, alcune unità immobiliari adibite a uffici e il piano interrato adibito a magazzino al civico 11 di via Primo Levi e un terreno adibito a parcheggio in via Aosta 2. 

Costituita nel 1993, Ivrea Parcheggi nel 2018 chiudeva con un fatturato di 1.447.000 e di fronte a numeri come questi la giunta si vergognò talmente tanto che, in consiglio comunale, su proposta dei revisori dei conti, decise di trasformare la società da Spa a Srl. 

Manco a dirlo, da allora i ricavi complessivi sono ulteriormente calati e nel 2022 sono scesi a poco più di un milione di euro. 

Quasi inutile sottolineare che le entrate derivano in larga parte dai parcheggi e in minor misura dalla locazione di immobili, nonché dalla pubblicità. 

Sarà forse anche per questo che dal primo gennaio di quest’anno l’Amministrazione comunale ha aumentato le tariffe di un buon 20%. 

Dove si pagava 0,85 centesimi all’ora si paga 1 euro e 20 e dove se ne tiravano fuori 0,55 si devono aggiungere 20 centesimi. Una batosta come non se ne vedevano da anni, per l’esattezza dal 2004. 

Una batosta senza uguali considerando che in città più o meno della stessa dimensione la sosta costa decisamente meno: a Chivasso la tariffa massima è di 0,80 centesimi, a Settimo Torinese di un euro, a Ciriè di 1,10 centesimi e, se vogliamo pisciare lungo, a Montecarlo, che è Montecarlo non si paga nulla per tutta la prima ora e si pagano 2,70 per un’ora e 15 minuti... 

Tra le pieghe del bilancio, anche un mutuo acceso nell’aprile del 2006 con l’istituto Banca Sella di 2.900.000 euro per l’acquisizione dell’immobile in cui hanno sede gli Uffici Giudiziari. S’aggiunge nel 2017 un altro mutuo con Banca d’Alba, per rimborsare i debiti che la società aveva contratto con il Comune di Ivrea per 450.000 euro (la convenzione prevede il pagamento di un canone da parte di Ivrea Parcheggi di 303.500 euro per i parcheggi più 20.000 per l’autosilo). 

Al 31 dicembre del 2018 il valore residuo di questi due finanziamenti era pari a 1.902.203. 

Tutto chiaro? Tutto limpido? 

Non tanto. Quel che non torna è che vada avanti tutto liscio come l’olio, come se una gran parte della maggioranza si fosse dimenticata delle battaglie combattute quando sedeva all’opposizione e dichiarava guerra un giorno sì e l’altro pure alle aziende partecipate dal Comune. 

Qualcuno se lo ricorda ancora cosa Francesco Comotto di Viviamo Ivrea? 

E  il grillino Massimo Fresc? Non avevano d’altro canto tutti i torti. 

A guardare la galassia delle aziende, dei consorzi e delle Fondazioni partecipate dal Comune di Ivrea veniva e ancora viene un gran male alla testa. E chissà che cosa pensano i cittadini disattenti quando qualcuno dice loro che l’Amministrazione pubblica, nel corso degli anni, ha investito i suoi soldi, oltre che nel Carnevale, nell’assistenza sociale o per promuovere il turismo, anche nelle ‘autostrade’ e in particolare in una società, Ativa, oggi considerata ‘morta’ e sepolta. 

Peggio ancora, in aziende che si occupano di erogare ‘acqua’ a Cuneo, Biella, Vercelli, persino in Sicilia. 

E poi, oltre ai parcheggi, rifiuti e gestione di rifiuti e addirittura una banca, ‘etica’ per carità. 

Un groviglio incredibile di quote azionarie possedute, almeno in teoria, da tutti i cittadini di Ivrea, poco più di 23 mila abitanti abbarbicati sotto la Serra. 

A ben vedere una gestione letteralmente impazzita, considerando che un sindaco e i suoi assessori dovrebbero occuparsi di gestire la città e solo quella... 

La fotografia di che cos’è il Comune di Ivrea intesa come ‘cagruppo’ di una serie di società viene fuori in tutta la sua intensità, puntuale come un orologio a cucù, tutte le volte che in consiglio comunale atterra la relazione annuale del sindaco. 

Un fiume di parole su bilanci, utili, perdite, previsioni... e per qualche minuto sembra di stare seduti all’assemblea degli azionisti di una vera Multinazionale, o di ‘stocaz’, come direbbe l’Armadillo di Zerocalcare. 

Tant’è! Ce ne dovremo fare una ragione se è vero - e lo è - che il sindaco Matteo Chiantore lascerà le cose così come stanno o, se si preferisce, così come aveva deciso di lasciarle l’ex sindaco Stefano Sertoli  e, prima ancora, Carlo Della Pepa, in perfetta continuità politica e gestionale tra centrodestra e centrosinistra, il che la dice lunga su quelle differenze che qualcuno cerca come la Titina ma con il cavolo che si riescono a trovare. 

Prendere lasciare. Chiantore “prende” e sarà un vero e proprio rilancio di Ivrea Parcheggi a cui si intendono affidare una serie di lavori pubblici che è poi un escamotage per non sottostare a tutti i vincoli a cui è sottoposta un’Amministrazione comunale. 

Chissà se Comotto lo redarguirà come a suo tempo fece con Carlo Della Pepa (“Questa società - tuonò - si è occupata di tutto ai limiti dello statuto. Ha anche acceso un mutuo per acquistare gli immobili in cui oggi hanno sede gli uffici giudiziari. Che cosa c’entra con la gestione dei parcheggi l’acquisto di un edificio? Mica è un’immobiliare ...”) e con Stefano Sertoli quando gli ricordò che a Ivrea parcheggi, la precedente amministrazione aveva anche attribuito la facoltà di fare appalti e sistemare i parcheggi.

“Non funziona così - si era messo a urlare -  Se l’ufficio tecnico non serve chiudiamolo...”. 

Sertoli lo ascoltò con interesse, Della Pepa non se lo filò neanche di striscio e nel 2017 il Comune decise di affidare a Ivrea parcheggi niente meno che la manutenzione, costata 200 mila euro, di piazza Freguglia non prima della manutenzione straordinaria di Piazza Credenza per altri 200 mila euro.

Insomma siamo alle ovvietà e potremmo quasi mettere le mani suo fuoco. Anche con il centrosinistra di Chiantore presto andrà in scena l’ennesima ‘celebrazione’ dell’efficienza imprenditoriale dell’organizzazione aziendale, magari non tanto ‘asburgica’. 

Con Sertoli, l’ultima volta che se n’era parlato, il dibattito aveva preso una brutta piega. 

Tutti, tra le file dell’Opposizione, a cominciare dal Pd su Ivrea Parcheggi avevano sottolineato di non capirne l’utilità. 

“Vogliamo conoscere il futuro e perché la si utilizza solo per controllare chi paga il parcheggio...’ aveva inforcato il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti che peraltro chiedeva di passare da un consiglio di amministrazione composto da tre persone all’Amministratore unico, tanto per risparmiare un po’ con le indennità.

Basta! Chiudiamola! Controlla solo i tagliandi della sosta... - gli aveva fatto eco Massimo Fresc, oggi assessore alle partecipate - E smettiamola di dire che non si può chiedere perché c’è un mutuo. A fare utili con le riduzioni del canone in favore del Comune sono capaci tutti... E parliamo di un canone stabilito 15 anni fa che non è mai stato indicizzato. Qualcuno me lo spiega perché quando aumenta l’introito il contributo non aumenta?’. 

Con l’amaro in bocca anche Francesco Comotto, non solo con Ivrea Parcheggi, ma un po’ con tutto. 

Vado a vedere quali sono le partecipazioni - stigmatizzava - e trovo una sfilza di società per le quali non si può incidere neanche se ci mettessimo attaccati al lampadario... Ci sono nove società partecipate da Smat di cui noi non sappiamo nulla ma non possiamo dire nulla. Mi chiedo che cosa serva investire qui il nostro tempo...”. 

Comotto, peraltro, se la prendeva anche con il Consorzio per gli insediamenti produttivi made in Alberta Pasquero, intoccabile donna del Pd. “Qualcuno sa dirmi che cosa fa? Io non sono ancora riuscito a capirlo - aveva stigmatizzato - Ricordo che a un certo punto il Comune ha affidato loro il piano di gestione Unesco pagato 60 mila euro. Senza quei soldi non sarebbero riusciti a chiudere il bilancio in pareggio...”. 

Infine sempre Comotto su Mozart srl. 

In quella società, infatti, al 31 dicembre del 2020 la quota di partecipazione indirettamente detenuta dal Comune di Ivrea per il tramite della Fondazione Guelpa era passata dal 14,5% all’11,99%.

“C’era un ricorso - aveva ricordato Comotto - che non si sa bene che fine abbia fatto e forse deteniamo delle quote che non si sarebbero mai dovute acquistare...”. 

Domanda: da quando si è seduto in giunta s’è informato su com’è andata.?

La sintesi delle Opposizioni era stata tutta di Fresc. 

‘Mancanza di volontà critica di verificare se effettivamente i servizi potrebbero essere gestiti altrimenti - aveva stigmatizzato - Da un’amministrazione di centrodestra mi sarei aspetto un rinnovamento che non ho visto...”.

E vedremo, prossimamente, che rinnovamento ci proporrà Fresc e se avrà il coraggio di mettere in discussione quel che proprio lui ha sempre criticato.

Ivrea Spa

In quali società il Comune di Ivrea possiede una partecipazione? Eccole:  Ivrea Parcheggi S.r.l. (85%), SCS (22,95%), Turismo Torino (0,6%), Ativa (0,01%), Banca Popolare Etica (0,0020%) e SMAT (0,00044%).  

S’aggiungono le partecipate indirette per il tramite di Smat: Risorse Idriche S.p.a. (91,62%), AIDA Ambiente S.r.l. (51,00%), Acque Potabili S.p.a. (44,92%) Servizio Idrico Integrato del Biellese e Vercellese S.p.a. (19,99%), NOS S.p.a. (10,00%),  Acque Potabili Siciliane S.p.a. in fallimento (9,83%), Mondo Acqua S.p.a. (4,92%), Environment Park S.p.a. (3,38%), Galatea S.c.a.r.l. (0,50%). 

E infine  Mozart S.r.l.  indirettamente partecipata per il tramite della Fondazione Guelpa, che detiene il 11,99% e AEG  per il tramite della Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea, che detiene lo 0,00375%. 

Sono in corso le procedure di recesso da Banca Popolare Etica, di liquidazione per Società Acque Potabili S.p.a. e Galatea S.c.a.r.l. e  fallimentari per Acque Potabili Siciliane S.p.a. Dalle società agli Enti partecipati. E qui, per citarne alcuni, si fa riferimento al CCA (Consorzio canavesano ambiente), alle due Fondazioni (Guelpa e Storico Carnevale), al Consorzio In.Re,te e al Consorzio per gli Insediamenti produttivi. 

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